CENTRALE NUCLEARE A B.GO SABOTINO, PD: “SERVE UNA STRATEGIA NAZIONALE PER IL FUTURO DELL’AREA”

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Centrale Nucleare di Latina attiva dal 1964 al 1986

Borgo Sabotino, dal decommissioning alla rigenerazione: serve una strategia nazionale per il futuro dell’area

Il PD di Latina denuncia che, mentre si è riaperto il dibattito sul nucleare in Italia, il decommissioning delle ex Centrali è ancora ben lontano dalla conclusione, determinando il persistere di servitù penalizzanti sul territorio.

La mancata realizzazione del Deposito unico nazionale sta causando pesanti ritardi, con conseguenze particolarmente negative proprio per l’ex Centrale di Borgo Sabotino, il cui decommissioning, per le specifiche caratteristiche tecniche, richiede tempi più lunghi e interventi di maggiore complessità e che, così procedendo, non si concluderà prima del 2055.

Di fronte a questa situazione, occorre rilanciare una forte iniziativa nei confronti del Governo, per evitare ulteriori ritardi e, al tempo stesso, garantire tutte le opportune procedure di trasparenza, sicurezza e monitoraggio da parte delle istituzioni locali e dei cittadini.

Nello specifico, il P.D. chiede di riattivare immediatamente il Tavolo regionale per la trasparenza del decommissioning delle ex Centrali di Borgo Sabotino e del Garigliano; di definire a livello comunale strumenti istituzionali permanenti di monitoraggio; di aggiornare la valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione residente.

A livello locale è anche necessaria una svolta nell’utilizzo dei fondi per le opere compensative (accordi di programma con SOGIN e contributi CIPESS): risorse significative non si possono disperdere in mille rivoli, ma vanno invece completamente finalizzate ad un grande progetto pluriennale di riqualificazione ambientale della Marina e della costa. Mentre va avanti il progetto di decommissioning, si può valutare l’utilizzo delle aree adiacenti all’ex Centrale per interventi legati alla produzione energetica, all’innovazione e alla ricerca.

Tutto ciò non può però avvenire in modo surrettizio e frammentato, ma a partire da un progetto organico che tenga conto delle attività compatibili con il decommissioning e sia finalizzato a ottimizzare ricadute sociali, economiche e di trasferimento di know-how sul territorio.

Al centro del progetto deve essere la produzione energetica da fonti rinnovabili, in particolare, viste le caratteristiche climatiche dell’area, un grande parco solare (fotovoltaico e agrivoltaico). Questo, oltre al suo valore intrinseco ai fini della transizione energetica, costituirebbe una infrastruttura energetica sostenibile decisiva per l’attrazione di investimenti privati nel campo dell’IA e per la costruzione di un ecosistema di servizi di trasferimento tecnologico alle imprese, con particolare riferimento all’economia circolare. Per realizzare un progetto significativo di riutilizzo del sito occorrono impegni precisi e risorse adeguate.

Per questo il P .D. chiede l’istituzione di un Tavolo nazionale per la valorizzazione dei siti delle ex Centrali nucleari, che coinvolga Governo, Regioni ed Enti territoriali interessati, SOGIN e TERNA, che assuma impegni diretti in termini di risorse da destinare al progetto e che delinei un quadro di convenienze volto ad attrarre investimenti privati.

Marco Cepollaro Segretario comunale del P.D. di Latina

Domenico Di Resta Coordinatore Forum “Innovazione, Ricerca, Imprese e Ambiente”

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