CHIACCHIETEGLI: I BROCCOLI VIOLA PRIVERNESI CHE RISCHIANO L’ESTINZIONE

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A causa dell’introduzione di varietà estranee al territorio, come il broccolo calabrese e il siciliano, più resistenti e produttive, in questi ultimi anni si sta correndo il rischio di rinunciare non solo alla produzione dei chiacchietegli, una varietà di broccoletti (Brassica Oleracea) caratterizzata dal colore viola e da un sapore delicato, ma addirittura alla sua semente. Persa questa, la pianta può anche considerarsi estinta.

I chiacchietegli vengono ancora coltivati nelle aree pianeggianti del comune di Priverno, in prossimità del fiume Amaseno e i produttori della zona, che a tutt’oggi lo sostengono, sono quelli che si tramandano i semi e la tradizione di padre in figlio: ogni anno in estate fanno la semina in semenzaio e poi, successivamente, il trapianto in campo. 

“La sua coltivazione è a rischio di estinzione anche per via dell’età media dei produttori”, 

questo afferma Slow Food nella scheda dedicata a questa varietà locale di broccolo nel proprio sito web nazionale. Durante l’edizione della biennale del Salone del Gusto di Torino, nel 2014, infatti, il chiacchieteglio ha debuttato come presidio Slow Food del Lazio, unico bene gastronomico promosso con questo tipo di tutela (non vincolante, ovviamente) dell’intera provincia di Latina.

Come il cugino broccoletto sezzese, dal colore verde chiaro e dal sapore tipico leggermente amarognolo, anch’esso sulle tavole solo grazie a coltivazioni di modeste dimensioni, anche il chiacchieteglio non rientra nei progetti commerciali di investimento di molte delle numerosissime realtà agricole pontine. Come accennato, probabilmente viene preferita la coltivazione, se possibile anche intensiva, di altre varietà di broccolo che garantiscono una resa migliore in produzioni a ciclo continuo. Terreni messi sotto sforzo tendono a impoverirsi dei nutrienti e a rendere in maniera inferiore con colture che non danno certezze, agricole ed economiche. Insomma, più quantità, forse meno qualità e biodiversità del patrimonio orticolo locale messa a rischio.

Però se si è fortunati, tra fine gennaio e inizio febbraio, in qualche mercato locale sarà possibile trovare le primizie di chiacchietegli, che non sono altro che germogli ricchi di gemme fiorali di colore viola che devono essere raccolte prima della fioritura. Le gemme, i “cacchi” (da qui il nome chiacchietegli) spuntano dopo Natale e vengono raccolti in modo scalare fino a Pasqua: quando vengono staccati dalla pianta via via se ne formano di nuovi. I chiacchietegli si conservano sott’olio o si mangiano freschi, cucinati in diverse ricette ma la più famosa è la tradizionale zuppa di chiacchietegli con pane raffermo cotta nella pignatta di terracotta.

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