CENTRO COMMERCIALE Q3, CASSAZIONE SUL PRIMO RICORSO: “INAMMISSIBILE”

Centro commerciale Q3: la Cassazione pubblica la sentenza con cui ha respinto il ricorso della Procura sul primo sequestro eseguito a gennaio 2024

La Cassazione ha pubblica la sentenza con cui, a settembre scorso, ha bocciato il ricorso della Procura di Latina contro la pronuncia del Tribunale del Riesame, risalente al 28 gennaio 2025, che aveva dissequestrato il complesso inserito nel quartiere Q3. Il Riesame era stato chiamato a valutare il sequestro del complesso commerciale-edilizio di Via del Lido eseguito il 13 gennaio 2024, noto a tutti come quello dell’area Q3. Il Riesame di Latina aveva quindi annullato il decreto con cui il giudice per le indagini preliminari aveva stabilito il sequestro del centro. Decreto contro il quale erano ricorsi le società titolari.

I giudici del Riesame, nella pronuncia disposto lo scorso 28 gennaio, hanno evidenziato però che “tutte le unità immobiliari sono poste all’interno di una struttura funzionalmente unitaria articolata lungo un percorso pedonale di accesso comune sul quale si affacciano, configurandosi come un insieme unitario della offerta commerciale e dei servizi connessi, organizzato in superfici coperte e a cielo aperto, presentandosi all’utente come quadro integrato d’insieme unitariamente fruibile. Successivamente, come noto, ad aprile 2025, era arrivato un altro sequestro, stavolta in ordine all’indagine per lottizzazione abusiva. Provvedimento annullato da Riesame e contro il quale la Procura ha mosso un altro ricorso.

Tornando alla pronuncia pubblicata ora dalla Cassazione, relativa al sequestro di gennaio 2024, il ricorso era stato proposto dalla Procura contro Eurospin Lazio s.p.a., Latina Green Building Sri e Punto Immobiliare Srl. Contro la decisione del Riesame, la Procura ha proposto ricorso sulla base di diverse ragioni.

Le opere in esame non erano state ultimate, né alla data del 26 settembre 2023, quando fu richiesto il sequestro preventivo, né a quella del 9 gennaio 2024, quando il decreto fu depositato, come dimostrato dalla documentazione esaminata dal Tribunale. Il progetto unitario di centro commerciale e quelli assentiti con i titoli unici a stralcio prevedevano e prevedono la realizzazione e la dislocazione di tre passi
carrabili. Al momento del controllo eseguito il 13 gennaio 2024 dai Carabinieri Forestali di Latina, all’atto del sequestro non erano state ultimate, come si evince dalle fotografie allegate al verbale. Come risulta dalle determine dirigenziali del 13 settembre 2024, nonostante le gravissime ipotesi di reato contestate, l’amministrazione comunale aveva omesso l’adozione dei provvedimenti vincolati prescritti dall’art. 27 d.P.R. n. 380 del 2001 e soltanto il 2 aprile 2024 aveva rilasciato alla Latina Green Building la concessione in uso passo carrabile localizzato al civico 131 della via del Lido, unico autorizzato.

Il ricorso, secondo la Cassazione, non supera il vaglio di ammissibilità. Secondo la Cassazione, ha avuto ragione il Tribunale del Riesame di Latina che, preso atto che l’opera risultava ormai ultimata e utilizzata, non ha ravvisato elementi sufficienti per ritenere integrato un serio aggravamento del carico urbanistico, tenuto conto dell’assenza di indici deponente per la necessità di incremento degli spazi pubblici, delle infrastrutture e delle opere di cosiddetta urbanizzazione secondaria, per quanto emergente dagli atti
acquisiti. Era stata pure compiuta una concreta valutazione delle ricadute dal punto di vista della viabilità e della circolazione, come risultava dalle Determine del Comune di Latina n. 1841 e 1842 del 13 settembre 2024, di autorizzazione all’apertura degli esercizi commerciali.

Secondo la Corte Suprema, “alla giurisdizione compete quindi il potere-dovere di espletare il controllo di legalità, sia pure nell’ambito delle indicazioni di fatto offerte dal pubblico ministero, ragion per cui il tribunale non deve instaurare un processo nel processo ma svolgere l’indispensabile ruolo di garanzia, tenendo nel debito conto le contestazioni difensive sull’esistenza della fattispecie dedotta ed esaminando l’integralità dei presupposti che legittimano il sequestro”.

Come noto, l’indagine penale è stata chiusa con l’avviso di conclusione per i reati di lottizzazione abusiva in concorso e violazioni paesaggistiche: a dover rispondere sono il titolare della Green Building, la società che ha realizzato il centro commerciale in Via del Lido, Luigi Corica; la progettista Viviana Anagni; l’ex dirigente del Suap (attività produttive) del Comune di Latina, Stefano Gargano; infine, il funzionario comunale del Suap, Mario Petroccione.

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