CIMITERO DI LATINA, CODICI DENUNCIA LO STATO DI DEGRADO

cimitero di latina
Cimitero di latina

Come è noto a tutti, da anni, l’attività di Codici nei confronti del Cimitero di Latina e della sua gestione coinvolge molti aspetti che, a parere dell’Associazione, presentano criticità varie, in primo luogo quello della richiesta di pagamento del canone di mantenimento tramite cartelle esattoriali a cittadini che siano titolari di concessioni antecedenti l’affidamento della gestione all’attuale Concessionario, nei confronti delle quali la magistratura civile si è più volte concordemente espressa sul fatto che non deve essere pagato, finanche in grado di appello.

Da notizie di stampa, si è appreso che un cittadino avrebbe presentato un esposto per essersi “trovato davanti diversi pezzi di intonaco a base di malta caduti a terra, proprio all’altezza di un corridoio chiuso da anni per problemi di stabilità”. Ebbene, anche questo aspetto non è certamente sfuggito all’attività di Codici.

Infatti, con una nota del 3 giugno 2025, indirizzata all’Ing. De Biaggio, dirigente dell’Ufficio Concessioni cimiteriali del Comune di Latina, ma anche all’Assessore Cosentino, al Sindaco, al Segretario Generale ed all’allora Direttore Generale, Codici aveva denunciato che “l’intera struttura, compresa la parte ipogea di più recente realizzazione presenta in più punti infiltrazioni di acqua, rigonfiamento dei ferri di armatura e caduta di intonaci che, secondo quanto descritto da associati, talvolta ha rischiato di coinvolgere le persone presenti, con rischi per la loro incolumità”, peraltro richiamando articoli pubblicati sul quotidiano “Il Messaggero”.

La nota di Codici, nel ritenere indegna per un Luogo Sacro, la situazione evidenziata, chiedeva tra l’altro,” di porvi adeguato ed opportuno rimedio”, e di conoscere “quali atti codesta Amministrazione abbia compiuto in tal senso, nonché quali iniziative siano state assunte per quanto concerne l’adeguata manutenzione del compendio rappresentato dal Cimitero Urbano di Latina e per la tutela dell’incolumità sia dei visitatori che del personale dipendente dalla Ipogeo Latina srl.”, infine richiamando le “responsabilità di vigilanza che competono all’Ente concedente verso la Società concessionaria”.

Non poteva esservi dubbio che alcuna notizia in tal senso sarebbe pervenuta dal Comune, così come infatti è accaduto.

Non volendo lasciar cadere la questione, Codici il 26 giugno 2025, ha presentato un esposto al Comando dei Vigili del Fuoco, corredato da 19 fotografie che, a proprio giudizio, illustravano una situazione di potenziale pericolo per l’incolumità dei visitatori e degli stessi lavoratori.

Dal verbale redatto dopo il sopralluogo eseguito il successivo 29 giugno ed ottenuto dopo la regolare procedura, è emerso che “non si evidenziavano imminenti criticità per la stabilità ma va fatto un intervento di ripristino dei copriferri del soffitto in vari punti. Sul posto era presente il Signor …OMISSIS… con il quale ci metteva d’accordo che avrebbe messo in sicurezza i locali tramite la ditta appaltatrice”.

A questo punto Codici, dovendo avere fiducia negli accertamenti dell’Organo preposto ed appositamente interessato, non ha ritenuto di dover rendere pubblica la cosa.

Tuttavia, da quanto sta accadendo, si deve presumere che lo stato di mantenimento del Cimitero, per il quale i concessionari hanno pagato la manutenzione al Comune prima dell’11 maggio 2009 per tutta la durata della sepoltura ed alla Ipogeo dopo tale data, non deve essere propriamente rassicurante, al di là delle non “imminenti criticità per la stabilità” riscontrate oltre un anno fa.

Ciò stante, Codici non può che auspicare, da un lato, l’immediato intervento del Comune per far riportare la situazione del Sacro Luogo a condizioni estetiche prima ancora che strutturali degne della sua funzione e, dall’altro, un immediato intervento della Magistratura affinché accerti se esistano eventuali responsabilità attorno alla situazione che da troppi anni vede i frequentatori del bene pubblico rappresentato dal Cimitero di Latina assistere a spettacoli sicuramente non decorosi per la funzione svolta, così come doveva essere assicurato in base agli atti di affidamento della gestione.

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