COSTRETTA DAL PADRE VIOLENTO A SPOSARSI, L’UOMO NEGA: “ERA FIDANZATA SIN DA GIOVANE CON IL FUTURO MARITO”

Accusato di maltrattamenti ai danni della figlia, costretta a sposarsi in India: nel processo è stato ascoltato l’imputato

È stato esaminato l’imputato di nazionalità indiana, accusato di aver costretto la figlia a sposarsi con un uomo indiano anche lui. “Non è vero niente” – ha detto l’uomo – “Erano fidanzati sin da giovani e si sono sposati”. Una tesi confermata anche da un’altra sorella della presunta vittima e dalla madre. Prosegue il processo per un uomo di 50 anni accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni della figlia. L’uomo, destinatario del divieto di avvicinamento alla parte offesa con tanto di braccialetto elettronico, vedrà la probabile fine del suo processo il prossimo 1 luglio, data di rinvio decisa dal primo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Eugenia Sinigallia.

Uno spaccato che sembra arrivare da un altro secolo e che, invece, è molto usuale in sistemi chiusi quali alcune comunità che ancora considerano la donna come un fatto di loro proprietà. È questo ciò che viene imputato al 50enne S. D. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Gabriele Pagliaroli, accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della figlia di 26 anni e del reato di costrizione o induzione al matrimonio. Un reato che non viene contestato spesso e che viene punito dal codice penale italiano con una pena da 1 a 5 anni.

Secondo l’accusa, per una indagine condotta dal pubblico ministero Marco Giancristofaro, il 50enne avrebbe costretto la figlia, che oggi ha 26 anni, ma che tre anni fa, nel 2023, ne aveva 23, a sposarsi con un connazionale in India. La famiglia arrivata a Fondi nel 2019 si sarebbe recata nel paese d’origine per far convolare a nozze la figlia maggiore.

Un contesto difficile tanto che all’uomo sono contestati anche episodi di maltrattamenti perpetrati davanti al figlio minore contro la sorella più grande.

In una precedente udienza celebratasi lo scorso anno, in aula erano stati escussi come testimoni proprio la ragazza indiana e il suo fidanzato, originario del Pakistan. I due vivono insieme e lei, pur non avendo divorziato dal marito che è rimasto in India, non vuole avere niente a che fare con una situazione che le sarebbe stata imposta. La donna aveva spiegato di non voler tornare in India per divorziare in quanto ha paura, avendo contro di lei tutta la famiglia del padre.

La difesa dell’uomo aveva fatto presente che la donna, in realtà, aveva chiesto il ricongiungimento familiare con il marito, tanto più che, sempre secondo la medesima difesa, la giovane si conosceva con il marito anche prima dell’arrivo in Italia. Una conoscenza che però, secondo la giovane, non era mai stata una relazione. Rispetto al ricongiungimento, invece, la giovane aveva sostenuto che in realtà sarebbe stato il padre a presentare l’istanza.

L’imputato, peraltro, è accusato anche di un episodio di violenza nei confronti dell’attuale fidanzato della figlia avvenuto nel parcheggio di un supermercato a Fondi. La difesa aveva chiesto che la misura del divieto di avvicinamento fosse revocata, ma il Tribunale aveva respinto l’istanza e confermato il divieto.

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