CALCI E PUGNI ALL’ALIMENTARI DI SABAUDIA E FURTO DEL COLLIER DELLA 70ENNE: CONDANNATA UNA COPPIA

Rapina aggravata e lesioni personali a Sabaudia: condannata la coppia arrestata nel 2024 dai Carabinieri

Il terzo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Mario La Rosa, ha condannato i due imputati, Catia Padovan e Abderrahim Essaadaoui, difesi dagli avvocati Mauco Falsetti e Ernesto Renzi, derubricando le due rapine di cui erano accusati in furto semplice e furto con strappo. La donna è stata assolta per un episodio di lesioni e condannata per un altro, motivo per cui la pena comminata è di 4 anni e 4 mesi. L’uomo, compagno dell’imputata, invece, ha rimediato una pena a 1 anno e 2 mesi, rimanendo in essere solo il reato di furto semplice. Il pubblico ministero Francesco Caporotundo, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto per Padovan la pena di 6 anni, mentre per Essaadaoui una condanna a 5 anni e 3 mesi di reclusione.

Entrambi sono accusati di aver aggredito e rapinato un uomo a Sabaudia nel 2024; al contempo la donna è accusata anche di un’altra rapina ai danni di un’anziana, nel settembre 2024. Per quest’ultimo episodio, la donna ha subito al condanna per lesioni.

Interrogata nell’ultima udienza di dicembre, l’imputata ha fornito la sua versione, asserendo che nel suo caso ci sarebbe stato uno scambio di persona: secondo la donna, infatti, poco dopo il suo arresto, ce ne fu un altro, a carico di un ulteriore donna che in qualche modo poteva somigliare a lei. Una circostanza richiamata anche oggi, 13 marzo, anche dal suo avvocato Falsetti che ha chiesto al Tribunale di acquisire un paio di articoli di giornale e di interrogare il Comandante della Stazione dei Carabinieri che ha eseguito l’arresto di una donna che dovrebbe somigliare all’imputata. Una richiesta respinta sia dal pubblico ministero che dal Tribunale.

L’arresto degli imputati risale ad ottobre 2024 quando, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, i Carabinieri della Stazione di Sabaudia eseguirono l’ordinanza a carico dei due trentottenni.

I due soggetti sono stati ritenuti gravemente indiziati della rapina messa a segno la sera del 24 agosto 2024, quando, entrando in un negozio di generi alimentari per acquistare bottiglie di birra, senza una plausibile motivo, avrebbero iniziato a inveire nei confronti di un cliente e, successivamente, dopo averlo colpito con calci e un bastone in legno, gli avrebbero asportato il cellulare e la somma in denaro di 40 euro, per poi dileguarsi a bordo di un’autovettura.

Nel frangente, la vittima era stata portata presso l’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina per le cure del caso. Come detto, la donna risultava gravemente indiziata anche della rapina di un collier in oro in danno di una settantaduenne, avvenuta in strada, il 20 settembre 2024. Anche in questo caso la vittima, che sarebbe stata colpita con una testata, aveva dovuto fare ricorso alle cure mediche. 

Le investigazioni dei Carabinieri avevano permesso di ricostruire quanto accaduto a seguito delle denunce delle vittime, circostanziando ed approfondendo tutti gli elementi raccolti e, all’esito dell’attività di indagine, l’Autorità Giudiziaria aveva emesso nei loro confronti una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Entrambi, sia l’uomo che la donna, avevano deciso di rispondere nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, sostenendo di non aver aggredito la vittima, ma di essersi solo difesi in quanto sarebbe stato l’uomo a cominciare per primo.

Nell’udienza di dicembre scorso, su istanza della difesa, dopo oltre un anno di domiciliari, il Tribunale di Latina aveva concesso alla donna la misura più lieve del divieto di avvicinamento alle persone offese, nell’arco di 500 metri. Dopodiché, per altri fatti, la donna è stata arrestata di nuovo, tanto che oggi, 13 marzo, ha assistito alla sua ultima udienza dopo essere stata tradotta dal carcere presso il Tribunale di Piazza Buozzi.

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