Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti a Terracina: concluso il processo a carico dei tre imputati
Si è concluso il processo per traffico illecito di rifiuti messo in piedi da tre uomini nei pressi della Stazione Ferroviaria di Terracina. Oggi, 27 febbraio, dopo aver ascoltato gli ultimi Carabinieri Forestali che hanno condotto le indagini, il pubblico ministero Giuseppe Miliano ha svolto la sua requisitoria chiedendo al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Roberta Brenda, di condannare tutti e tre gli imputati.
Il processo prendeva le mosse dall’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che aveva portato, a luglio 2024, all’esecuzione di 3 misure cautelari di cui una con custodia in carcere per Antonio Menissale di 69 anni e 2 agli arresti domiciliari – Pietro Menissale di 66 anni e Gabriele Antonetti di 70 anni – nonché al sequestro preventivo di uno dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e al sequestro del sito adibito a discarica abusiva. Il pubblico ministero ha chiesto le condanne a 2 anni e 10 mesi per ciascuno dei due Menissale, mentre per Antonetti la pena richiesta è stata più altra: 3 anni.
Gli avvocato difensori Oreste Palmacci, Maria Laura Fiore e Alfredo Frateschi hanno cercato di scardinare l’impianto accusatorio, chiedendo l’assoluzione dei tre imputati per l’insussistenza dei fatti. Alla fine di una camera di consiglio durata circa un’ora e mezza, il giudice ha condannato tutti e tre gli imputati: 4 anni e 2 mesi per il pluripregiudicato Antonio Menissale (alle spalle anche precedenti per spaccio di droga), 2 anni e 2 mesi per il fratlelo Pietro Menissale e 2 anni e 4 mesi per Gabriele Antonetti.
Al Comune di Terracina, costituitosi parte civile tramite l’avvocato Sergio Di Zitti, il risarcimento da stabilirsi in sede civile e il rimborso delle spese di costituzioni per 3mila euro.
L’attività di indagine è partita nel 2021 durante normali controlli del territorio nel Comune di Terracina, quando i militari hanno notato, nei pressi della Stazione Ferroviaria sita in Via Napoli, vicino all’Appia, un’area recintata e delimitata da cancello sul quale era apposto un cartello indicante la dicitura “Centro Recupero Rifiuti”. All’interno di tale area, di proprietà demaniale e occupata abusivamente, si intravedevano cumuli di rifiuti pericolosi e non, prevalentemente RAEE e altre tipologie di rifiuti ferrosi, accatastati in maniera promiscua a alla rinfusa, senza alcuna protezione per l’ambiente.
Successivi accertamenti, quali osservazioni e pedinamenti, nonché attività tecnico informatiche, hanno dimostrato che diversi soggetti, quali privati e ditte, in maniera sistematica, conferivano abusivamente diverse tipologie di rifiuti all’interno dell’area.
Sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza in merito al reato di traffico illecito organizzato di rifiuti a carico di tre soggetti i quali, ognuno con un preciso ruolo, gestivano, all’interno del sito, i rifiuti pericolosi e non, al fine di ricavare materia prima, tipo metalli, come rame, zinco, ottone e ferro i quali venivano venduti sul mercato nero. Il materiale non recuperabile veniva sistematicamente smaltito illecitamente nel circuito dei rifiuti urbani o mediante combustione dei rifiuti.
I reati contestati in concorso tra loro sono attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi, smaltimento illecito, occupazione suolo pubblico, nonché per uno dei soggetti il reato di falso ideologico.
Nella fase di esecuzione dell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali e delle misure cautelari reali, il Nucleo Forestale di Terracina è stato coadiuvato dal N.I.P.A.A.F. di Latina, dai Nuclei Forestali di Latina e Cisterna di Latina nonché da militari della Compagnia Carabinieri di Terracina. Nel corso del processo, Menissale, il principale imputato, ha dichiarato che i rifiuti venivano ammassati nei pressi della Stazione da almeno 15 anni. Il procedimento conclusosi oggi è parte di una più ampia indagine condotta dalla DDA di Roma.