DISSEQUESTRATO IL LOCALE: RIAPRE IL “BABÙ”

Discoteca abusiva e capienza oltre i limiti: accolta la richiesta della difesa che aveva chiesto il dissequestro del locale

Dopo il sequestro, è arrivato il dissequestro del noto locale notturno di Latina “Babù”, su Via del Lido. A presentare la richiesta di dissequestro, dopo aver assolto alle prescrizioni, è stato l’avvocato difensore Lucio Teson.

Ai primi di marzo, era stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, il sequestro preventivo, a seguito di quanto disposto in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La Polizia di Stato, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Latina, i Vigili del Fuoco di Latina, la Polizia Locale di Latina, il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), la ASL di Latina, avevano eseguito il decreto di sequestro preventivo.

Al momento dell’ingresso degli agenti della Divisione Polizia Amministrativa, insieme agli altri enti coinvolti nei controlli, all’interno del locale era in corso una festa danzante che si era di fatto trasformata in una vera e propria discoteca abusiva, con il superamento della capienza massima consentita e conseguenti rischi per la sicurezza dei presenti. Nell’immediatezza, la serata era stata interrotta e il locale era stato posto sotto sequestro.

L’attività ispettiva aveva messo in luce gravi irregolarità amministrative e penali, oltreché alle rilevanti criticità sotto il profilo della sicurezza. Nella circostanza, come accenato, era stato accertato che, sebbene l’attività avesse disposto esclusivamente di licenza per somministrazione di alimenti e bevande, era in atto una serata danzante. Durante il sopralluogo, i controlli avevano rilevato che all’interno del locale si stava svolgendo un evento musicale con spettacolo dal vivo, intrattenimento danzante, DJ set e circa 320 persone presenti, nonostante la capienza massima autorizzata fosse inferiore a 100.

Le ispezioni avevano evidenziato gravi carenze in materia di sicurezza: mancava la SCIA antincendio e le necessarie certificazioni, le uscite di sicurezza e le luci di emergenza erano insufficienti, non esisteva compartimentazione tra sala e cucina, e mancavano sia addetti che formazione antincendio. Inoltre, non erano presenti i documenti di sicurezza richiesti dalla normativa vigente.

Erano emerse anche irregolarità sul lavoro: sei persone stavano prestando servizio all’interno del locale, di cui tre senza regolare contratto. Sentita la Procura della Repubblica di Latina, il locale era stato sottoposto a sequestro preventivo con apposizione dei sigilli. Il titolare era stato deferito per il reato previsto dall’articolo 681 del Codice Penale, in relazione all’articolo 80 del TULPS, e erano state contestate le sanzioni amministrative per l’assenza di licenza per l’esercizio di pubblici spettacoli e per le altre violazioni riscontrate. Il NIL aveva disposto inoltre la sospensione dell’attività imprenditoriale a partire dal 19 febbraio 2026.

A distanza di oltre un mese, il locale è stato dissequestrato.

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