DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO TRA DON MILANI E VITO FABIANI: TAR RESPINGE ISTANZA CAUTELARE DEL COMUNE DI LATINA

Dimensionamento scolastico, primo stop al ricorso del Comune. Ciolfi: “Esempio lampante del fallimento della politica e della filiera di governo”

Con ordinanza dello scorso 26 marzo il Tar del Lazio ha respinto l’istanza cautelare del Comune di Latina per la sospensione del piano di dimensionamento scolastico, nella parte che prevede nel capoluogo pontino la fusione degli istituti Don Milani e Vito Fabiano.  

Sul tema dimensionamento, con la coda polemica trascinata di recente rispetto la tardiva decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa, interviene il capogruppo del M5S per sottolinearne l’aspetto politico: “Il Comune si rivolge al Tar sull’onda del dissenso per l’accorpamento contro un provvedimento deliberato dalla Regione, amministrata dalla stessa forza politica di appartenenza. È evidente che esiste un problema di efficacia, ma anche di rappresentanza politica”. 

“Il dimensionamento scolastico si abbatte ogni anno come una mannaia, ma ha una precisa pianificazione che evidentemente nel comune di Latina è mancata. La questione – sottolinea la consigliera – non solo doveva essere affrontata per tempo ma, pur arrivando colpevolmente tardi nella pianificazione, la soluzione andava cercata sui tavoli politici, ricorrendo alla sbandierata filiera di governo”.

“Come Movimento non possiamo esimerci dal rilevare la debolezza politica dell’amministrazione Celentano in seno ai propri partiti, al di là degli slogan elettorali con cui si ripete di voler restituire dignità alla città capoluogo di provincia. Purtroppo la realtà è che nel panorama provinciale e regionale Latina continua a essere fanalino di coda in tutti gli ambiti”.

“Ancora una volta si fa ricorso al TAR su questioni che andrebbero affrontate su tavoli politici, senza peraltro arrivare alle soluzioni auspicate come accaduto con la questione del Biogas di Borgo Carso per la quale l’amministrazione, dopo essere arrivata in ritardo e senza adeguate soluzioni politico-amministrative, ha incassato anche una prima sonora sconfitta sul piano giuridico, con il ricorso della Neoagroenergie accolto dal Tar”. 

“Quando si arriva tardi sulla programmazione, il correttivo dovrebbe essere frutto di un’azione politica forte, supportata dalla filiera di governo. Quello che registriamo oggi – afferma la consigliera – è l’incapacità politica cui si pone rimedio ricorrendo, talvolta, alla giustizia amministrativa per sentirsi a posto con la coscienza e poter dire ai cittadini: abbiamo fatto qualcosa, anche se abbiamo perso. Il solo fine, invece, è quello di inseguire o mantenere il consenso elettorale”.

“A quasi due anni e mezzo di governo si può dire che l’amministrazione Celentano non riesce a mantenere il timone fisso sugli obiettivi e si affanna sulle emergenze, senza peraltro risolverle”.

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