Il gruppo di cittadini denominato “Comitato Argine” ha formalmente sottoposto alle competenti Autorità giudiziarie, amministrative e contabili — tra cui la Procura della Repubblica, l’ANAC e la Procura della Corte dei Conti — una istanza relativa ad alcune dinamiche che avrebbero interessato la gestione del personale e le procedure concorsuali presso il Comune di Sperlonga nel biennio 2021-2022.
“L’iniziativa nasce dall’esigenza di fare piena luce su fatti emersi da fonti giornalistiche e atti di indagine, i quali delineerebbero un quadro di potenziale alterazione delle regole di trasparenza e merito nelle selezioni pubbliche. Al centro dell’istanza vi è la procedura per il profilo di Istruttore Amministrativo (Cat. D), la cui regolarità appare meritevole di un rigoroso approfondimento ispettivo.
Secondo quanto riportato dagli organi di informazione in merito a diverse attività tecniche di intercettazione, emergerebbero elementi che suggerirebbero una presumibile pianificazione delle prove d’esame. Si fa riferimento all’ipotesi di una consegna anticipata di tracce e contenuti a beneficio di singoli candidati, attraverso modalità che — se confermate — potrebbero configurare un condizionamento della commissione esaminatrice e una lesione della parità di trattamento tra i partecipanti.
Il Comitato solleva inoltre perplessità su un ipotizzato sistema di coordinamento volto a gestire lo scorrimento delle graduatorie tra diversi enti. Tale meccanismo, descritto in alcuni atti come un possibile “incastro” di assunzioni basato su rinunce mirate, parrebbe finalizzato a soddisfare interessi privati anziché l’esclusivo interesse pubblico.
L’aspetto di maggiore preoccupazione per la collettività risiede nelle conseguenze amministrative e contabili di tali presunte irregolarità. Qualora la genesi di un rapporto di lavoro pubblico risultasse viziata, si porrebbe il tema della legittimità di tutti gli atti gestionali e di spesa successivamente firmati dai soggetti interessati in veste dirigenziale, con il rischio di una nullità derivata e di un conseguente danno erariale.
Con questo atto, il Comitato Argine non intende formulare giudizi di colpevolezza — che spettano unicamente alla Magistratura — ma esercitare il proprio legittimo diritto di controllo sociale. Si richiede alle Autorità di verificare se vi sia stato un mercimonio della funzione pubblica e, in caso di riscontri oggettivi, di procedere con l’annullamento in autotutela dei provvedimenti viziati.
È fondamentale che le istituzioni forniscano risposte chiare per ripristinare la fiducia dei cittadini nella legalità e nell’imparzialità della Pubblica Amministrazione.
Se i fatti fossero confermati, l’aspetto più amaro di questa vicenda risiederebbe nel tradimento di chi ha partecipato con onestà e preparazione, ritrovandosi vittima di un ‘gioco già scritto’. In uno Stato di diritto, tale discriminazione appare intollerabile: il merito non sarebbe stato il criterio di selezione, ma il semplice alibi per un sistema di spartizione volto a calpestare i sogni e i diritti dei cittadini onesti”.
Così, in una nota, il Comitato Argine.
