Discarica di Borgo Montello, l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) muove i suoi dubbi sulla richiesta di Ecoambiente
Una delle due società che gestisce gli invasi della ex discarica di Borgo Montello chiede di poter realizzare il capping e al contempo di poter utilizzare 47.800 metri cubi di rifiuti per la copertura dello stesso capping.
Tuttavia, l’Arpa, in sede di conferenza di servizi che si svolgerà oggi, 2 aprile, ha avanzato diversi dubbi. Ecoambiente vuole utilizzare scarti provenienti dalle fasi di movimentazione, triturazione e lavaggio della plastica dal settore agricolo ovvero, più genericamente, rifiuti non pericolosi prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, avviabile a smaltimento in discarica per rifiuti non pericolosi, o altro idoneo impianto autorizzato.
Bocciata, invece, la prima intenzione di utilizzare il Fos. Un proposito per cui Arpa ha evidenziat l’inidoneità, in ragione dell’assenza di un quadro certo in relazione alle attività di bonifica in corso, tenendo anche conto del fatto che le criticità correlate allo stato di contaminazione del sito non risultavano allo stato superate. L’utilizzo di rifiuto di FOS (Frazione organica stabile) per procedere al capping dei bacini sarebbe equivalso, in buona sostanza, a una riattivazione della coltivazione della stessa, con immediate implicazioni ambientali.
L’Arpa ha sottolineato che, per quanto di conoscenza, il procedimento di bonifica presso il sito di discarica risulta ancora in corso, allegando le più recenti valutazioni tecniche del competente Servizio di Arpa Lazio, con cui sono state evidenziate importanti criticità che non hanno consentito l’approvazione del documento sull’Analisi di Rischio e di conseguenza di completare l’iter amministrativo definendo compiutamente gli obiettivi di bonifica.