“Terracina è inaccessibile. Governare una città attraverso gli occhi dell’inclusione significa vivere in prima persona le barriere quotidiane per progettare spazi urbani realmente accessibili a tutti. Le ulteriori polemiche estive sollevate sull’accessibilità delle spiagge comunali, legate ai ritardi dell’Amministrazione, e del resto della città ripone l’accento sulla disconnessione tra le esigenze dei cittadini e dei turisti; la meta di una città turistica, aperta e accogliente; la pianificazione degli investimenti, supportata dagli atti approvati e dalle risorse stanziate e da intercettare. Eppure il percorso virtuoso era stato tracciato: nel 2024 quando ero Assessore Terracina si era dotata del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), approvato con una delibera di giunta”.
Esordisce Sara Norcia, già consigliere alla Provincia di Latina e assessore-consigliere al Comune di Terracina.
“Un modello che monitora sia gli edifici sia la viabilità che i servizi collettivi. Però lo “strumento fondamentale”, lo definì il Sindaco, è stato ignorato e che ora sta minando il futuro della comunità. L’assenza di interventi organici e risorse a supporto delle progettualità è l’ostacolo successivo alle difficoltà del percorso cittadino: dai marciapiedi impraticabili agli scivoli occupati, al vuoto di rampe e ascensori fino alle strade dissesstate ricche di crateri e alle discese in spiaggia inaccessibili anche nel resto dell’anno.
Si tratta di una realtà quotidiana spesso invisibile, di fronte ai mancati cambi di passo e della continuità delle istituzioni sull’accessibilità”, sottolinea Norcia, la quale evidenzia: “La battaglia non riguarda solo le persone con disabilità, ma è estesa ad anziani, famiglie e inabili temporanei. Così il rinvio del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) allontana Terracina da una città a misura d’uomo, nel solco di una comunità resiliente, sostenibile, partecipativa e solidale. Occorre coniugare visione, interventi e fondi strategici, perché l’accessibilità non può restare una promessa sulla carta. La rinuncia della libertà è una sconfitta tombale per una società civile”.
Infine, Norcia rivolge “un appello a tutela della vulnerabilità, spogliando il dibattito dalla retorica elettorale: le barriere più difficili da abbattere sono culturali, collegate da indifferenza, superficialità e consapevolezza. Perché una città condivisa si misura dalla vivibilità globale di una comunità armoniosa”.
