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Un'immagine del carro funebre durante i funerali di Vittorio Casamonica. Due degli arrestati nell'operazione Broken Sword sono figli di una nipote diretta del cosiddetto "Re di Roma" deceduto nel 2015

DAI CASAMONICA AGLI SPADA PER ARRIVARE FINO A LATINA: IL CANALE DI SPACCIO DALLA CIOCIARIA ALL’AGRO PONTINO

in Giudiziaria

Stamane nella provincia di Frosinone e in quella di Latina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone hanno dato esecuzione a una Ordinanza di Custodia Cautelare nei confronti di 8 persone emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone, su richiesta della locale Procura, per i reati di concorso per “traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione” realizzati da personaggi di spicco della criminalità locale, appartenenti alla famiglia di etnia rom “Spada”, radicata da anni nel territorio cociaro (con parenti e legami a Latina e nord pontino), e vicini, come noto, alla famiglia Casamonica a Roma. 

Cozzolino Scava
Foto da Mondo Reale

La madre di due degli arrestati, ha dichiarato il maggiore Antonio Lombardi del Nucleo Investigativo di Frosinone, è una nipote diretta di Vittorio Casamonica, il cosiddetto “Re Di Roma”, i cui funerali con petali ed elicottero a Roma fecero capire all’Italia intera la forza e l’arroganza dei clan di origine nomade. A Latina, invece, è stato posto agli arresti domiciliari Salvatore Scava, in collegamento con la consorteria degli Spada e residente nel capoluogo pontino, che si sarebbe rifornito di stupefacenti in Ciociaria per poi rivenderli su Latina. Scava è figlio di Gerardo Scava, deceduto, e negli anni passati (ottobre 2010) coinvolto (poi assolto) insieme al clan Di Silvio nell’operazione Andromeda, poiché accusato di nascondere armi e dare appoggio logistico ai membri dell’organizzazione criminale. Il fratello di Salvatore, Vincenzo Scava, fu invece protagonista, secondo gli inquirenti, in un racket di abiti usati insieme ai fratelli Cozzolino. Tutti, sia gli Scava che i Cozzolino, sono di origine campana.
Tornando all’operazione odierna, la droga, come specifica il maggiore Lombardi, proveniva da un canale di approvvigionamento
 basato a Roma, andava a Frosinone per poi finire anche nello spaccio di Latina.

Eseguite numerose perquisizioni locali e personali nei confronti dei destinatari del provvedimento restrittivo, e di altri soggetti a vario titolo implicati nelle attività di indagine. In totale 8 persone: 5 misure di custodia cautelare in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 1 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I provvedimenti, spiegano i Carabinieri nel comunicato stampa, sono il frutto dall’attività di indagine, avviata nel mese di giugno 2018 dal Nucleo Investigativo di Frosinone e convenzionalmente denominata BROKEN SWORD, attraverso la quale emergeva che gli indagati, approfittando oltretutto dell’ostentata prepotenza derivante dal senso di appartenenza “alla propria famiglia”, attraverso una fitta rete clientelare, gestivano una intensa, pervasiva, costante e fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, perlopiù del tipo cocaina, attraverso la quale, venivano loro garantiti ingenti introiti economici, talvolta pretesi dagli acquirenti anche attraverso condotte inequivocabilmente estorsive, tipiche dei gruppi criminali egemoni nei limitrofi territori di questa provincia. Infatti, a due degli indagati è contestato anche il reato di estorsione per aver preteso ed ottenuto la consegna “forzata” di un motociclo a fronte di un credito derivante da una pregressa cessione di droga, evidenziando nell’occasione un’indole particolarmente violenta e determinata nel perseguimento dell’illecito fine, si pensi che uno dei due Emilio Barone, pur trovandosi già sottoposto al regime degli arresti domiciliari, non rinunciava al proprio ruolo criminale intimorendo ed estorcendo denaro per conto della malavita locale (di seguito il video di questa mattina al momento degli arresti).

Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati erano costantemente dediti all’attività di commercio della sostanza stupefacente, rappresentando per loro l’ordinaria modalità di vita e fonte principale del reddito personale e familiare; infatti, nemmeno gli arresti e sequestri operati durante le investigazioni (6 persone arrestate in flagranza di reato e circa 700 grammi di  sostanza stupefacente sequestrata) hanno indotto alcuno dei protagonisti a desistere dal prosieguo della loro illecita condotta.

I destinatari della misura si identificano in Bruno Spada, 1993, originario di Alatri (detenzione in carcere), Loris Spada, 1991, originario di Frosinone (detenzione in carcere), Valerio Petrongelli, 1982, originario di Priverno, ma domiciliato a Frosinone (detenzione in carcere), Cristian Iaboni, 1990, originario di Frosinone (detenzione in carcere), Emilio Barone, 1990, originario di Frosinone (detenzione in carcere), Salvatore Scava, 1979, originario di Latina (arresti domiciliari), Valentino Maggi, 1984, originario di Alatri (arresti domiciliari), Michael Iaboni, 1997, originario di Frosinone (obbligo presentazione alla polizia giudiziaria).

Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza, sono state effettuate 7 perquisizioni domiciliari e locali, in ottemperanza ad altrettanti decreti emessi dall’Autorità Giudiziaria inquirente, nei confronti di persone, ritenute intermediari o clienti finali degli indagati per droga. Durante una delle predette perquisizioni veniva tratto in arresto, in flagranza di reato, Angelo De Camillis, 1982, originario di Frosinone, poiché trovato in possesso di 20 grammi circa di cocaina già suddivisa in dosi e pronta per la commercializzazione.

Nella fase esecutiva dell’operazione di questa mattina sono stati impiegati circa 80 Carabinieri con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero.

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