Il 7 febbraio il Museo Civico Archeologico di Norma presenta al pubblico l’allestimento di alcuni materiali architettonici e votivi concessi in deposito dal Museo Nazionale Romano.
Per l’occasione si terrà una conferenza inaugurale con i saluti Istituzionali di Elena Palazzo, Assessore al Turismo della Regione Lazio e di Andrea Dell’Omo, Sindaco del Comune di Norma.
Seguiranno gli interventi di Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano, con Il Museo Nazionale Romano in rete con il territorio; Alessandro Betori, Soprintendente della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Frosinone e Latina con Territorio e Musei locali nell’impegno della Soprintendenza per le province di Frosinone e Latina; Stefania Quilici Gigli, Direttrice del Museo Civico di Norma con Il Museo Archeologico di Norma e il Parco di Norba tra ricerca e intrecci di dialogo.
A seguire la visita guidata al nuovo allestimento a cura di Ártemis Culture APS.
L’iniziativa rientra tra gli obiettivi del Museo Nazionale Romano, volti a promuovere e sviluppare progetti di collaborazione per valorizzare le testimonianze archeologiche provenienti dal territorio laziale e che sono conservate presso i depositi del Museo, ricreando con i territori di provenienza dei reperti l’originario contesto storico e archeologico.
Sin dal 2021 su richiesta del Comune di Norma, infatti, il Museo Nazionale Romano ha accolto la richiesta di deposito temporaneo presso il Museo Civico Archeologico di Norma “Padre Annibale Gabriele Saggi” di alcuni materiali archeologici rinvenuti nel territorio dell’antica Norba nel corso delle indagini condotte da Luigi Savignoni e Raniero Mengarelli agli inizi del 1900. Tra i materiali coinvolti nell’allestimento del Museo Civico si segnalano in particolare alcuni elementi fittili, pertinenti alla decorazione architettonica del tempio di Giunone Lucina e numerosi votivi dedicati alla dea.
“I reperti del nuovo allestimento del Museo Civico di Norma si pongono in un ideale dialogo che, nonostante la distanza fisica, mette in relazione il Museo di Norma con il Museo Nazionale Romano – commenta Federica Rinaldi Direttrice del Museo Nazionale Romano. Nella sezione del Museo della Comunicazione scritta dei Romani, ospitata presso la sede delle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano, una lunga parte del racconto è dedicata all’antica colonia di Norba e ai suoi principali edifici templari dedicati a Diana e Giunone Lucina, la dea protettrice dei parti. Il dialogo che il Museo Nazionale Romano intende impostare con i territori – aggiunge Rinaldi – si inserisce pienamente in una politica culturale in cui il museo è invitato a praticare forme di gestione delle collezioni che prevedano la collaborazione e la condivisione con comunità e istituzioni diverse.
Sul piano della tutela e della gestione del patrimonio, è intervenuto Alessandro Betori, Soprintendente della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Frosinone e Latina: “Le esperienze attuate nell’area alle falde dei monti Lepini in provincia di Latina hanno dimostrato come nell’allestimento e nella gestione dei musei civici, in particolare archeologici, sia necessario rapportarsi a delle istituzioni e personalità strutturate, come sono a Norma la Professoressa Quilici Gigli e a Priverno la Professoressa Cancellieri, mentre non si può fare troppo conto sulla buona volontà di singoli o gruppi più o meno preparati o motivati e su amministrazioni comunali prive di figure specialistiche: in questo campo la buona volontà non basta. La credibilità di figure come citate garantiscono una collaborazione a pari livello di comprensione e stima reciproca, con la Soprintendenza ma anche con istituzioni terze come il Museo Nazionale Romano”.
Infine, entrando nel merito del percorso espositivo e della narrazione del Museo Civico di Norma, Stefania Quilici Gigli, Direttrice del Museo Civico di Norma, ha concluso: “Il materiale concesso in deposito dal Museo Nazionale Romano reca un importante arricchimento alla narrazione che il Museo archeologico di Norma intende proporre sulla storia, i monumenti, la vita dell’antica città, in un rapporto costante con il Parco, che accoglie i resti della città antica. Ai materiali rinvenuti nelle case di abitazione, che finora erano esposti nel Museo, si aggiungono oggi, le testimonianze della decorazione architettonica e delle offerte dei templi di Giunone Lucina e di Diana. Sarà possibile, grazie a questi materiali, lavorare anche per l’ampliamento degli itinerari di visita del Parco, rimandando dalle vetrine con Qr-code ai templi dai quali provengono”.
Il Museo Nazionale Romano
Istituito nel 1889, il Museo Nazionale Romano, la cui sede storica sono le Terme di Diocleziano, riunisce uno dei più straordinari patrimoni archeologici e artistici d’Italia suddiviso, tra il 1995 e il 2001, anche in altre tre sedi museali: Palazzo Altemps, Palazzo Massimo alle Terme e Crypta Balbi. Quattro luoghi per scoprire la storia di Roma dai primi insediamenti nel Lazio agli splendori dell’età imperiale, fino alla passione rinascimentale per le antiche opere romane che portò alla nascita del collezionismo. Il Museo Nazionale Romano ha come missione l’acquisizione, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione di un patrimonio culturale unico al mondo. Questa eccezionale testimonianza del passato viene promossa e sviluppata dal Museo Nazionale Romano, proiettando nel futuro il senso della continuità storica. Attualmente il Museo è impegnato nel Progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana” che permetterà negli anni a venire la realizzazione di un articolato programma di lavori nelle sedi del Museo; per completare il restauro degli edifici storici di sua competenza; rispondere alle emergenze legate all’invecchiamento degli impianti e aprire nuovi monumentali spazi espositivi. Il risultato sarà l’ampliamento e la riorganizzazione del percorso museale con la restituzione al pubblico di molte opere finora invisibili.
Il Museo Civico Archeologico di Norma
Il Museo Civico Archeologico, allestito nel centro storico di Norma, è nato per favorire la visita e la comprensione dell’antica città di Norba, degli aspetti della sua vita quotidiana, in ambito pubblico e privato. Il racconto della storia della città e dei suoi monumenti si avvale dei ritrovamenti avvenuti nella città negli scavi condotti da Luigi Savignoni e Raniero Mengarelli all’inizio del Novecento, in parte ora concessi in deposito dal Museo Nazionale Romano, e negli scavi condotti nel nostro secolo dall’Università della Campania, sotto la direzione di Stefania Quilici Gigli, su concessione del MIC. I materiali esposti sono letti e spiegati grazie a innovative tecnologie di comunicazione: più di 30 video di approfondimento, fruibili tramite QR Code, rendono “parlanti” le vetrine; ricostruzioni in scala e plastici facilitano la comprensione di complessi monumentali e della funzione di alcuni materiali. Al piano inferiore del Museo si può visitare l’olearia, un suggestivo magazzino del ‘700 per la conservazione dell’olio, tornato al suo aspetto originario grazie a un’importante azione di restauro: vi appaiono, al loro posto e alloggiati in banconi, i grandi orci in terracotta nei quali era conservato l’olio, decorati con volute e motivi sovradipinti.
