Latina: si è concluso il rito abbreviato condizionato per Alessio Spinelli, fratello dei gemelli “ras” delle Arlecchino
Una pena sospesa (con non menzione) a 1 anno e 4 mesi per il 25enne Alessio Spinelli, difeso dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, accusato di spaccio di sostanza stupefacenti. A pronunciare la sentenza col giudizio abbreviato condizionato all’escussione del fratello dell’imputato, è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, a fronte della richiesta a 4 anni di reclusione invocata dal pubblico ministero Giuseppe Aiello. Le motivazioni della sentenza saranno disponibili entro 90 giorni. Riconosciuta l’ipotesi lieve dello spaccio e applicata una multa di 1200 euro. Ad ogni modo, per il 25enne, dopo la sentenza, è stata ordinata dal giudice l’immediata liberazione.
La difesa, nell’arringa, ha chiesto che il reato fosse riqualificato in favoreggiamento, sulla scorta dell’escussione del fratello dell’imputato, Yuri Spinelli, il quale lo ha scagionato spiegando che la droga era sua e che il fratello l’aveva solo spostata.
Alessio Spinelli, come noto, è il fratello dei gemelli ventunenni Yuri e Mattia Spinelli, considerati dagli inquirenti i leader del sodalizio che spadroneggia nella piazza di spaccio delle case Arlecchino e che ha iniziato la cosiddetta stagione delle bombe nell’ambito della criminalità latinense.
Lo scorso 17 febbraio, è stata respinta l’istanza di patteggiamento e accolto invece il rito abbreviato condizionato. Lo scorso gennaio, per Alessio Spinelli era stata concessa la misura meno afflittiva dei domiciliari rispetto a quella del carcere.
A novembre scorso, il Tribunale del Riesame di Roma aveva lasciato in carcere il 25enne, così come Giovanni Furno, difeso dall’avvocato Marco Nardecchia. Entrambi erano stati arrestati nel corso della medesima operazione della Polizia di Stato.
Erano stato discussi il 19 novembre scorso, davanti al Tribunale del Riesame di Roma, i due ricorsi per conto dei due dei tre arrestati per spaccio di droga in due distinte, ma connesse, operazioni anti-droga eseguite dalla Polizia di Stato tra Aprilia e Latina. L’unico a non proporre ricorso al Riesame era stato Yuri Spinelli.
Furno era stato arrestato venerdì 7 novembre insieme a Yuri Spinelli. Dopodiché, in seguito ad una perquisizione domiciliare, era scattato l’arresto del 25enne Alessio Spinelli, per il quale i difensori avevano sempre sottolineato l’incensuratezza e l’estraneità agli affari criminali della famiglia, oltreché alla circostanza di avere un lavoro.
Dopo l’arresto, tutti e tre avevano parlato nell’ambito degli interrogatori di convalida degli arresti davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, dovendo rispondere dell’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
L’attività investigativa era nata dall’intuito degli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Aprilia, diretto dal commissario capo Antonino Cinque, impegnati nei consueti servizi di controllo del territorio lungo la Strada Statale 148 “Pontina”. Nel pomeriggio del 7 novembre, i poliziotti della Volante “Aprilia 1”, mentre transitavano in direzione di Latina, avevano notato un’autovettura di piccole dimensioni procedere a forte velocità nei pressi dello svincolo di Campoverde. Insospettiti dalla condotta di guida, i poliziotti avevano deciso di procedere al controllo del veicolo.
A bordo dell’auto si trovavano due uomini che, sin dai primi momenti, avevano mostrato un evidente stato di agitazione. L’attento esame del veicolo aveva permesso agli agenti di notare alcune anomalie, tra cui il nottolino di accensione divelto e la presenza, sul pianale posteriore, di una busta nera contenente un involucro sospetto.
Grazie al tempestivo intervento di una seconda pattuglia di supporto, gli agenti avevano proceduto alla perquisizione del mezzo e delle persone. All’interno della busta era stato rinvenuto un panetto, accuratamente confezionato, contenente una sostanza solida biancastra che, a seguito di narco-test eseguito presso il Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica di Latina, era risultata essere cocaina per un peso complessivo di oltre un chilogrammo.
Nel corso delle operazioni, gli operatori avevano rinvenuto anche circa 2.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, nonché due telefoni cellulari, sottoposti a sequestro per i successivi approfondimenti investigativi.
