DAINI IN ADOZIONE, VIGORELLI CONTRO ENTE PARCO: “MATTANZA MASCHERATA”

daino

Bandi per la cessione dei daini del Parco Nazionale del Circeo, l’ex Sindaco di Ponza Piero Vigorelli, da sempre schierato contro il piano gestionale del Parco, insorge: “Una mattanza mascherata”

Querelato e indagato dopo le aspre polemiche della primavera scorsa, quando l’attuale consigliere comunale di Ponza, insieme ad altri quattro cittadini, fu denunciati dall’Ente Parco per diffamazione, Vigorelli non ci sta e prende di mira i tre bandi che il medesimo Ente ha disposto per “dare in affidamento” i daini che verranno catturati col Piano Gestionale.

In realtà, per il giornalista, non si tratta affatto di acquisizione degli esemplari ma di una vera e propria “presa in giro”.

L’altro giorno – scrive Vigorelli – il Parco del Circeo ha pubblicato i “bandi” per l’esecuzione del famigerato Piano Gestionale di controllo del daino nella foresta demaniale. Vi dico che bisogna restare seduti, tenere le bollicine in frigo e ripartire con determinazione per una nuova battaglia. Ecco perché“.

Il politico spiega che i bandi sono tre: il primo per le adozioni “a scopo ornamentale”, riservate a Enti, Associazioni, persone fisiche; il secondo, per l’allevamento “a scopo alimentare”; il terzo per l’allevamento all’interno delle Aziende agro-turistiche e venatorie.

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Il Parco – prosegue Vigorelli – ha poi sfornato anche un “avviso pubblico”, per la formazione del personale che avrà a tracolla un fucile a canna rigata, per sparare ai daini nella foresta demaniale. Proprio questo “avviso pubblico” toglie i veli ai fatti e le veline alle idee che il Parco sta facendo circolare, per sostenere che è iniziata la campagna per l’adozione dei daini, in alternativa alle forme cruente di uccisione. È una spudorata falsità“.

Così recita la “premessa” dell’avviso “L’Ente PNC intende formare nell’ambito del Piano Gestionale di controllo del daino, personale di supporto per le operazioni propedeutiche allo screening sanitario della popolazione, nonché quelle di rimozione attiva della popolazione di daino all’interno dell’Area protetta, ai sensi della vigente normativa, da effettuarsi sia tramite cattura in vivo degli animali mediante corral fissi o chiusini mobili, che con la tecnica dell’abbattimento diretto tramite arma da fuoco a canna rigata”. Vi è chiaro quali siano i compiti dei “fucilieri del Parco”? Devono convogliare i daini nei recinti (corral) per narcotizzare i capi destinati all’adozione “ornamentale”, oppure destinati agli allevamenti per la macellazione, ovvero destinati alle aziende venatorie per diventare bersagli per i cacciatori. Devono anche sparare ai daini per l’abbattimento diretto nel territorio del Parco (e poi venderli a qualche macellaio della zona)“.

Con questi bandi – ne è convinto Vigorelli – solo una piccola parte dei daini troverà con l’adozione “ornamentale” un nuovo habitat nel quale vivere e morire di vecchiaia, senza tuttavia poter avere cuccioli, perché gli animali saranno sterilizzati chirurgicamente. Un’altra parte finirà negli allevamenti per gli animali destinati alla macellazione. Ancora una parte diventerà il bersaglio dei cacciatori della domenica, quelli che vogliono sparare a colpo sicuro nelle aziende venatorie, invece che andare per boschi e magari non vedere neanche una preda. E per finire, ecco l’abbattimento diretto nella foresta demaniale del Parco, con destinazione alle macellerie locali. Carne pregiata, “una preziosa filiera di prodotto fresco o stagionato”, è scritto nel Piano Gestionale di controllo del daino“.

È del tutto evidente – prosegue – che, così stando le cose, vanno a farsi benedire gli impegni pubblici del Presidente del Parco, il Gen. Antonio Ricciardi, che si era detto contrarissimo alle “soluzioni cruente” e aveva aperto le porte all’adozione dei daini“.

Per i primi cinque anni del piano gestionale – conclude Vigorellisi proceda solo e soltanto con le adozioni “ornamentali”. In questi primi cinque anni si proceda alla cattura di altri capi per la loro sterilizzazione. In questo modo si potrà ridurre la popolazione dei daini senza ucciderli e limitare le nascite. I fucili riposino in pace, negli armadietti blindati per la custodia delle armi“.

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