DENERVAZIONE RENALE, IL SANTA MARIA GORETTI È IL PRIMO CENTRO NAZIONALE

Denervazione renale, il Lazio guida l’Italia: una procedura su quattro viene effettuata nella regione
Il Santa Maria Goretti di Latina è il primo centro nazionale per procedure

A seguito delle più recenti linee guida della Società Europea dell’Ipertensione (European Society of Hypertension – ESH) che riconoscono la denervazione renale come terzo pilastro nel trattamento dell’ipertensione arteriosa non controllata, questa procedura si sta affermando sempre più nella pratica clinica come un’importante opzione terapeutica per i pazienti che non raggiungono un adeguato controllo pressorio. A confermarne la crescente diffusione nei centri italiani sono i dati GISE (Società Italiana di Cardiologia Interventistica), secondo i quali il Lazio si conferma la prima regione in Italia per numero di procedure effettuate, con il 26% dell’attività nazionale nel 2025, pari a oltre una procedura su quattro.

Il primato laziale si accompagna a una crescita significativa dell’attività: rispetto al 2024, le procedure nella regione sono aumentate del 79%, a fronte di un incremento nazionale di circa il 36%.

All’interno del primato laziale spicca il ruolo dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina che risulta il primo centro italiano per numero di interventi di denervazione renale, sempre secondo i dati GISE.

Per il prof. Francesco Versaci, primario della Cardiologia del Goretti e punto di riferimento nazionale nel campo della cardiologia interventistica, “L’ipertensione è il maggiore fattore rischio per mortalità e morbidità. La denervazione renale è la possibilità, attraverso un dispositivo, di andare a controllare la pressione. È una procedura innovativa che ha dato ottimi risultati ma ancora non tutti i medici e non tutti i pazienti ne conoscono l’esistenza. Quindi è importante creare innanzitutto una rete di informazione e soprattutto un network di specialisti che possono far convergere i pazienti ‘giusti’ e possono beneficiare di questa metodica. Spesso i pazienti ipertesi che prendono farmaci hanno problemi di ipotensione l’estate e ipertensione d’inverno con accessi al pronto soccorso. Fare la denervazione consente di prendere meno farmaci e avere meno effetti collaterali. È quindi una terapia che consente effettivamente un grosso beneficio ai nostri pazienti”.

Al di là dello straordinario dato del Goretti di Latina, va evidenziato che comunque il risultato del Lazio è frutto dalla presenza di una rete di strutture cardiologiche che hanno progressivamente introdotto la denervazione renale nei propri percorsi assistenziali.

L’ipertensione arteriosa e la denervazione renale. L’ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare e il raggiungimento di un adeguato controllo pressorio rimane un obiettivo centrale nella prevenzione di eventi quali infarto, ictus, scompenso cardiaco e danno renale.

La denervazione renale rappresenta una delle più innovative opzioni terapeutiche oggi disponibili per alcuni pazienti con ipertensione arteriosa non adeguatamente controllata. La procedura interviene sull’attività dei nervi simpatici renali coinvolti nei meccanismi di regolazione della pressione arteriosa e si inserisce in un percorso terapeutico che richiede una rigorosa selezione del paziente e una valutazione multidisciplinare.

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