“CUSTODIRE”, IL PROGETTO LUNGO IL SENTIERO DI CIRCE ALLA FASE FINALE

Il progetto CUSTODIRE si avvia alla fase finale: studenti, Parco e comunità insieme per il futuro del Sentiero di Circe

Si avviano alla conclusione le attività laboratoriali del progetto “CUSTODIRE. Nuove forme di custodia ambientale lungo il Sentiero di Circe”, che ha visto protagoniste le classi 3F e 3D del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina. Un percorso educativo e partecipativo che, grazie al co-finanziamento del Programma Interreg Euro-MED nell’ambito dell’iniziativa COASTRUST, ha consolidato il Sentiero di Circe come laboratorio permanente di educazione, cittadinanza attiva e responsabilità condivisa. 

A chiudere il ciclo dei laboratori è stato l’incontro conclusivo ospitato presso la sala conferenze del Parco Nazionale del Circeo a Sabaudia, che ha rappresentato un momento di sintesi, confronto e restituzione dell’esperienza vissuta. Gli studenti hanno incontrato il Direttore dell’Ente Parco, Stefano Donati, dando vita a un dialogo aperto e partecipato sui temi della tutela ambientale e del ruolo delle comunità nella custodia del territorio. Un confronto significativo, che ha permesso alle due classi di condividere riflessioni, esperienze e prospettive maturate durante il progetto, rafforzando il senso di appartenenza e responsabilità verso il Sentiero di Circe.

Nel corso dell’incontro, il Direttore Donati ha sottolineato il valore profondo della custodia:
«Custodire vuol dire conservare e gestire: i parchi e le aree protette sono ambienti fisici ma anche luoghi fatti di regole, relazioni e processi. La custodia è un atto concreto ma anche immateriale, fatto di gestione, dialogo e programmazione. La protezione funziona quando la comunità è parte attiva: minore è la distanza tra il bene e chi lo tutela, maggiore è l’efficacia».

Un messaggio che si inserisce pienamente nello spirito del progetto CUSTODIRE, che ha promosso una visione partecipata della tutela ambientale, basata su un doppio livello di azione: individuale, attraverso le scelte quotidiane, e collettivo, attraverso il lavoro in rete e l’impegno nelle comunità.

L’Ente Parco ha inoltre evidenziato il proprio ruolo nel supportare lo sviluppo e la valorizzazione del Sentiero di Circe, con l’obiettivo di renderlo sempre più sicuro, accessibile e riconoscibile, anche attraverso una segnaletica efficace e strumenti di comunicazione adeguati. In prospettiva, il Sentiero potrà essere formalmente riconosciuto come percorso del Parco, diventando una vera e propria infrastruttura culturale e identitaria capace di connettere territori e comunità.

Con la conclusione dei laboratori si apre ora la fase finale del progetto, dedicata alla restituzione e alla concretizzazione dei contenuti emersi durante il percorso. Prendono così forma alcuni strumenti chiave: la “Mappa dei Custodi”, che valorizzerà i Custodi pionieri e i sostenitori del progetto rendendo visibile la rete di relazioni costruita sul territorio; il “Manuale del Custode”, che raccoglie e sintetizza le esperienze di incontro e confronto, configurandosi come una guida per chi desidera prendersi cura del Sentiero; e le “Tracce di Custodia” – installazioni diffuse lungo il percorso – pensate per lasciare una traccia tangibile del progetto nei luoghi custoditi, restituendo e condividendo valori, storie e pratiche emerse. 

Il progetto CUSTODIRE si avvia così verso la sua fase finale, che culminerà con il Festival della Custodia, in programma dal 16 al 26 aprile. Il Festival rappresenterà un momento di restituzione pubblica e celebrazione del percorso: sarà inaugurato con il Forum della Custodia, una tavola rotonda che riunirà i principali attori locali coinvolti nel progetto per condividere risultati, visioni e prospettive future. Sono previste inoltre escursioni a piedi e in bicicletta lungo il Sentiero di Circe, incontri e una mostra fotografica e artistica che accompagnerà la narrazione del progetto e dei suoi protagonisti.

Il programma completo sarà presentato nelle prossime settimane: una festa condivisa, aperta alla comunità, che segnerà non una fine, ma un nuovo inizio per il percorso di custodia del territorio.

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