“Question Time rinviati per mesi, Sindaca debole, assessori assenti, risposte monche e Consiglio comunale scavalcato: il quadro allarmante emerso oggi in Aula”. Ciolfi (M5S): “La Muzio chiamata a rispondere sul caso Mignano “non si trova” e risponde la Nasti, annunciando le seconde dimissioni del Consulente gratuito. Sulle Terme di Fogliano il Consiglio comunale usato come pretesto e poi esautorato”
Riferito oggi in aula che l’Ente è ancora in attesa del parere ANAC sull’incarico del consulente gratuito della Sindaca. Sulle Terme, l’inerzia del Comune ha portato alla revoca della concessione mineraria, aprendo a scenari di possibile speculazione edilizia
“Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale, durante la discussione dei due Question Time da me presentati sulle Terme di Fogliano e sull’incarico di consulente gratuito della Sindaca Celentano, Giacomo Mignano, rappresenta uno dei punti più bassi mai raggiunti da questa Amministrazione sul piano del rispetto delle istituzioni, delle regole e delle prerogative dei consiglieri comunali.
Due interrogazioni rinviate per mesi. Quella sulle Terme di Fogliano attendeva risposta da novembre, dopo la revoca della Commissione Trasparenza e il conseguente rinvio del Question Time.
Quella sull’incarico di consulente gratuito è giunta oggi alla terza presentazione: la prima risale addirittura al 15 aprile dello scorso anno, quasi dodici mesi fa, con quesiti puntuali ai quali non è mai stata data risposta. Nemmeno quando il secondo Question Time fu addirittura secretato per presunti profili di tutela della privacy, con la promessa – mai mantenuta – di una risposta scritta entro una settimana, era settembre 2025.
Oggi, dopo avermi consentito di illustrare integralmente l’interrogazione, tra distrazioni evidenti e colloqui paralleli, senza che venisse ascoltata una sola parola di quanto stavo esponendo, il Presidente del Consiglio mi comunica candidamente che l’assessora indicata come delegata dalla Sindaca a rispondere, e formalmente in possesso di una relazione nel merito, l’assessora all’Urbanistica Annalisa Muzio, “non si trova”.
Una scena surreale, consumata alla presenza del Presidente del Consiglio – che dovrebbe garantire il corretto svolgimento dei lavori – e del Capo di Gabinetto, che dovrebbe assicurare il coordinamento politico dell’Amministrazione.
Resta del tutto incomprensibile, oltre alla competenza dell’assessora all’Urbanistica sull’incarico del consulente legale della Sindaca, come sia possibile che un assessore formalmente delegato a rispondere a un Question Time, dotato anche di una relazione sul tema, possa scomparire proprio nel momento in cui dovrebbe essere in Aula, senza avvisare, senza inviare una comunicazione, senza rispondere nemmeno alle chiamate.
Il punto viene così rinviato in fondo all’ordine dei lavori e successivamente trattato dall’assessora Nasti, unica presente in Aula, con risposte a dir poco sommarie.
Questo è il Comune di Latina oggi. Un’Amministrazione senza Direttore Generale, senza coordinamento, senza rispetto delle regole, che tratta il Question Time – uno degli strumenti fondamentali di controllo democratico – come un fastidio o ancor peggio come un dettaglio inutile.
Nel merito dell’interrogazione sull’incarico di consulente gratuito dell’Avvocato Giacomo Mignano e sulla delega a rappresentare il Comune nella vicenda Acqualatina, composta da dodici quesiti puntuali, le risposte fornite sono state parziali e insoddisfacenti.
È stato dichiarato che l’Avvocato Mignano avrebbe protocollato le proprie dimissioni, ma senza saperne riferire la data, lasciando aperto un vuoto temporale di estrema rilevanza. Ricordo che dimissioni analoghe erano già state annunciate oltre un anno fa, senza mai produrre effetti concreti.
