CORRUZIONE A CISTERNA, ARRESTATI IL CONSIGLIERE COMUNALE RENIO MONTI E IL DIRIGENTE LUCA DE VINCENTI

Nella mattinata odierna, su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno dato esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, nei confronti del consigliere comunale di maggioranza, a Cisterna, Renio Monti e del dirigente all’Urbanistica, Luca De Vincenti. Gli architetti Domenico Monti e Eleonora Boccacci, invece, sono stati destinatari dell’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

Il provvedimento cautelare scaturisce da un’attività d’indagine, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Valentina Giammaria, che ha coordinato i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria. L’indagine ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a presunte condotte corruttive.

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In particolare, le fattispecie di reato ipotizzate riguardano due filoni dell’indagine. Il primo episodio riguarda la realizzazione di una struttura, per il quale un imprenditore avrebbe ricevuto da due funzionari comunali (indagati ma non destinatari del provvedimento cautelare) l’indicazione di rivolgersi ad uno specifico studio di architettura per la progettazione. L’imprenditore avrebbe così ottenuto, anche a fronte della promessa di € 75.000 (di cui € 20.000 effettivamente corrisposti), la garanzia dell’approvazione del progetto per la realizzazione di un fabbricato a destinazione mista (commerciale/servizi privati).

Il secondo episodio attiene alla corresponsione di € 40.000 da parte di un imprenditore a favore del dirigente comunale tesa a favorire l’approvazione di una pratica relativa al progetto di ampliamento del sito produttivo dell’imprenditore. A tal fine, il dirigente comunale, pur nella consapevolezza della presenza di irregolarità degli edifici esistenti, avrebbe consapevolmente apposto il parere favorevole di regolarità tecnica, omettendo le necessarie verifiche.

Nessuna misura, invece, è stata emessa a carico dei due imprenditori coinvolti, per cui era stat chiesto l’arresto: David D’Ercole e Gabriele Califano.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Angelo Farau, Domenico Volante, Aldo Pomponi, Massimo Caria, Caterina Suppa e Francesco Caroleo Grimaldi.

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LE ACCUSE – Ad essere indagati, senza nessuna richiesta di misura cautelare, anche i cisternesi Gisleno Moretti (58 anni) e Marco Pompili (50 anni), funzionari del Comune di Cisterna.

Le accuse sono gravi. Si parla di corruzione e mazzette. Renio Monti e il padre Domenico Monti, in concorso con l’imprenditore della società 3Heads srl, David D’Ercole, e ai due co-indagati Gisleno Moretti e Marco Pompili, sono accusati per l’appunto di corruzione.

Il reato è contestato a Moretti e Pompili, entrambi funzionari presso lo Sportello Edilizia e Attività Produttive al Comune di Cisterna, a Renio Monti, in qualità di consigliere comunale e Presidente della Commissione Urbanistica, e a Domenico Monti, titolare dello studio di architettura associato “Monti” e padre del suddetto consigliere. I quattro avrebbero ricevuto indebitamente denaro per un atto contrario ai doveri d’ufficio. da D’Ercole, titolare della 3Heads srl.

Sarebbero stati i funzionari del Sue, Moretti e Pompili, a caldeggiare a D’Ercole lo studio Monti così da ottenere l’approvazione di un progetto per un centro commerciale (in gergo urbanistico una media struttura di vendita) ubicata in Corso della Repubblica, all’angolo con via delle Province, a Cisterna.

Successivamente, Renio Monti avrebbe accettato l’incarico del progetto da D’Ercole e lo avrebbe presentato al Comune di Cisterna. Un conflitto d’interessi evidente, essendo Monti anche consigliere e a capo della Commissione Urbanistica. Un doppio ruolo che ha fatto drizzare le antenne agli inquirenti. È Monti che avrebbe rassicurato D’Ercole proprio in ragione della sua carica politica, circa l’approvazione della realizzazione del centro commerciale.

