CONTAGI IN AMBITO LAVORATIVO: SOLO IL 3% NEL LAZIO E GLI INFERMIERI I PIÙ COLPITI

L’ emergenza Covid-19, tra i vari aspetti di cambiamento che si trascina dietro di sé, è certamente l ’emergenza sicurezza sui posti di lavoro, che deve essere aggiornata ed i nostri imprenditori devono essere sempre più vigili. Il rapporto dell ’INAIL fotografa molto la situazione dal gennaio al 31 maggio del corrente anno. Se i contagi in ambito professionale hanno raggiunto quota 47.022 a fine maggio, la maggior incidenza si è avuta nell’area Nord Ovest del Paese con il 55,8% dei casi e con un picco del 35,5% in Lombardia, contro un 3% del Lazio. I settori colpiti sono maggiormente nell’ambito sanitario e in quello dei servizi. Solo gli infermieri, tra i tecnici della salute, hanno raggiunto un picco dell’ 86,6%.

Nella Regione Lazio, le denunce di infortunio sono molto basse: 1395 casi di cui il 62,7% sono donne e il 37,3% uomini. Tra questi in 9 circostanze si è registrato un esito mortale. Nella provincia di Latina abbiamo avuto 43 casi contro i 95 della provincia di Frosinone. L’età maggiormente colpita a Latina si aggira intorno ai 50-64 anni (41,6% dei casi) e ai 35-49 anni (37,8%). Riguardo alle attività professionali, nel Lazio risultano maggiormente colpiti i tecnici della salute e in particolare gli infermieri (86%), gli operatori socio sanitari e gli operatori socio-assistenziali. Per quanto riguarda le attività economiche l’industria e i servizi hanno registrato il 94,6% delle denunce, a seguire la gestione per conto dello Stato (4,5% delle denunce), il settore della Navigazione (0,7%) e solo nello 0,1% dei casi si sono registrate denunce provenienti dal mondo dell’agricoltura.

Quasi il 90% delle denunce codificate per settore attività economica (Ateco) riguarda gli ospedali, le case di cura e di riposo del settore “Sanità e assistenza sociale” (70,3% delle denunce) e gli organi preposti alla sanità, come le Asl, dell’Amministrazione pubblica” (16,2%). In generale le professionalità più colpite sono state in ordine infermieri, medici, operatori socio-sanitari e operatori socio assistenziali.

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