CORRUZIONE, TIERO VA AL RIESAME PER CHIEDERE DI ANDARE A TROVARE LA MADRE

Il consigliere regionale sospeso, accusato di corruzione, Enrico Tiero (Fratelli d’Italia), va di nuovo al Tribunale del Riesame di Roma

Non il Riesame per discutere il rinvio deciso dalla Cassazione in relazione agli arresti domiciliari che sconta da ottobre in misura cautelare. Questo distinto ricorso in Cassazione è stato presentato dall’avvocato difensoe Pasquale Cardillo Cupo contro il diniego della Procura e del giudice per le indagini preliminari di Latina a consentire a Enrico Tiero di andare a trovare la madre. “È oramai ottantatreenne – spiega l’avvocato Cardillo Cupo – vedova e in precarie condizioni di salute stante l’età avanzata”.

Il ricorso è stato fissata per il 26 marzo prossimo innanzi al Tribunale di Roma, Sezione Riesame. “Ho chiesto la discussione orale affinché venga tutto cristallizzato e verbalizzato nel carteggio procedimentale – afferma l’avvocato Cardillo Cupo – e spero che alla camera di consiglio possano partecipare anche i pubblici ministeri vista la delicatezza della richiesta avanzata dalla difesa; del resto – aggiunge con sarcasmo – siamo consapevoli che ricevere tra le mura di casa la visita della propria madre di 83 anni, richiesta formalizzata nei giorni del Natale, possa essere circostanza delicata, in grado di mettere a grave rischio l’indagine dei curriculum, così come siamo consapevoli della elevata pericolosità del temibile Enrico Tiero”.

“Tuttavia, avendo avuto modo di verificare che la visita delle madri ai propri figli è stata consentita anche nei regimi totalitari più duri abbiamo azzardato questa impugnazione, nel corso della quale daremo anche la disponibilità affinché l’abbraccio tra madre e figlio possa essere ripreso da telecamere e microfoni, anche con dei droni se necessario, così da poter avere qualche speranza in più di accoglimento, anche perché alla signora Michelina basterebbero pochi secondi, quelli necessari a un abbraccio materno al proprio figlio”.

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