Il Partito Democratico di Gaeta – Circolo “Gino Valente” sullo stato di degrado e abbandono della Biblioteca Comunale “Salvatore Mignano”
Sono passati quattro mesi da quando il PD di Gaeta denunciò pubblicamente lo stato di palese abbandono e pericolo in cui versa la Biblioteca Comunale, in particolare per quanto riguarda i servizi igienici, chiusi per motivi di sicurezza. Pubblicammo anche delle fotografie a testimonianza di quanto affermato, dalle quali emergeva un parziale crollo del soffitto.
“Dopo la nostra denuncia a mezzo stampa, è partito il consueto teatrino di questa maggioranza: l’assessora e vicesindaca Gianna Conte inoltrò una segnalazione all’allora assessore ai Lavori Pubblici Luigi Gaetani e al dirigente competente. Il sindaco Leccese, constatando il crollo del soffitto dovuto a un’infiltrazione, annunciò un sopralluogo immediato e dichiarò che già il giorno successivo avrebbe disposto un intervento di somma urgenza per evitare la sospensione delle attività della biblioteca. Il risultato di queste dichiarazioni? Il nulla assoluto.
A quattro mesi di distanza, la situazione è rimasta esattamente la stessa. E meno male che si trattava di un intervento di “somma urgenza”: immaginiamo cosa sarebbe accaduto con un intervento ordinario”.
“La Biblioteca Comunale, unico spazio ancora utilizzabile dai giovani gaetani per studiare, ha i bagni ancora inagibili e, per questo motivo, rischia di essere inutilizzata o sottoutilizzata. Senza contare il tema della sicurezza, che non può certo essere considerato secondario”.
La segretaria del PD, Chiara De Conca, afferma: “Questa amministrazione di centrodestra parla di cultura, provando perfino a far diventare Gaeta capitale nazionale, e di giovani, attraverso un festival costosissimo e dai risultati discutibili. In realtà, “cultura” e “giovani” restano soltanto un pretesto per finanziare lautamente iniziative asfittiche e prive di reali ricadute sul territorio. La dimostrazione è che i giovani, soprattutto quelli con un più alto livello di istruzione, continuano ad andare via da Gaeta. Sulla cultura in città, invece, stendiamo un pietosissimo velo”.
