CIARELLI: CASSAZIONE CONFERMA ESTORSIONE, USURA PRESCRITTA

Da destra Ferdinando Ciarelli, Carmine Ciarelli e Pasquale Ciarelli
Da destra Ferdinando Ciarelli, Carmine Ciarelli e Pasquale Ciarelli

Era un’accusa vecchia di 15 anni, già condannati in due gradi di giudizio i Ciarelli ora hanno avuto conferma: estorsione sì, usura prescritta

Per la stessa vicenda di usura ed estorsione a una donna, consumatesi tre lustri fa, furono condannati la prima volta, nel 2011, tre della nota famiglia: il 54enne Carmine detto “Porchettone” considerato il boss, auto-definitosi il reuccio del Pantanaccio, e come noto vittima degli spari da cui conseguì la famigerata Guerra Criminale del 2010 (Processo Caronte), più i figli Ferdinando (36 anni) e Pasquale Ciarelli (38).

Successivamente, nel 2013, la Corte d’Appello confermò le condanne dichiarando, però, prescritta l’usura. I reati contestati erano, infatti, usura ed estorsione aggravata compiute in un arco di tempo compreso tra dicembre 2004 e aprile 2005 a Latina. Più d’uno gli episodi contestati. In uno di questi i Ciarelli si sarebbero fatti sottoscrivere una dichiarazione con cui una donna che aveva chiesto loro un prestito iniziale di tremila euro, riconosceva invece di averne ricevuti 20mila accettando di cedere il proprio appartamento se non fosse riuscita a restituire la cifra in un mese. 
La donna, in rapporti di amicizia con i Ciarelli, e gravata di precedenti penali, sarebbe stata costretta alla fine a sborsare 40mila euro. Un classico esempio delle dinamiche estorsive in cui l’amicizia si trasforma in rapporto distorto: molto usuale in almeno l’80% delle estorsioni.

Ora, la Corte di Cassazione, dopo il ricorso presentato da padre e figli (nella foto di copertina in un’immagine di qualche anno fa), ha confermato l’estorsione con la prescrizione dell’usura.

Quindici anni per una sentenza definitiva: troppi.

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