“Il ruolo delle corti e dei giudici è più che mai centrale e determinante, e tuttavia mai come oggi le corti appaiono fragili e vulnerabili, esposte alle censure di un senso comune che le descrive come una minaccia e una trappola per l’esercizio dei pubblici poteri, invece che come un insostituibile regolatore della complessità sociale”. Così il presidente della Corte di Appello di Roma Giuseppe Meliadò nella relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario avvenuta ieri, 31 gennaio.
“Il Paese si sta dividendo in questi giorni sui temi della giustizia, ma i problemi veri della giustizia hanno altre coordinate, non riguardano il modello di magistrato, che la Costituzione ha voluto indipendente, senza timori e senza speranze e che tale dovrebbe restare, ma interpellano chi governa il Paese su come assicurare un servizio giustizia efficiente, perché solo attraverso un servizio efficiente si può garantire la credibilità delle istituzioni e la fiducia verso la magistratura”, sottolinea.
“A Roma – continua – un numero sparuto di magistrati contrasta una criminalità dilagante e migliaia di processi saranno a rischio se non interverranno seri provvedimenti organizzativi per rafforzare la magistratura del distretto, in modo che la stessa possa contribuire a rendere il rischio penale un reale deterrente per una criminalità che, nelle più svariate forme, sempre più si espande a Roma e nel Lazio”.
“Nulla rappresenta meglio la realtà criminale del territorio della situazione dell’ufficio gip/gup di Roma presso il quale, lo scorso anno, sono affluiti 254 procedimenti in materia di criminalità organizzata, quasi uno al giorno, festivi esclusi, dei quali ben 27 con oltre 30 imputati, con un aumento nel biennio del 30%, e 144 con un numero di imputati ricompreso fra 11 e 30, con un aumento del 10,8%. Con il dato della criminalità organizzata, che si conferma – ha sottolineato – presente nella città di Roma, ma anche nei circondari di Velletri, Latina, Frosinone e Cassino, si intrecciano i reati in materia di stupefacenti, che meritano una particolare menzione per la qualità del fenomeno criminale e per le forme del tutto nuove con cui si realizzano. Per come confermano le più recenti investigazioni, Roma è assediata dal traffico della droga e, attraverso il traffico degli stupefacenti, è assediata dalla criminalità”.
Più nel dettaglio, nella corposa relazione sull’amministrazione della giustizia, il presidente della Corte d’Appello Giuseppe Meladiò passa in rassegna la situazione dei Tribunali di Latina e Cassino, che riguardano la provincia pontina.
ORGANICO DEL TRIBUNALE DI LATINA – Il Tribunale di Latina si compone di 33 unità effettive, rispetto ad una pianta organica di 43 magistrati comprensiva del presidente del Tribunale, di 2 presidenti di sezione civile e di 1 presidente di sezione penale.
Al 30 giugno 2025 risultavano assegnati al settore civile: 10 giudici alla sezione prima, rispetto ai 13 previsti in pianta organica (la scopertura di 3 unità comprende anche il presidente della sezione collocato a riposo in data 31 maggio 2025); 6 giudici (presidente di sezione compreso) alla sezione seconda, rispetto agli 8 magistrati previsti in pianta organica; 4 giudici al settore lavoro (non costituito in sezione autonoma, ma inserito nella sezione seconda). In autunno, però, sono arrivati cinque giudici nella sezione penale, con l’uscita del presidente della sezione penale, Gian Luca Soana.
Al 30 giugno 2025 risultavano, invece, assegnati al settore penale: 4 giudici all’ufficio GIP/GUP (retto da un coordinatore), con una scopertura di 1 unità rispetto all’organico di 5 magistrati previsto per l’ufficio; 9 giudici al dibattimento penale (compreso il presidente di sezione), rispetto ai 12 previsti in pianta organica, con una scopertura giuridica di 3 unità, ma effettiva di 5 per due magistrati assenti per congedo di maternità. In realtà, al momento, l’ufficio Gip-Gup si compone di 5 magistrati, anche se il Gip Barbara Cortegiano è in uscita.
