CALCUTTA E LA FIDANZATA PERSEGUITATI DA MORGAN

La fidanzata del cantautore di Latina, Calcutta, perseguitata da Morgan. Il caso oltreché giudiziario diventa social

“Odio parlare della mia vita privata anzi odio parlare ma adesso mi tocca. Oggi sono usciti diversi articoli che parlano di quello che ha dovuto subire la mia ragazza in questi 4 anni. Vi assicuro che i fatti atroci riportati sono solo una piccola parte di quelli accaduti e hanno modificato la nostra vita più di quanto si possa immaginare. La cronaca purtroppo parla troppo spesso di vicende simili che finiscono nel peggiore dei modi”.

Nelle Stories Instagram, il cantautore pontino Calcutta ha raccontato la dolorosa vicenda che ha coinvolto la sua fidanzata, Angelica Schiatti, in arte Angelica, e che è stata ricostruita da Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano.

Marco Castoldi, in arte Morgan, avrebbe infatti perseguitato la cantautrice, con la quale aveva avuto una frequentazione, con messaggi intimidatori, minacce di revenge porn, insulti al suo nuovo fidanzato e l’ingaggio di due persone per spaventarla. Vicende che hanno portato all’attivazione del Codice rosso, la legge che rafforza la tutela di chi subisce violenze, atti persecutori e maltrattamenti, e ad un processo per stalking e diffamazione che, però, è fermo da quattro anni.

Calcutta ha anche criticato Warner Music Italia, che “ha deciso di offrire un contratto a questo persecutore nonostante fosse a conoscenza dei fatti. Mi sembra giusto interrompere ogni mio possibile rapporto lavorativo con questa etichetta”, perché “chi si comporta così restando in silenzio ai miei occhi è complice”. La replica della casa discografica è arrivata a stretto giro: “Warner Music Italy, alla luce dei contenuti e dei messaggi emersi e riportati dalla stampa italiana in data odierna ha dato mandato ai propri legali di interrompere il rapporto contrattuale in corso con l’artista Morgan”. La Rai ha invece precisato di non avere “nessun contratto in essere con Morgan”. 

Come ricostruito da Selvaggia Lucarelli, Angelica e Morgan, entrambi monzesi, si erano conosciuti e frequentati per la prima volta nel 2014. Nel 2019 si erano riavvicinati ma il rapporto, piuttosto burrascoso, si era chiuso dopo tre mesi per decisione di lei. Nel 2020, Morgan era diventato pressante, e Angelica lo aveva denunciato per stalking e aveva ottenuto l’attivazione del Codice Rosso. Il cantautore aveva subito una perquisizione a casa mentre Angelica, spaventata, aveva lasciato la sua casa e si era trasferita dal padre. I messaggi, però, erano continuati, ed anzi erano arrivate anche le minacce di pubblicare i video erotici che lei gli aveva inviato tempo prima. In una chat di gruppo, chiamata “InArteMorgan”, lui aveva addirittura scritto “e adesso…vi sparo una tripletta di video porno di A. che vi mettono a posto per qualche anno”.

Morgan avrebbe contattato anche la famiglia, le amiche e i collaboratori di Angelica. Morgan aveva scritto anche al nuovo fidanzato di Angelica, Calcutta: “Tu possa essere maledetto e andare dove sta tua madre infame cane”. Il cantautore aveva anche preso in affitto una casa a pochi metri dall’abitazione di Schiatti, fino alla vicenda più grave che sarebbe avvenuta nell’estate del 2021. Morgan avrebbe infatti assoldato due ragazzi, uno dei quali pregiudicato, per pedinare e intimidire lei e Calcutta, invitandoli a tirare anche un pugno in faccia a lui. Nelle chat tra Morgan e i due ragazzi compare persino la foto della casa.

A quattro anni dalla prima denuncia, e a tre dal rinvio al giudizio, il processo è stato spostato da Monza a Lecco ma non è stato mai emesso un divieto di avvicinamento. L’udienza preliminare è stata celebrata il 10 ottobre 2023. Il 31 maggio 2024, davanti al nuovo giudice, i legali di Morgan hanno cercato per l’ennesima volta di trovare un accordo, nonostante l’opposizione dell’avvocata Maria Nirta. La prossima udienza è fissata il 13 settembre 2024.

Angelica ha pubblicato sui social un post per ringraziare tutti della vicinanza: “Grazie di cuore per la solidarietà e l’affetto che sto ricevendo da molti di voi. Sono stata in silenzio quattro anni e continuerò a restarci (tanto sono i fatti che parlano per me) sperando che la giustizia possa fare il suo corso in tempi umani. Mi sono sentita e mi sento molto sola e abbandonata dalle istituzioni. Questa mia è la condizione di una donna che trova il coraggio per denunciare in Italia, che cerca di difendersi e di tutelare la propria dignità e che non dovrebbe mai essere lasciata sola”.

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