COVID-19, SCONTRO LAZIO-SARDEGNA. D’AMATO: “TEST IMBARCHI DA E PER L’ISOLA”

Porto di Civitavecchia
Porto di Civitavecchia (fonte: Agi)

Coronavirus-Covid-19, l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato cerca di rimediare alle polemiche con la Regione Sardegna e avanza la soluzione dei test non solo per chi torna dall’isola ma anche per chi ci va

Botta e risposta tra i vertici politici delle due Regioni a causa dei tanti casi di positività trovati tra i vacanzieri di ritorno nel Lazio dalla Sardegna.

Il Lazio, in preda ormai ai contagi di ritorno (ieri registrato il record di casi positivi in 24 ore che neanche durante i mesi di marzo e aprile: 215), ha chiesto, tramite D’Amato, alla Regione Sardegna “i test agli imbarchi” per evitare “il propagarsi del contagio all’interno delle navi e dei traghetti, che sarebbe complicato rintracciare successivamente”. Il riferimento è ovviamente alla rotta Olbia-Civitavecchia.

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Al che, il collega di D’Amato, l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, ha dichiarato all’Agi che “sarebbe il caso che facessero loro i tamponi agli imbarchi da Civitavecchia per la Sardegna e non il contrario, perché la nostra Isola era “pulita”.

“Ricordo anche all’onorevole Zingaretti – ha aggiunto Nieddu – che i ragazzi romani che sono ritornati positivi nel Lazio, non si sono sicuramente infettati in Sardegna, ma probabilmente prima di arrivare qui si sono girati mezza Europa, in posti a rischio. Sono loro che hanno portato nell’Isola in virus e non il contrario”. E ha concluso: “Quando noi avevamo chiesto di fare quest’operazione ci hanno presi in giro, a cominciare dai “compagni” di Zingaretti, ma anche illustri e autorevoli esponenti del governo. Adesso che, invece, lo propongo loro, pensano che sia una genialata”.

Considerata la gradazione alta raggiunta dal termometro politico tra Lazio e Sardegna, l’Assessore laziale ha tentato di trovare una mediazione, almeno in questa dichiarazione.

La reciprocità è la migliore tutela per i turisti. Test rapidi antigenici, quelli validati dallo Spallanzani che stiamo utilizzando negli aeroporti romani e che danno una risposta in 30 minuti, agli imbarchi da e per la Sardegna sono tecnicamente la soluzione più efficace per garantire che positivi asintomatici non viaggino in maniera promiscua sulle navi. Nessuna polemica con la Sardegna, ma solo una collaborazione per la tutela della salute pubblica e per garantire la sicurezza della stagione turistica che è ancora lunga”.

Parole che fanno presagire una prospettiva finora non contemplata per i cittadini laziali e non che vogliano passare l’ultimo scorcio d’estate sull’Isola: il tampone non sarà applicato solo a chi torna dalla Sardegna ma anche a chi vuole andarci, al netto di coloro che già in queste ore hanno rinunciato a vacanze prenotate da tempo, in ragione della situazione che ha visto ieri i ritorni dalla Sardegna essere il 45% dei casi registrati nel Lazio (in tutto 97 su 215).

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