Per quanto riguarda i giudici onorari, a fronte di un organico di 25 unità, ne sono presenti 6 con una scopertura di 19 unità. Sono altresì presenti 3 nuovi GOP assegnati all’ufficio del Giudice di pace di Latina.
Presso il Tribunale di Latina sulle 155 unità previste in pianta organica risultavano in servizio, al 30 giugno 2025: 7 direttori amministrativi (di cui 1 distaccato presso altra amministrazione) sui 12 previsti in pianta organica (scopertura del 41,7%); 28 funzionari giudiziari sui 34 previsti in pianta organica (scopertura del 17,7%); 11 cancellieri (di cui 3 distaccati o applicati presso altri uffici) sui 25 previsti in pianta organica (scopertura del 56%); 33 assistenti giudiziari (di cui 4 distaccati o applicati presso altri uffici e 3 distac- cati o applicati provenienti da altri uffici) sui 44 in pianta organica (scopertura del 25%); 22 operatori giudiziari sui 16 previsti in pianta organica (sovrannumero di 6 unità); 6 ausiliari sui 14 previsti in pianta organica (scopertura del 57,2%); 4 centralinisti rispetto alla previsione di nessuna unità in pianta organica (sovrannumero di 4 unità).
PROCESSI E CAUSE – Presso il Tribunale di Latina in generale si è registrato un lieve calo delle sopravvenienze rispetto all’anno passato, da 12.542 a 12.453 (-0,7%), sono lievemente aumentate le definizioni, da 13.058 a 13.232 (+1,3%), e le pendenze sono diminuite da 15.775 a 14.996, del 4,9%.
L’indice di ricambio generale risulta aumentato da 104 a 106. Mentre nel contenzioso ordinario si è registrata una riduzione delle pendenze, da 7.299 a 6.406, pari al 12,2%, il settore lavoro e previdenza ha registrato un aumento delle pendenze da 3.090 a 3.263 (+ 5,6%).
Buoni risultati si sono registrati nel settore esecuzioni immobi- liari, in cui i procedimenti pendenti si sono ridotti da 1.395 a 1.098 (- 21,3 %) e nel settore delle procedure concorsuali in cui si registra una riduzione da 1.093 a 1.018 (- 6,9%).
Per quanto riguarda il Giudice di pace di Latina, a fronte di 5.542 procedimenti sopravvenuti (per l’anno precedente 5.314) e pur essendone stati definiti 4.670 (nell’anno precedente 3.370), la pendenza finale è di 5.989 procedimenti (per l’anno precedente 5.117) con un indice di ricambio aumentato però da 63 a 84.
In particolare, le pendenze relative alle cause ordinarie sono pari a 2.968, quelle relative ai procedimenti di opposizione a sanzioni amministrative sono pari a 779, quelle relative ai procedimenti non contenziosi sono 52 e quelle relative ai procedimenti speciali sono pari a 2.190.
Presso il Giudice di pace di Fondi, invece, a fronte di 853 procedimenti sopravvenuti (per l’anno precedente 855), ne sono stati definiti 659 (nell’anno precedente 713), con una pendenza finale di 690 procedimenti (per l’anno precedente 496) e un indice di ricambio diminuito da 83 a 77.
In particolare, le pendenze relative alle cause ordinarie sono pari a 367, quelle relative ai procedimenti di opposizione a sanzioni am- ministrative sono pari a 284 e quelle relative ai procedimenti speciali sono pari a 39.
Presso il Giudice di pace di Terracina si registra la situazione peggiore: a fronte di 1.505 procedimenti sopravvenuti (per l’anno pre- cedente 990), pur essendone stati definiti 1.051 (nell’anno precedente 706), la pendenza finale è di 1.554 procedimenti (per l’anno precedente 1.100) con un indice di ricambio diminuito da 71 a 70.
