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    Entrata della Cappella dell'Annunziata
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CAPPELLA DELL’ANNUNZIATA A CORI. A DUE PASSI DA LATINA UN GIOIELLO SCONOSCIUTO

in Attualità/Gallery

La Cappella della Ss. Annunziata a Cori si trova in Via dell’Annunziata proprio all’entrata del paese tra i Monti Lepini e i Colli Albani.

La Cappella fu fatta erigere nel 1411 dal potente cardinale spagnolo Pedro Fernandez De Frias ed era parte di un complesso agostiniano di origine medievale sorto nella prima parte del Duecento nei pressi del centro cittadino. L’Oratorio dell’Annunziata è situato ai margini della strada che, fin da età medievale, collegava Cori alla via Pedemontana. La sua fondazione risale al XIV secolo. Nell’Oratorio troviamo la Cappella dell’Annunziata, con i suoi affreschi (vedi immagini nella gallery) realizzati probabilmente in tre tempi ed ultimati nel XV secolo. I soggetti sacri rappresentano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, nonché storie di Santi e della tradizione locale. La Cappella di forma rettangolare con una grande volta a botte è interamente dipinta e rappresenta una delle più importanti decorazioni pittoriche del tardogotico del Lazio (video sotto).

Il cardinale committente era anche arcipresbitero della Basilica di San Pietro in Vaticano e fece decorare la cappella corese secondo i modelli iconografici raffigurati nella chiesa medievale vaticana. Una complessa storia di committenze e patronati, al confine con le proprietà dei Caetani, proseguì e concluse la decorazione di tutte le pareti alla morte del cardinale De Frias nel 1420. Altri due cardinali spagnoli, Alfonso Carrillo de Albornoz e Juan Cervantes de Llora, fecero completare i lavori insieme al nobile Juan de Tovar, lasciando i loro stemmi insieme a quello della corona di Castiglia, regione di provenienza di tutti i protagonisti. Anche il Comune di Cori partecipò alla decorazione pittorica commissionando al pittore privernate Pietro Coleberti il grandioso Giudizio Universale della controfacciata, compiuto intorno al 1430. Un’altra maestranza realizzò le maestose figure di Apostoli nel registro inferiore che per la qualità pittorica furono attribuite a un collaboratore del grande pittore fiorentino Masolino da Panicale, sodale di Masaccio a Roma e Firenze.

Una vera e propria perla a due passi dal capoluogo pontino, per lo più sconosciuta al grande pubblico.
I volontari della Pro Loco di Cori agiscono da guide per chiunque voglia approfondire la storia e il valore artistico di questo piccolo gioiello incastonato tra le colline che fa parte del Polo Museale del Lazio (Mibac – Ministero dei Beni Culturali). L’apertura del complesso (compreso un giardino/orto) dipende in teoria da un’anziana signora che apre i cancelli al pubblico, in ragione per cui la Pro Loco offre il suo contributo al fine di offrire un minimo di organizzazione per la fruizione del luogo e la divulgazione conoscitiva del medesimo.
Un luogo storico-artistico che meriterebbe un altro livello di comunicazione: basti pensare, ci dicono i volontari della Pro Loco, che nel 2017 dopo un servizio di Rai Tre si è avuta una massiccia affluenza di visitatori curiosi di approfondire richiamando l’attenzione di duemila persone.

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