I due uomini a bordo del veicolo, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale — uno dei quali, per l’appunto, Yuri Spinelli, fratello di Mattia Spinelli, precentemente arrestato dalla Squadra Mobile di Latina per reati di estorsione di maltrattamenti e stalking, mentre l’altro, Giovanni Furno, è il padre di Simone Mario Furno, 27 anni, arrestato sempre dalla Squadra Mobile, abitante nelle case Arlecchino, per detenzione di un’arma clandestina — erano stati arrestati e condotti in carcere con divieto di incontro tra loro, in attesa della convalida. L’arresto era stato disposto dal pubblico ministero Giuseppe Miliano che, successivamente, ha chiesto per tutti il giudizio immediato. L’autovettura, risultata appartenente a una società di noleggio e non oggetto di furto, è stata sottoposta a sequestro penale.
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SPACCIO DI DROGA ALLE “ARLECCHINO”: ARRESTATO ANCHE L’ALTRO GEMELLO
A seguito dei fatti emersi, gli investigatori della Squadra Mobile di Latina, diretti dal dirigente Giuseppe Lodeserto, avevano attivato ulteriori accertamenti presso le abitazioni dei due arrestati. Nell’ambito di tali verifiche, un terzo individuo, per l’appunto il fratello dei gemelli Spinelli, era stato trovato in possesso di una quantità di sostanza stupefacente, in particolare circa 80 dosi già confezionate e pronte per essere vendute al dettaglio.
In particolare, gli arresti di Yuri Spinell, considerato il leader dello spaccio alle case Arlecchino di Latina, insieme al gemello Mattia Spinelli, e Giovanni Furno avrebbero dato importanti conferme al quadro investigativo degli ultimi mesi, nel quali l’attenzione delle forze dell’ordine e della Procura di Latina si è concentrata sul mercato della droga impiantato alle case popolari tra Via Guida Rossa, via Bachelet e Via Galvaligi. L’imposizione di alcune tariffe sulla droga, l’immissione rilevante nel mercato di crack e alcuni metodi violenti, oltreché alle modalità dello spaccio con le auto a noleggio in modo da confondere chi indaga, ha scatenato peraltro anche una faida tra gruppi criminali con almeno quattro attentati a colpi di bombe avvenuti nel mese di settembre. Per tali attentati sono stati arrestati entrambi i gemelli Spinelli insieme ad altri due sodali. Senza contare anche gli avvertimenti di fuoco e molotov dei pusher delle Arlecchino ai residenti della zona che hanno osato alzare la testa e denunciare il degrado e lo smercio di droga nella zona.
Ad ogni modo, Furno, interrogato dal Gip Cario, aveva spiegato che avrebbe affittato l’auto a noleggio – una Fiat 500 -, senza sapere che qualcuno gli avrebbe messo della droga all’interno. Furno avrebbe affittato il mezzo, lasciato aperto in un posto e ripreso con la sostanza inserita all’intero a sua insaputa. Seconda la sua versione, l’uomo si era recato ad Aprilia per finire un lavoro. Yuri Spinelli, invece, aveva dichiarato di non avere nulla a che fare né con il noleggio dell’auto né con la droga trovata dai poliziotti: avrebbe solo accompagnato Furno a Campoverde per fare alcune compere di vestiti. Insomma, una serie di contraddizioni dei due soggetti che ha determinato la scelte del giudice per le indagini preliminari.
Anche il terzo arrestato, il fratello maggiore dei gemelli Spinelli, aveva negato le accuse, dichiarando di non avere nulla a che fare con la droga rinvenuta a casa in una traversa di Via del Lido, nel corso della perquisizione dei poliziotti della Squadra Mobile. All’interno della busta trovata nella sua disponibilità, i poliziotti avevano trovato circa 35 grammi di cocaina divisa in oltre 80 dosi.
Al termine degli interrogatori, il Gip Cario aveva convalidato gli arresti e disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e tre i coinvolti nell’operazione anti-droga. Anche per il terzo fratello degli Spinelli, la versione fornita non era stata apprezzata come credibile dal giudice, ritenendo che avesse saputo del contenuto illecito della busta lasciata tra la vegetazione di fronte all’abitazione monitorata dalla Polizia.
Oggi, a distanza di quasi cinque mesi, è arrivata la sentenza di condanna per spaccio ma con il cosiddetto comma 5, che prevede l’ipotesi più lieve del reato.