Ecco che Renio Monti, dopo aver firmato il progetto come progettista di un’opera già presentata ma mai approvata, si sarebbe adoperato per far adottare la delibera di Giunta del Comune di Cisterna in data 17 ottobre 2022 avente ad oggetto la “Realizzazione di opere urbanistiche primaria a parziale scomputo del contributo per la realizzazione di un fabbricato a destinazione mista (commerciale/servizi privati) su aree ubicate all’interno del PPE denominato il centro della città”, presentato dalla 3Heads di D’Ercole. Una delibera approvata dalla già insediata Giunta del sindado Valentino Mantini.

In cambio della delibera, secondo la Procura, i due Monti avrebbe accettato al promessa, come da contratto, di ricevere da D’Ercole la somma di 75mila euro, dei quali 20mila euro sarebbero stati corrisposti e dissimulati in un corrispettivo a vantaggio di padre e figlio e a soggetti a loro riconducibili. Soldi che sarebbero serviti a pagare fatture per il progetto del centro commerciale realizzato dall’architetto e mai approvato, ma fatto passare in Giunta dall’opera di persuasione di Monti junior. 2500 euro sarebbero andati a Renio Monti, 7500 euro a una collaboratrice dello studio di architettura, infine 10mila in tasca a Domenico Monti.

Accusati di corruzione anche Eleonora Boccacci, Gabriele Califano e Luca De Vincenti. Quest’ultimo è accusato in qualità di Dirigente di Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune di Cisterna, insieme all’imprenditore della Califano Carrelli, Gabriele Califono, e a Eleonora Boccacci, architetto e collaboratrice di uno studio professionale dove De Vincenti era socio.

Califano avrebbe elargito a De Vincenti e Boccacci, in contanti e tramite parcella, la somma di 40mila euro. La parcella si sostanzia di due fatture emesse da Califano a favore di Boccacci così da realizzare gli interessi della sua società, ubicata sulla SS Pontina, nel territorio del Comune di Cisterna.

La somma di denaro sarebbe stata ricevuta sia da Boccacci che da De Vincenti. In cambio, ci sarebbe stata la velocizzazione di una pratica d’interesse per Califano: l’istanza di ampliamento del sito produttivo della Califano Carreli, depositata al Comune di Cisterna nel 2021.

Sarebbe stato De Vincenti, secondo gli inquirenti, ad adoperarsi per far approvare al delibera per l’ampliamento dalla Giunta Mantini a dicembre 2021, ossia a due mesi dalla elezione dell’attuale Sindaco. De Vincenti, da Dirigente, ha approvato nei fatti il parere favorevole di regolarità tecnica, omettendo di verificare la regolarità degli edifici esistenti e consapevole dell’esistenza sul sito della Califano Carrellli di una istanza di ampliamento per manufatti abusivi. Un particolare che avrebbe impedito al Dirigente di dare il lasciapassare al parere tecnico.

Non solo, perché De Vincenti, sulla base delle investigazioni della Guardia di Finanza di Latina, si sarebbe adoperato a far approvare dalla Giunta Mantini la delibera numero 5 risalente alla data del 17 gennaio 2023, avente ad oggetto “linee guida e criteri per la valutazione degli interventi in variante al Piano Regolatore”. La manovra ha consentito alla Califano Carrelli spa di ampliare la superficie della propria attività produttiva del 25% rispetto alla superficie esistente.

Una inchiesta che, al di là degli esiti penali che saranno stabiliti in prima battuta dalla decisione sugli arresti in mano al gip pontino Barbara Cortegiano, denuncia un viluppo di conflitti di interessi e interessi privati. Tutto davanti a una Giunta, quella del Sindaco Valentino Mantini, che vota delibere quantomeno senza approfondire. La richiesta di arresti domiciliari per i sei indagati risale a oltre un anno fa: 9 gennaio 2025.

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