Accoltellò e uccise un uomo a Cisterna di Latina, il fatto si è verificato in piazza Amedeo di Savoia il 30 maggio 2025
Si discuterà e andrà a sentenza il prossimo 24 marzo il giudizio abbreviato nei confronti dell’ottantenne Nicola Sanges, difeso dall’avvocato Francesca Roccato e accusato dell’omicidio volontario di Massimiliano Abbruzzese commesso a Cisterna il 30 maggio 2025.
Oggi, 24 febbraio, l’uomo ha reso esame davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, rispondendo alle domande del pubblico ministero Marco Giancristofaro. Sanges ha spiegato di essere stato tenuto “sotto schiaffo” da Abbruzzese il quale, più volte, lo dileggiava, si faceva dare soldi e lo colpiva con “buffettoni”. In sostanza, secondo l’imputato, la vittima lo avrebbe provocato a tal punto da causare la sua reazione violenta e fatale.
Qualche mese fa, la Cassazione aveva confermato il carcere per l’ottantenne di Cisterna di Latina. Con ordinanza del 3 luglio scorso, il Tribunale del Riesame di Roma aveva a sua volta confermato l’ordinanza cautelare di applicazione della custodia in carcere nei suoi confronti emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina in relazione al reato di omicidio commesso il 30 maggio dell’anno scorso, quando l’imputato aveva causato la morte di Massimiliano Abbruzzese, colpendolo più volte con un coltello a scatto in parti vitali del corpo (gola, addome, torace).
Sanges, tramite il. suo legale, aveva proposto ricorso in Cassazione contro la pronuncia del Riesame. La Corte Suprema aveva giudicato infondato il ricorso, sottolineando che il Riesame aveva correttamente tenuto conto che Sanges, oltreché ad avere una “personalità violenta e aggressiva”, è “gravato da una condanna irrevocabile per lesioni personali” e “ha carichi pendenti” per lesioni. Peraltro “uno dei due fatti pendenti risale al 2022, e, quindi, è sufficientemente recente da poter fondare un giudizio di pericolosità attuale dell’indagato”.
Il ricorso di Sanges, spiegava la Cassazione, deduce che la motivazione dell’ordinanza del Riesame “sarebbe illogica perché omette di considerare che l’indagato ha spontaneamente consegnato alle forze di polizia il coltello con cui ha commesso il delitto, ma l’argomento è manifestamente infondato, sia perché, in realtà, dalla lettura dell’ordinanza impugnata, emerge che la consegna non è stata spontanea perché l’indagato aveva in un primo momento tentato di occultarlo sostenendo di averlo perduto, e la consegna è avvenuta soltanto di fronte alla resistenza dell’agente di polizia locale a tale versione ed alla prospettiva dell’indagato di dover subire una perquisizione, sia perché comunque il comportamento successivo al fatto non è tale da elidere il giudizio sulla pericolosità del ricorrente che emerge dal suo essere stato coinvolto, in diversi momenti della sua vita, in episodi di aggressioni fisiche in danno di altre persone”.
Dopo l’accoltellamento, il tentato omicidio era stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, che aveva deciso di confermare il carcere. Dopo 10 giorni di agonia all’ospedale Santa Maria Goretti, il 53enne di Cisterna, Massimiliano Abbruzzese, era morto a seguito delle profonde ferite riportate all’addome e alla gola. Una morte che aggravava la posizione di Sanges, il quale, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, era stato ristretto in carcere dove si trova tuttora.
Una discussione in pieno giorno, qualche parola di troppo, gli animi si surriscaldano, vola uno schiaffo e, infine, spunta un coltello. Sangue, ambulanza, fermo di polizia. È stata questa, in sintesi, la sequenza terribile dell’episodio accaduto in piazza Amedeo di Savoia che aveva lasciato di stucco i tanti cittadini che erano presenti in un tranquillo e soleggiato venerdì di fine maggio a Cisterna di Latina.
In pieno giorno, alla presenza di anziani e anche di qualche bambino, l’ottantaduenne pensionato Nicola Sanges, animo focoso e poco più almeno fino al 30 maggio, si era macchiato del gesto che gli è costato l’accusa. Massimiliano Abbruzzese era stato lasciato agonizzante per terra, mentre il personale del 118, intervenuto nell’immediatezza, gli tamponava la lacerazione all’addome e soprattutto al collo che lo faceva respirare a fatica.

Tutto sarebbe nato da una discussione per un debito da 80 euro che Sanges vantava nei confronti di Abbruzzese. Una lite praticamente fine a se stessa sfociata in uno schiaffo dato dalla vittima contro Sanges il quale, a causa del colpo ricevuto, era caduto a terra. In pochi secondi, l’anziano si era rialzato da terra e aveva sfoderato un coltello a serramanico di 15 centimetri che aveva con sé, colpendo violentemente con più di un fendente il cinquantenne. I colpi più gravi erano stati quelli inferti a pancia e collo, con tanto di copioso sanguinamento che aveva fatto sì che subito venissero allertati i sanitari del 118.
Vista la situazione, la vittima era stata trasportata a sirene spiegate presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina dove si era proceduto a un intervento di chirurgia per tamponare l’emorragia. L’uomo, successivamente, era stato trasferito nel reparto Rianimazione del nosocomio pontino.
Nel frattempo, gli agenti della Polizia Locale, successivamente supportati dai poliziotti del Commissariato, avevano proceduto al fermo di Sanges che, per ordine del magistrato di turno – il pubblico ministero Marco Giancristodaro – era stato condotto nel carcere di Via Aspromonte di Latina in attesa della convalida dell’arresto.
Sul luogo dell’aggressione anche la Polizia Scientifica per raccogliere le tracce utili alle indagini. La Polizia Locale, guidata dal comandante Raoul De Michelis, inoltre, ha lavorato alla ricostruzione dell’episodio tramite le telecamere di video-sorveglianza che hanno cristallizzato l’evento.
Oggi, nell’ambito dell’udienza preliminare, erano presenti anche i famigliari della vittima che, assistiti dall’avvocato Francesca Giuffrida, si sono costituiti parte civile.
