CIE ad Aprilia: attese fino a cinque mesi, oltre 2.700 cittadini in coda e un sistema di prenotazione privo di controlli
“La situazione dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Aprilia, per quanto riguarda il rilascio delle Carte d’Identità Elettroniche (CIE), non solo non risulta migliorata rispetto ai mesi precedenti, ma appare oggi ulteriormente aggravata.Dai dati attualmente rilevabili emerge un quadro particolarmente critico: una richiesta di appuntamento effettuata in data odierna tramite l’applicazione TU-Passi restituisce come prima data utile il 8 luglio, con un tempo di attesa superiore alle 21 settimane, pari a circa cinque mesi. Considerato che gli appuntamenti vengono fissati con una cadenza di uno ogni 15 minuti, si stimano mediamente tra le 100 e le 130 prenotazioni settimanali.
Ne deriva una lista d’attesa che supera ormai le 2.700 persone in attesa del rilascio della CIE.Tali numeri certificano una criticità strutturale del servizio: l’Ufficio Anagrafe opera in condizioni di evidente difficoltà, principalmente a causa di una grave carenza di personale, nonostante l’impegno dei dipendenti attualmente in servizio. Tuttavia, il problema non è soltanto quantitativo.Dalle verifiche e simulazioni effettuate sul sistema di prenotazione TU-Passi emerge infatti un ulteriore elemento di forte preoccupazione: la piattaforma non risulta dialogare con il database dell’Anagrafe comunale. Questa mancanza di integrazione consente di effettuare prenotazioni:
• anche da parte di soggetti non residenti nel Comune di Aprilia;
• persino utilizzando dati riferiti a persone decedute da anni, senza che venga effettuata alcuna verifica preventiva.
Si tratta di un’anomalia grave, che rischia di falsare le liste di attesa, occupare indebitamente gli slot disponibili e penalizzare ulteriormente i cittadini residenti, in assenza di qualunque filtro o controllo automatico sui dati inseriti.Oltre al fatto che l’ente pubblico sostiene dei costi di licenza/gestione per un app con delle criticità Questa situazione si inserisce in un contesto normativo particolarmente delicato. La circolare n. 76/2025 del Ministero dell’Interno – Direzione centrale per i servizi demografici, in attuazione del Regolamento (UE) 2019/1157, stabilisce che tutte le carte d’identità cartacee, già emesse o in corso di rilascio, cesseranno definitivamente di essere valide il 3 agosto 2026. La stessa circolare invita espressamente i Prefetti a sensibilizzare i Sindaci affinché venga favorita, anche in anticipo rispetto alla naturale scadenza, la sostituzione delle carte cartacee con la CIE.In assenza di un intervento immediato sul piano del personale e dell’organizzazione, il rischio concreto è quello di non riuscire a completare la sostituzione delle carte cartacee ancora in circolazione, con conseguenti gravi disagi per i cittadini, in particolare per le fasce più fragili, per chi deve viaggiare, lavorare, accedere a servizi sanitari o partecipare a concorsi pubblici.
Su questo tema risulterebbe inoltre necessaria una chiara e capillare campagna informativa da parte dell’Amministrazione comunale.Per fronteggiare l’emergenza, esiste una soluzione concreta e giuridicamente fondata. Alla luce degli articoli 992 e 993 del Codice dell’ordinamento militare (d.lgs. 66/2010), il Comune può attivare, tramite il Ministero competente, la procedura per l’impiego temporaneo di personale militare in ausiliaria presso il Settore Anagrafe. Tale impiego potrebbe essere limitato nel tempo, fino al 3 agosto 2026, data entro la quale è prevedibile il picco massimo di richieste connesso alla dismissione delle carte cartacee.L’istituto dell’ausiliaria consente infatti alle pubbliche amministrazioni, comprese quelle locali, di avvalersi di personale militare in congedo disponibile all’impiego, con il trattamento economico principale a carico del Ministero della Difesa e con un onere contenuto per l’ente locale. La soluzione tecnica e normativa esiste: è necessaria la volontà amministrativa di attivarla.
Merita infine attenzione anche un aspetto di civiltà amministrativa. I cittadini che si presentano senza appuntamento per urgenze documentate – quali furto, smarrimento o altre necessità indifferibili – vengono invitati a recarsi presso gli uffici alle ore 8:30, ma spesso sono costretti ad attendere all’esterno, al freddo o sotto la pioggia. Sarebbe auspicabile consentire a queste persone di attendere all’interno della sala d’aspetto, nel rispetto della dignità e dei diritti di chi si rivolge alla pubblica amministrazione per un servizio essenziale.La carta d’identità non è un privilegio: è un diritto per i cittadini ottenerla e un dovere per i Comuni garantirne il rilascio.Di fronte a dati così evidenti, non è più sufficiente prendere atto delle difficoltà: occorre agire, con soluzioni concrete, immediate e proporzionate alla dimensione demografica della città di Aprilia”.
Così, in una nota, Patrizio Forconi, Attivista M5S Aprilia.
