CAMBIO APPALTO SERVIZI AGLI ASILI NIDO DI LATINA: “GARANTIRE I DIRITTI DEL PERSONALE”

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Cambio appalto servizi scolastici Asili nido comunali a Latina: “Garanzia dei diritti del personale educativo ed ausiliario. Richiesta incontro”

“Il cambio di appalto dei servizi educativi delle Strutture comunali del Comune di Latina non è una questione tecnica né burocratica. È una scelta politica e istituzionale che riguarda direttamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, allo stesso tempo, la qualità dei servizi educativi rivolti ai bambini e alle famiglie della città”, a spiegarlo, in una nota, è il sindacato FP CGIL.

“Le strutture comunali interessate svolgono una funzione pubblica essenziale. Chi vi lavora garantisce quotidianamente cura, educazione, inclusione e continuità educativa. Per questo il cambio di appalto deve essere governato con responsabilità e trasparenza2.

La FP CGIL ribadisce che il cambio di appalto è condizione imprescindibile per assicurare continuità occupazionale, stabilità contrattuale e pieno rispetto delle tutele economiche e normative del personale educativo e ausiliario.

“Qualsiasi soluzione che non assuma come riferimento un contratto collettivo nazionale realmente rappresentativo rischia di produrre un arretramento dei diritti e di aprire la strada a pratiche di dumping contrattuale e sociale”.

Su questo punto la posizione della FP CGIL è netta: “solo il CCNL delle Cooperative Sociali sottoscritto da CGIL, CISL e UIL garantisce effettivamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi scolastici. È l’unico contratto che assicura salari adeguati, diritti normativi certi, tutele occupazionali e pieno rispetto delle clausole sociali, ponendo al centro la dignità del lavoro e la qualità dei servizi educativi2.

La FP CGIL chiede quindi alla Sindaca di Latina e all’Assessore alla Pubblica Istruzione di assumere una posizione chiara e coerente, vigilando affinché il cambio di appalto avvenga nel pieno rispetto del CCNL Cooperative Sociali CGIL CISL UIL e dei diritti di tutto il personale coinvolto.

“La vertenza non riguarda solo i lavoratori, ma l’intera cittadinanza: non può esserci qualità nei servizi educativi senza qualità del lavoro”.

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