In particolare, le pendenze relative alle cause ordinarie sono pari a 380, quelle relative ai procedimenti di opposizione a sanzioni amministrative sono pari a 1.122, quelle relative ai procedimenti non contenziosi sono 2 e quelle relative ai procedimenti speciali sono pari a 50.
CRIMINALITÀ – Negli ultimi anni si è assistito al tentativo, ad opera di soggetti vicini a famiglie di etnia rom orami stanziali a Roma, Ostia e Latina, di imporre ad alcuni esercizi commerciali il pagamento di una sorta di “protezione”; tentativo, a quanto consta, non riuscito anche per la pron- ta celebrazione nei confronti di costoro di processi esitati in condanne.
Nel territorio di competenza del Tribunale di Latina, nell’anno giudiziario in esame, le sopravvenienze presso il settore del dibattimento monocratico sono state di 1.863 fascicoli (a fronte dei 1.992 dell’anno precedente), con una diminuzione del 6,5%; le definizioni sono state 2.720 (a fronte delle 3.580 dell’anno precedente), con una riduzione dell’24,0%; si sono ridotte le pendenze finali del 10,6%, ammontando esse alle attuali 7.243 a fronte delle 8.100 dello scorso anno.
Consistente è stato il decremento delle nuove iscrizioni al dibat- timento collegiale, passate dalle 223 dell’anno precedente alle 198 dell’anno in corso, con una diminuzione dell’11,2%; le definizioni sono state 233 (a fronte delle 221 dell’anno precedente), con un aumento del 5,4%; le pendenze finali sono diminuite del 5,5%, ammontando a 602 processi a fronte dei 637 dello scorso anno.
Quanto all’ufficio GIP/GUP noti, il numero dei procedimenti iscritti è stato pari a 5.270 (a fronte dei 5.323 dell’anno precedente), con una diminuzione dell’1,0%; risulta un aumento delle definizioni che sono state 4.242 (a fronte delle 3.787 dell’anno precedente), con un incremento del 12,0%; sono aumentate le pendenze finali che am- montano a 6.524, rispetto alle 5.496 dello scorso anno con aumento del 18,7%.
Presso la Corte di assise il numero dei procedimenti iscritti è stato pari a 4 (a fronte di 1 dell’anno precedente), con un aumento del 300%; risulta diminuito il numero delle definizioni che sono state 4 (a fronte delle 5 dell’anno precedente), con una riduzione del 20,0 %; sono stabili le pendenze finali che ammontano a 3 processi.
Sul territorio operano delle pericolose organizzazioni criminali oggetto di attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma che ha avviato numerosi processi particolarmente rilevanti che hanno impegnato e stanno impegnando sia il Tribunale che la Corte di assise di Latina.
Con riferimento ai processi provenienti dalla DDA di Roma si evidenzia che nel periodo in osservazione sono pervenuti diversi processi che hanno trovato alimento nella circostanza che, dal 2018 ad oggi, almeno cinque persone – che si assume abbiano svolto un ruolo attivo nell’ambito della criminalità organizzata a Latina e Provincia – hanno iniziato a collaborare, con riapertura anche di procedimenti relativi a fatti avvenuti alcuni anni fa.
Al 30 giugno 2025 pendevano, provenienti dalla DDA di Roma, dieci processi di criminalità organizzata – art. 416 bis c.p., art. 74 DPR n. 309/1990 – con un complessivo di 79 imputati.
Il Tribunale di Latina ha concluso, a gennaio del 2025, un pro- cesso della DDA di Roma con 31 imputati, molti dei quali in custodia (nda: processo Reset) cautelare, e con oltre 30 capi di imputazione relativi, tra l’altro, ad un’associazione ex art. 74 DPR n. 309/90 ed a diverse estorsioni, con capi tutti aggravati dall’art. 416 bis.1 c.p.
Sono pendenti diversi processi in materia di caporalato, collegato alla presenza di numerose aziende agricole nel territorio ed alla circostanza che ad esse sono adibiti molti lavoratori provenienti dall’India, diversi dei quali non regolari; circostanza, quest’ultima, che determina anche l’attivazione di numerosi processi in materia di violazione della normativa che regola l’immigrazione.
