CISTERNA, BLOCCO DELLE COMMISSIONI. CAPUZZO (M5S): “VOGLIONO METTERCI IL BAVAGLIO”

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“Hanno bloccato le commissioni, ci vogliono mettere il bavaglio” – così in una nota il consigliere comunale di Cisterna, il pentastellato Marco Capuzzo – “Non possiamo fare luce sugli ultima fatti”

LA NOTA“Nessuna commissione AA.GG integrità e trasparenza (e nessuna commissione in generale) fino all’approvazione del nuovo regolamento delle commissioni consiliari. Prendo atto – scrive Marco Capuzzo capogruppo del M5S – che nonostante l’impegno nel voler proseguire i lavori delle commissioni, maggioranza e parte dell’opposizione continuano a punzecchiarsi in un gioco al ribasso. Nonostante trovi questa situazione imbarazzante ed ingiustificabile, in qualità di presidente di una commissione consiliare, non posso fare altro che ricorrere richiedendo al Presidente del Consiglio di convocare una capigruppo per porre attenzione su questioni importanti che riguardano il nostro ente, specialmente a fronte delle ultime notizie che sono circolate negli ultimi giorni. Con agenti delle forze dell’ordine all’interno del Palazzo comunale.
Se lo chiedete, no, non è la stessa cosa, una capigruppo non è una commissione, non ha le stesse prerogative e soprattutto toglie l’indipendenza ai presidenti costretti a chiedere al presidente del consiglio che decide quindi come e quando convocare”.

Marco Capuzzo, consigliere M5S di Cisterna di Latina

Tralasciando sull’operato del Presidente del Consiglio, non sempre all’altezza della situazione, si continua dunque ad esautorare un organo amministrativo di fondamentale importanza. Bloccando di fatto i lavori in maniera del tutto irresponsabile. È arrivato il momento che chi prende decisioni d’impulso, se ne assuma le responsabilità. Non è pensabile continuare a non dare risposte ai cittadini per qualche capriccio personale. Giuridicamente la questione non è semplice ma sta di fatto che si tratta di una rinuncia. Tale azione dunque è da vedere sia nei diritti che nei doveri. All’atto pratico poco conta dal punto di vista politico. Se si rinuncia, vuol dire che non si intende dare la propria disponibilità ad un determinato incarico, pertanto è legittimo che altri prendano il posto di chi non lo vuole, indipendentemente dal motivo più o meno nobile che ha determinato questa scelta”.

£In conclusione questo atteggiamento lascia molti dubbi d’interpretazione: stiamo parlando di inconsapevolezza o di complicità? Intanto ci mettono il bavaglio, ma continueremo a lottare”.

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