Commissione Trasparenza: “Per le gare delle concessioni balneari persi due anni e mezzo ad aspettare il nuovo PUA”
Corsa contro il tempo: gare balneari entro marzo 2026 per non mettere a rischio l’apertura degli stabilimenti
Ciolfi: “I funzionari del demanio marittimo del Comune di Latina e l’assessore Di Cocco hanno confermato che le gare devono essere bandite prima dell’inizio della stagione balneare 2026 per tutelare concessionari, lavoratori del settore e cittadini che frequenteranno la nostra Marina”
“La Commissione Trasparenza torna all’attacco su uno dei capitoli più delicati e scottanti per il futuro del litorale di Latina: le gare per le concessioni balneari. Ho ritenuto non più rinviabile affrontare il tema, perché siamo entrati in una vera e propria corsa contro il tempo verso la stagione balneare 2026, in un contesto giurisprudenziale ormai consolidato che ha sancito in maniera inequivocabile l’illegittimità delle proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni demaniali marittime e la necessità di adeguamento alla direttiva Bolkestein.
L’ordine del giorno aveva un duplice obiettivo: verificare cosa il Comune di Latina abbia concretamente fatto per la redazione e la pubblicazione dei bandi di gara e chiarire con quale titolo autorizzatorio potranno aprire gli stabilimenti balneari nella prossima stagione estiva. Le proroghe generalizzate sono incompatibili con il diritto dell’Unione europea e sono state sistematicamente disapplicate dai giudici amministrativi e ordinari. Da ultimo, la Cassazione penale, con la sentenza n. 3657/2026, ha ribadito che l’occupazione del demanio marittimo in assenza di una procedura di evidenza pubblica configura occupazione abusiva, con conseguenze penali e amministrative.
In Commissione è stato verificare cosa sia stato fatto dal dicembre 2023 ad oggi. Con la delibera di Giunta n. 230/2023 il Comune aveva già approvato le linee di indirizzo per avviare le gare per le concessioni balneari e, nello stesso giorno, una determinazione dirigenziale recepiva tali indirizzi pubblicando uno schema di avviso per manifestazioni di interesse relativo all’assegnazione di 24 aree demaniali marittime a finalità turistico-ricreative.
Da allora, per oltre due anni, tutto si è fermato: nessuna procedura avviata, nessuna manifestazione di interesse raccolta, nessuna gara bandita. Un immobilismo grave, che oggi ci mette con le spalle al muro.
La motivazione fornita oggi da uffici e assessorato è stata l’attesa dell’approvazione definitiva del nuovo PUA. Su questo punto è necessario essere chiari. Nella precedente amministrazione avevamo consapevolmente scelto di mantenere nel nuovo PUA lo stesso numero e la stessa localizzazione degli stabilimenti balneari previsti nel piano vigente, proprio per evitare interferenze tra vecchio e nuovo strumento e consentire, in ogni caso, di bandire le gare senza incertezze.
L’attuale amministrazione ha invece deciso di introdurre quattro nuovi stabilimenti balneari, apportando l’unica modifica sostanziale a un PUA che, per il resto, è stato recepito integralmente perché ritenuto valido, a testimonianza del lavoro svolto nella precedente amministrazione in cui ero delegata alla Marina ed ho dedicato la maggior parte del mio impegno politico di indirizzo proprio al nuovo PUA.
La scelta politica, consapevole, di questa amministrazione di introdurre i quattro nuovi stabilimenti, ha creato il conflitto che oggi esplode: attendere il nuovo PUA per includere i nuovi stabilimenti nel bando di gara ha significato perdere tempo prezioso. Oggi siamo al collo dell’imbuto: o si bandiscono le gare subito, nei prossimi 45 giorni, o si mette a rischio l’intera stagione balneare.
In Commissione i funzionari del demanio marittimo Fernando Di Crescenzo e Tonina Catarinacci e l’assessore Di Cocco hanno affermato con chiarezza che le gare devono essere bandite prima della stagione balneare 2026, quindi entro fine marzo, per tutelare l’apertura degli stabilimenti e la legittimità delle attività. È stato riferito che gli uffici hanno già predisposto le bozze degli atti propedeutici e dei bandi: non ci sono più alibi tecnici, resta solo la volontà politica.
Non sono mancate perplessità da parte della maggioranza, in particolare del presidente della Commissione Urbanistica Roberto Belvisi, che ha ipotizzato ulteriori rinvii in attesa di nuovi indirizzi politici o di interventi governativi. È una posizione irresponsabile che ignora un dato giuridico incontrovertibile: tutte le proroghe generalizzate sono state disapplicate perché in contrasto con il diritto europeo, che prevale su quello nazionale.
Rimando al mittente, in particolare al consigliere Scalco, l’accusa di allarmismo. Qui non c’è alcun allarmismo, c’è la realtà dei fatti. Senza l’avvio delle gare, gli stabilimenti balneari rischiano di trovarsi in una condizione di occupazione abusiva del demanio marittimo, con potenziali sequestri e contenziosi. Dire la verità e pretendere che il Comune agisca subito significa tutelare i concessionari, i lavoratori del settore e i cittadini che frequenteranno la nostra Marina.
La Commissione Trasparenza tornerà a breve sul tema per verificare l’iter di approvazione definitiva del PUA, monitorare l’avvio concreto delle procedure di gara e approfondire il quadro giurisprudenziale con il supporto del Segretario generale e dell’Avvocatura comunale.
La trasparenza e la legalità non sono un’opzione: sono una responsabilità politica e amministrativa verso la città e il suo litorale”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi (M5S), Presidente Commissione Trasparenza al Comune di Latina.
