DEGRADO A TERRACINA, PALMACCI (AZIONE): “CI SONO BUCHE OVUNQUE”

Arcangelo-Palmacci
Arcangelo Palmacci

Arcangelo Palmacci, Segretario Provinciale di Azione e locale di Terracina in Azione, interviene sul degrado urbano

“La città ormai è un’opera d’arte…ma suo malgrado. Un mosaico surreale di crateri, avvallamenti e voragini, degno della più eccentrica installazione contemporanea. Il tutto firmato dall’asfalto stanco e dall’incuria sistematica di chi dovrebbe prendersene cura. Buche ovunque, buche per tutti.

Ci sono le buche storiche, sopravvissute a tre amministrazioni. Le buche baby, nate la settimana scorsa ma già promettenti. Le buche mimetiche, nascoste sotto l’acqua, e quelle esibizioniste, al centro della carreggiata. Le buche sociali, in gruppo come comitive in gita scolastica.
E poi le buche sadiche, che colpiscono solo di notte, quando non te l’aspetti.
Intanto il cittadino si trasforma in acrobata urbano.

Gli automobilisti guidano come in un videogioco a livelli crescenti di difficoltà. I motociclisti fanno slalom tra l’incoscienza e l’infortunio. E mentre tutti zigzagano, le buche crescono. Perché il metodo è sempre lo stesso: una palata di catrame tirata giù in fretta, come un trucco da illusionista di terza categoria.
Ma bastano due gocce di pioggia, un po’ di gelo o una ruota sfortunata… e puff! la buca risorge.
Più viva di prima, come in un film horror. Interventi spot, riparazioni alla “meglio”, nessuna manutenzione strutturale.

Qui da noi il pressapochismo è prassi, quasi filosofia: si copre, si rattoppa, mai si risolve.
E così le strade sembrano urlare: “Non vogliamo solo appilabuche.
Vogliamo manutenzione vera!”. E allora, a questo punto, tanto vale farne un evento culturale. Benvenuti alla “Biennale della Buca”: installazioni a cielo aperto, percorsi esperienziali su due e quattro ruote, performance urbane improvvisate.

Una mostra permanente dell’incuria, aperta H24, a ingresso (ahimè) gratuito ma con rischio incluso.
Perché se la buca è eterna… almeno vendiamola come arte. O, quantomeno, smettiamo di chiamarla “emergenza”: ormai è tradizione. Sì, ci abbiamo scherzato. Ma non c’è nulla da ridere. Le buche non sono folklore urbano, sono un’emergenza quotidiana che mette a rischio la sicurezza, il decoro e la vivibilità della città. Al signor Sindaco, ai signori Assessori, ai signori Dirigenti del Comune diciamo: qui non si può continuare a ballare sul Titanic.

Mentre la città affonda tra incuria e disservizi, serve responsabilità, non rattoppi. Meno annunci, più manutenzione. Meno comunicati, più asfalto vero, vero. La città merita rispetto”.

Così, in una nota, Arcangelo Palmacci, Segretario Provinciale di Azione e locale di Terracina in Azione.

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