Deriva autoritaria presso Cisterna Ambiente. I sindacati denunciano: “Clima di intimidazione e pressioni dirette verso i neo-assunti e gli iscritti”
Le Segreterie Territoriali di UGL P.S.A. e CONFINTESA LATINA, unite in un fronte comune a difesa della libertà sindacale, denunciano con sdegno l’inaudita pressione esercitata dalla Direzione di Cisterna Ambiente e da alcuni responsabili nei confronti dei lavoratori.
Un “interrogatorio” inaccettabile. “La gravità di quanto sta accadendo ha dell’incredibile: nella giornata del 15 Aprile, i neo-assunti sono stati immediatamente avvicinati dal Direttore. In quello che è apparso come un vero e proprio “interrogatorio”, è stato chiesto loro conto delle proprie scelte associative e delle motivazioni del tesseramento sindacale. Non si era mai assistito, nel panorama delle aziende pubbliche locali, a un atto inquisitorio di tale portata. Ci si chiede quali interessi superiori spingano un vertice aziendale a occuparsi personalmente delle tessere sindacali, quasi a voler garantire una “pulizia ideologica” all’interno di un’azienda che appartiene alla collettività e non a un singolo padrone”.
L’episodio del 16 aprile: Coazione sul cantiere. “La strategia intimidatoria è proseguita ferocemente nella giornata del 16 Aprile. Denunciamo che il Capo Squadra del cantiere (anch’egli neo-assunto) ha fermato i dipendenti appena iscritti, intimando loro di firmare seduta stante la disdetta dal sindacato. Si tratta di un’azione di coercizione diretta che mira a smantellare la rappresentanza dei lavoratori, utilizzando la precarietà del periodo di prova come uno strumento di ricatto.
Perché tanta foga contro alcuni Sindacati ? L’anomalo fervore di questo responsabile e della Direzione solleva dubbi inquietanti che hanno biosgno di chiarezza da parte degli organi competenti”.
Il ricatto del periodo di prova. “È evidente che l’azione della Direzione ha raggiunto il suo scopo: usare il contratto a termine come una “clava” per impedire l’esercizio dei diritti sindacali. Molti lavoratori, impauriti dalle possibili ritorsioni, temono oggi per la conferma del proprio posto di lavoro”.
I sindacati ricordano fermamente che: “L’articolo 15 della Legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori) punisce qualsiasi atto diretto a condizionare l’occupazione di un lavoratore alla sua appartenenza sindacale. Qualsiasi revoca avvenuta a seguito di queste pressioni sarà portata in Tribunale come prova di condotta antisindacale (Art. 28)”.
“Diffidiamo la Direzione dal proseguire con questo atteggiamento da “padroni delle ferriere”. Se non cesserà immediatamente ogni forma di pressione psicologica, le Segreterie di UGL P.S.A. e CONFINTESA proclameranno lo stato di agitazione e chiederanno l’intervento di Sua Eccellenza il Prefetto di Latina e del Sindaco di Cisterna affinché facciano immediata chiarezza sulle ombre che stanno oscurando la gestione di Cisterna Ambiente. La libertà non si revoca. La dignità non è in prova”.
Così, in una nota, le Segreterie Territoriali: CONFINTESA LATINA e UGL P.S.A. LATINA.
