CROLLA PASSERELLA A CROTTA D’ADDA, DIFFIDA PER LA SOCIETÀ DI LATINA. INDAGA LA PROCURA

Crotta d’Adda, la passerella crolla per la terza volta. Pronta una diffida alla ditta di Latina che eseguì i lavori

Sul crollo indaga la Procura di Lodi. A riportarlo è il Corriere della Sera edizione Milano. La struttura era collassata venerdì 14 febbraio dopo la posa del manto di cemento e poco prima dell’avvio della fase di collaudo

Giovedì mattina si è verificato il terzo crollo dell’infrastruttura metallica, dopo i cedimenti registrati venerdì e lunedì. Sul posto è intervenuto immediatamente il sindaco di Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni, che ha effettuato un sopralluogo per verificare di persona la situazione. “È una situazione preoccupante, difficile da accettare”, dichiara il primo cittadino del comune cremonese. L’azienda di Latina incaricata della realizzazione dell’opera dovrà ora procedere allo sgombero dell’area.

A commentare la vicenda anche il sindaco di Maccastorna, Fabrizio Santantonio: “Come può un’opera così semplice da realizzare, alla fine stiamo parlando di un ponte ciclopedonale di 200 metri, crollare in questo modo? Chiediamo chiarezza e trasparenza alle istituzioni che si stanno occupando della vicenda”. 

La Procura di Lodi ha aperto un’indagine per ricostruire quanto accaduto nel cantiere. Sono stati disposti accertamenti tecnici e verifiche sui materiali utilizzati dall’azienda incaricata, con l’obiettivo di individuare eventuali criticità progettuali, esecutive o strutturali che possano aver determinato i cedimenti. 

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo) si prepara a inviare una diffida formale alla ditta esecutrice dei lavori, segnale di un irrigidimento istituzionale di fronte a una vicenda che rischia di avere ripercussioni non solo tecniche ma anche amministrative. La passerella metallica, destinata a collegare a piedi e in bicicletta Maccastorna, il più piccolo comune del Lodigiano, e Crotta d’Adda, era collassata venerdì dopo la posa del manto di cemento e poco prima dell’avvio della fase di collaudo. 

L’opera, finanziata sul territorio insieme ad altri progetti con 4 milioni di euro da Regione Lombardia, rientra nel tracciato della ciclovia Vento, la dorsale cicloturistica progettata per collegare Torino a Venezia seguendo il corso del Po e dei suoi affluenti. 

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