Numerosi sono i processi in materia di maltrattamenti che vedono abitualmente gli imputati sottoposti a misura cautelare personale.
Pendono anche diversi processi in materia di reati contro la pubblica amministrazione a seguito di diverse operazioni che hanno interessato alcuni comuni della provincia; anche questi processi, particolarmente complessi, scontano la necessità di dare preferenza ai processi con persone sottoposte a misura cautelare.
Particolarmente numerosi sono i processi in materia di bancarotta.
Con il dato della criminalità organizzata, che si conferma presente nella città di Roma, ma anche nei circondari di Velletri, Latina, Frosinone e Cassino, si intrecciano i reati in materia di stupefacenti, che meritano una particolare menzione per la qualità del fenomeno criminale e per le forme del tutto nuove con cui si realizzano.
Per come confermano le più recenti investigazioni, Roma è assediata dal traffico della droga e, attraverso il traffico degli stupefacenti, è assediata dalla criminalità.
Le varie piazze di spaccio, anche se ancora in attività, sembrano segnare il passo, sostituite da una consegna a domicilio che vede il coinvolgimento anche delle fasce più giovani della popolazione, spesso appena maggiorenni, che si muovono con auto prese a noleggio, muniti di documenti falsi e di cellulari forniti per l’occasione e di regola in contatto solo mediato con i mandanti. Sono i nuovi pusher e l’ultima frontiera della vendita a dettaglio, in una città che è forse il più grande hub del paese.
Accanto al nucleo duro della criminalità organizzata e alle sue periferie, delimitate da una microcriminalità capillare e diffusa, che si divide fra reati in danno del patrimonio, i cui numeri restano sempre alti nonostante l’inasprimento del regime sanzionatorio, e lo spaccio degli stupefacenti, incontenibile è ormai la crescita dei reati di violenza familiare e nei confronti delle donne, che squarciano una condizione umana sempre più difficile, in cui la rabbia che attraversa le società contemporanee, in cui “tutto è computer”, si abbatte sulle persone, assimilandole progressivamente alle cose, al possesso sulle cose.
Presso il Tribunale di Cassino sono aumentate le sopravvenien- ze rispetto all’anno passato, passate da 8.028 a 8.707 (+8,5%), ma sono aumentate anche le definizioni, da 8.993 a 9.551 (+6,2%), sicché le pendenze sono diminuite del 7,1%, da 11.968 a 11.124.
L’indice di ricambio generale risulta leggermente diminuito, da 112 a 110.
I settori dove si registra una maggiore riduzione delle pendenze finali sono il settore civile contenzioso ordinario, da 6.936 a 6.205 (- 10,5%), il settore lavoro e previdenza, da 2.297 a 2.076 (-9,6%) e il settore delle esecuzioni immobiliari, da 667 a 567 (-15%).
Per quanto riguarda il Giudice di pace di Cassino, a fronte di 3.917 procedimenti sopravvenuti (per l’anno precedente 4.161) e pur essendone stati definiti 2.727 (nell’anno precedente 2.626), la penden- za finale è di 6.531 procedimenti (per l’anno precedente 5.341) con un indice di ricambio aumentato da 63 a 70.
In particolare, le pendenze relative alle cause ordinarie sono pari a 3.698, quelle relative ai procedimenti di opposizione a sanzioni amministrative sono pari a 2.257, e quelle relative ai procedimenti speciali sono pari a 576.
Per l’ufficio del Giudice di pace di Gaeta, a fronte di 1.667 procedimenti sopravvenuti (per l’anno precedente 1.493), ne sono stati definiti 1.670 (nell’anno precedente 1.277) e la pendenza finale è di 741 procedimenti (per l’anno precedente 744) con un indice di ricam- bio aumentato da 86 a 100.
