CORI. ESUBERO CINGHIALI: LE BATTUTE DI CACCIA SONO SUFFICIENTI?

esubero cinghiali a cori

La fame dei cinghiali è notoria, ma diventa un problema quando questa furia famelica prende di mira le colture delle aziende agricole locali. E così, ogni giorno il Comune di Cori riceve segnalazioni da imprese agricole a causa dei danni inferti dalle incursioni di cinghiali affamati. Questi massicci animali probabilmente scatenano anche legittime preoccupazioni degli automobilisti che si muovono sulla rete viaria extraurbana dell’area corese, che si snoda per lo più in aree rurali.

cinghiale_2 CORI LATINA

Dunque, non solo i daini del Parco del Circeo ma anche i cinghiali dell’entroterra corese hanno raggiunto il limite dell’esubero rispetto alle aree antropizzate che li circondano. A quanto pare, però, questo suide selvatico non riscuote lo stesso successo dei dolcissimi e fotogenici bambi per i quali molte persone si sono schierate contro la decisione impopolare presa lo scorso gennaio dall’Ente Parco dell’abbattimento selettivo per cercare di contenere il numero di capi di dama dama. Forse il cinghiale più che tenerezza scatena prospettiva gastronomica. Chissà.

Leggi anche:
PARCO DEL CIRCEO. RETE ECOLOGICA: MIGRAZIONI E DISPERSIONI DELLA FAUNA

Così, il Sindaco Mauro Primio De Lillis, con una lettera indirizzata agli enti preposti, ha chiesto formalmente di poter attuare il Piano di Gestione e Controllo del cinghiale sul territorio di Cori e Giulianello. Per garantire il raggiungimento e il mantenimento di una quantità di esemplari compatibile con la necessità di salvaguardare le colture agricole e forestali, tutelare e conservare gli equilibri ecologici, si darà il via a battute di caccia straordinarie che saranno programmate nel più breve tempo possibile, probabile anche alla fine del mese di giugno.

Al di là delle differenti posizioni personali nei confronti del ricorso all’attività venatoria, l’opportunità di sessioni di caccia per arginare il fenomeno sistematico della sovrappopolazione dei cinghiali non appare una misura che, in fin dei conti, non affronta il problema alla base ma lo rimanda solo di qualche altro mese?

Una soluzione migliore esiste e si chiama Rete Ecologica Territoriale: uno strumento che può essere inteso come un atto pianificatorio di buon governo del territorio, finalizzato alla conservazione della biodiversità e alla gestione sistemica di problematiche come, ad esempio, la numerosa presenza di dama dama all’interno della Foresta demaniale del Circeo e della incontenibile fame dei cinghiali che insidiano le produzioni agricole locali. Purtroppo della Rete Ecologica Territoriale non se ne sa più nulla dal 2010 e, di rimando, vista l’inerzia regionale provinciale e le miopie comunali, va a finire che soluzioni che post-pongono il problema sembrano scelte tutto sommato sensate.


Leggi anche:
RETE ECOLOGICA DELLA PROVINCIA DI LATINA: TUTTO FERMO DAL 2010

alto biocontenimento aereo
Articolo precedente

COVID E BIO-CONTENIMENTO: ARES 118 E GDF PER TRASPORTI AEREI

Andrea Montemurro e Gianluca La Starza
Prossimo articolo

IL SEXGATE COSTA IL DEFERIMENTO A LA STARZA E MONTEMURRO

Latest from Same Tags