Consorzio industriale, Di Cocco: “Portualità e infrastrutture di collegamento al centro della strategia per attrarre investimenti”
“Il riordino del Consorzio Unico per lo Sviluppo Industriale del Lazio – afferma l’assessore al Turismo Gianluca Di Cocco – rappresenta un’occasione importante per costruire una nuova strategia di sviluppo, capace di mettere in relazione imprese, infrastrutture, logistica, mobilità e portualità”.
È quanto ha sottolineato l’assessore del Comune di Latina Gianluca Di Cocco intervenendo in Commissione regionale nell’ambito dell’esame della proposta di legge regionale n. 284/2026 sul riordino della disciplina del Consorzio Unico per lo Sviluppo Industriale del Lazio. La Commissione, presieduta dal presidente Vittorio Sambucci, ha visto la presenza della vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e del commissario del Consorzio Unico per lo Sviluppo Industriale del Lazio, professor Raffaele Trequattrini. Nel corso del suo intervento, Di Cocco si è soffermato in particolare sulla portualità e sulla necessità di realizzare una rete infrastrutturale capace di collegare in modo efficace i diversi punti strategici del territorio.
“Quando parliamo di sviluppo industriale – dichiara l’assessore comunale al Turismo – dobbiamo avere una visione complessiva. Latina ha una posizione strategica, ma dobbiamo essere in grado di collegare tra loro le nostre infrastrutture. La portualità, la Marina, le aree produttive, la viabilità principale e la ferrovia devono essere considerate parti di un unico sistema”.
L’assessore ha richiamato anche la particolare configurazione del territorio pontino e la posizione della stazione ferroviaria. “Abbiamo una stazione ferroviaria che non è collocata nel centro della città. Questo rende ancora più importante garantire collegamenti efficienti tra la stazione, il centro urbano, le aree produttive, la Marina e i principali assi viari. Un territorio che vuole attrarre investimenti deve essere facilmente raggiungibile e deve consentire di movimentare persone e merci in maniera efficiente”.
Per Di Cocco, quindi, la portualità non può essere considerata esclusivamente come un’infrastruttura marittima. “Un porto, da solo, non basta. Deve essere inserito all’interno di una rete di collegamenti che permetta alle imprese di raggiungere rapidamente le aree produttive e ai prodotti di essere movimentati verso i mercati. È questa integrazione tra porto, ferrovia, viabilità, logistica e aree industriali che può aumentare la competitività del nostro territorio”. Nel suo intervento l’assessore ha inoltre evidenziato la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra il futuro Consorzio Unico, Regione, Comuni, sistema portuale, Camera di Commercio e categorie produttive.
“Se vogliamo attrarre nuovi investimenti dobbiamo offrire non soltanto aree disponibili, ma un vero sistema territoriale: infrastrutture, collegamenti, servizi, logistica e tempi amministrativi certi. L’investitore deve trovare un territorio organizzato e capace di accompagnare un progetto dalla programmazione alla realizzazione”. Un’impostazione che, secondo Di Cocco, deve riguardare anche il futuro della Marina di Latina.
“La Marina e la portualità non devono essere considerate realtà separate dal sistema produttivo. Turismo, economia del mare, logistica, industria e agroalimentare possono dialogare e creare nuove opportunità. Ma per farlo servono infrastrutture adeguate e soprattutto collegamenti efficienti. Latina ha imprese, professionalità, una posizione geografica importante e grandi potenzialità – conclude Di Cocco –. Il compito della programmazione regionale deve essere quello di mettere queste risorse a sistema. Se vogliamo attrarre investimenti e creare nuove opportunità di sviluppo e lavoro, dobbiamo costruire le infrastrutture che consentano al nostro territorio di essere realmente connesso. Portualità e collegamenti infrastrutturali devono quindi diventare parte integrante della strategia industriale del Lazio”.