Nulla è stato chiarito sui punti centrali:
– l’assenza degli obblighi di pubblicazione previsti dall’art. 15 del D.Lgs. 33/2013;
– la mancata dichiarazione annuale di insussistenza di conflitti di interesse per gli anni 2024–2025, circostanza già ammessa dalla Segretaria Generale;
Condizioni nelle quali il consulente avrebbe operato per mesi, un vulnus ormai consumato e che non può essere sanato da dimissioni postume, ancorché protocollate.
Per avere risposte certe si dovrà attendere il parere dell’ANAC, richiesto nel merito dalla stessa Segretaria Generale ormai quattro mesi fa e che, come confermato oggi dall’assessora Nasti, non è ancora pervenuto.
Resta inoltre aperta una questione estremamente delicata: la possibile liquidazione di vecchi incarichi legali come debiti fuori bilancio, ipotesi annunciata oggi dall’assessora Nasti, sulla quale potrebbero esserci chiarimenti anche dal parere ANAC.
Non meno delicata la questione della delega per le assemblee di Acqualatina ed Egato 4.
È emerso che la delega conferita dalla Sindaca era una delega in bianco, priva del mandato espresso dal Consiglio comunale, così come previsto dalla delibera n. 69/2025. Se quanto riportato dalla stampa – rinvio dell’assemblea e presentazione di proposte alternative da parte del Comune di Latina – fosse confermato, ci troveremmo davanti a un palese scostamento dall’indirizzo consiliare. Eppure, né il Comune né Acqualatina hanno mai fornito il verbale dell’assemblea, nonostante le richieste di accesso agli atti che ho protocollato lo scorso novembre.
Ancora più grave quanto emerso sulla revoca della concessione mineraria delle Terme di Fogliano. Gli atti dimostrano un’inerzia conclamata del Comune: mancate risposte alle reiterate richieste della Regione Lazio, assenze ai sopralluoghi, documentazione mai trasmessa. Un’inerzia che ha condotto alla revoca della concessione, con la perdita dei vincoli minerari su quasi 70 ettari di terreno edificabile fronte mare, aprendo a scenari di possibile speculazione edilizia.
Il fatto politicamente e istituzionalmente più grave è un altro. Il Comune aveva chiesto e ottenuto una proroga di 90 giorni, dichiarando formalmente alla Regione che tale proroga era necessaria per sottoporre la questione al Consiglio comunale. Questo non è mai avvenuto nonostante la proroga sia stata concessa dalla Regione.
Il Consiglio comunale – unico organo titolato a esprimersi – è stato completamente esautorato: nessuna informazione, nessun voto, nessun confronto. I consiglieri hanno appreso dell’avvenuta revoca solo dalla stampa e dall’accesso agli atti che ho dovuto personalmente protocollare.
Alla domanda cruciale – chi ha deciso di non portare la questione Terme in Consiglio, nonostante l’impegno formale assunto con la Regione – non è stata data alcuna risposta. L’unica spiegazione fornita dall’assessora Nasti è stata che la questione era complessa e che non vi erano i presupposti per procedere al rinnovo. Ma questa valutazione spettava al Consiglio comunale, non alla Giunta, non agli uffici, non alla Sindaca.
Colpisce infine la debolezza politica della Sindaca, che solo dopo la revoca ha inviato una lettera all’assessore regionale competente parlando di “bene strategico” e di “perdita definitiva”, dichiarando l’interesse dell’Amministrazione a una rivalutazione dell’iter procedurale. A quelle parole non è seguito alcun atto concreto. Parole al vento.
Quanto accaduto oggi non è una mancanza di rispetto verso una consigliera comunale, ma una presa in giro dei cittadini di Latina, privati di trasparenza, controllo democratico e verità. Il senso di responsabilità che porto sulle spalle dall’inizio del mandato mi impone di denunciare con forza fatti di una gravità inaudita, affinché tutti i cittadini sappiano da che tipo di governo è guidata la nostra città.
Il Question Time di oggi fotografa un’Amministrazione che raschia il fondo: incapace di garantire regole, risposte e rispetto delle istituzioni, incapace di tutelare gli interessi strategici del territorio e di assicurare quella trasparenza che è alla base del corretto governo della cosa pubblica”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, consigliere comunale e capogruppo M5S Latina.