In particolare, le pendenze relative alle cause ordinarie sono pari a 456, quelle relative ai procedimenti di opposizione a sanzioni am- ministrative sono pari a 258, e quelle relative ai procedimenti speciali sono pari a 27.
Nel territorio di competenza del Tribunale di Cassino nell’anno giudiziario in esame, presso il settore del dibattimento monocratico, le sopravvenienze sono state di 1.115 fascicoli (a fronte dei 980 dell’anno precedente), con un incremento del 13,8%; le definizioni sono state 1.866 (a fronte delle 2.303 dell’anno precedente), con una riduzione del 19,0%; si sono ridotte le pendenze finali del 21,1%, ammontando esse alle attuali 2.805 a fronte delle 3.556 dello scorso anno.
Vi è stato un incremento delle nuove iscrizioni al dibattimento collegiale, passate dalle 81 dell’anno precedente alle 87 dell’anno in corso, con un incremento del 7,4%; le definizioni sono state 91 (a fronte delle 83 dell’anno precedente), con un aumento del 9,6%; di conse- guenza le pendenze finali sono diminuite dell’1,4%, ammontando a 292 processi a fronte dei 296 dello scorso anno.
Quanto all’ufficio GIP/GUP noti, il numero dei procedimenti iscritti è stato pari a 4.451 (a fronte dei a 3.354 dell’anno precedente), con un aumento del 32,7%; risulta una diminuzione delle definizioni che sono state 3.833 (a fronte delle 5.293 dell’anno precedente), con una riduzione del 27,6%; di conseguenza sono aumentate le pendenze finali che ammontano a 3.074 a fronte delle 2.456 dello scorso anno (con un incremento del 25,2%).
Presso la Corte di assise è stato iscritto un procedimento (stesso numero dell’anno precedente); non vi sono state definizioni; le penden- ze finali sono aumentate del 100 %, ammontando esse alle attuali 2 a fronte di 1 dello scorso anno.
Il Tribunale di Cassino si trova a gestire un quadro eterogeneo e complesso di tipologie di reato, caratterizzato da un volume particolar- mente elevato di procedimenti relativi ai reati contro la persona e contro il patrimonio, che rappresentano il nucleo più consistente dell’attività giudiziaria sia nella fase dibattimentale sia in quella GIP/GUP.
I reati contro la persona mostrano numeri molto alti, con 99 procedimenti pendenti davanti al collegio e 645 davanti al giudice monocratico, cui si aggiungono 670 procedimenti nella fase GIP/GUP e un flusso sopravvenuto particolarmente significativo.
Anche i reati contro il patrimonio costituiscono un’area di forte impegno, con 77 procedimenti collegiali e 719 monocratici pendenti, cui si affiancano 763 procedimenti nella fase GIP/GUP; rilevante è la specifica incidenza dei furti in abitazione e delle rapine.
I reati di criminalità organizzata, pur numericamente inferiori rispetto alle categorie più diffuse, mantengono un peso significativo, con 11 procedimenti collegiali e 2 monocratici pendenti, 9 nella fase GIP/GUP e un flusso sopravvenuto composto da 2 nuovi procedimenti collegiali, 1 monocratico e 5 nella fase GIP/GUP, confermando la pre- senza di fenomeni strutturati sul territorio.
I reati contro la pubblica amministrazione mostrano un carico consistente, con 1 procedimento collegiale e 29 monocratici pendenti, 40 nella fase GIP/GUP.
I reati in materia di immigrazione risultano numericamente contenuti, con nessun procedimento pendente in dibattimento, un solo procedimento nella fase GIP/GUP e un sopravvenuto nella stessa fase.
Il Tribunale di Cassino tratta altresì numerosi procedimenti per omicidi stradali e colpa medica. I reati in materia di stupefacenti rappresentano una delle aree più rilevanti, con numerosi procedimenti soprattutto monocratici e presso l’ufficio GIP/GUP, segno di un forte impatto territoriale. Anche i reati fallimentari e finanziari hanno un peso significativo.
