DEFINÌ WILLY “UNO SCIMPANZÈ”: TROVATO IL GIOVANE DIETRO IL PROFILO DI “MANLIO GERMANO”

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Manlio Germano
Manlio Germano

È stata identificata la persona che stava dietro il profilo fake che definì eroi i componenti della banda di Artena responsabili della morte di Willy

Si tratta di un ragazzo di 23 anni, residente a Treviso che, subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito della violenta aggressione per cui sono indagati per omicidio i due fratelli Bianchi, Pincarelli e Belleggia, aveva esultato sui social definendo il ragazzo di origini capoverdiane come uno scimpanzé.
Il 23enne è uno studente universitario, esperto di informatica, aveva “postato” il suo odio e la sua intolleranza razziale arrivando a scrivere: ““Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzè, siete degli eroi“.

Il suo profilo inventato “Manlio Germano” assommava tutti i luoghi comuni di una destra fascista e xenofoba, raffigurandosi con una foto del simbolo di Fratelli d’Italia e tra le immagini di Facebook lo scudetto dell’US Latina squadra da sempre etichettata come “tifoseria nera”. 

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Il nome falso di Manlio Germano derivava dal personaggio del film di Paolo Virzì, anno di grazia 2003, “Caterina va in città“. In quella pellicola, Manlio Germano è il prototipo del politico del centro-destra dei primi anni Zero: ex picchiatore fascista, con amicizie di gioventù non proprio oxfordiane, dissimulante il suo passato di saluti romani e culto del Duce, e infine deputato della Repubblica imborghesito dalla Roma della Casta

Ora, dopo un’attenta e meticolosa indagine, tramite tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, resa ulteriormente complessa dalle connessioni sui provider esteri, gli uomini della Polizia Postale di Roma e Latina, con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze e Venezia, sono riusciti a risalire all’autore del post che aveva fatto indignare mezzo web, a rintracciarlo presso un albergo di Firenze e a denunciarlo alla Procura della Repubblica di Latina che ha coordinato le indagini informatiche.

LA NOTA DELLA POLIZIA –

Pensava di farla franca nascondendosi dietro un profilo fake, il ragazzo di 23 anni, residente a Treviso che,  subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito di percosse,  aveva esultato sui social con frasi che avevano sconcertato l’opinione pubblica tanto da provocare molteplici segnalazioni di protesta da parte di cittadini indignati.

Studente universitario, esperto di informatica, aveva “postato” il suo odio e la sua intolleranza razziale arrivando a definire “eroi” gli assassini per “aver ucciso una persona di colore”, definendolo“scimpanzé”

Oltre ad aver creato un personaggio virtuale, cui aveva dato il nome di Manlio Germano, il sottosegretario interpretato da Claudio Amendola nel film “Caterina va in città” del regista Virzì, il giovane si connetteva ai social network attraverso provider esteri, addirittura utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo.

All’esito di un’ attenta e meticolosa indagine,  espletata attraverso le più moderne tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, resa ulteriormente complessa dalle connessioni sui provider esteri, la Polizia Postale di Roma e Latina con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze, è riuscita comunque a risalire all’autore dello spregevole post, a rintracciarlo presso un albergo del capoluogo toscano ed a deferirlo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina che coordina le complesse indagini informatiche. 

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