Le Segreterie Generali di FP CGIL e UIL FPL hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione per tutto il personale dell’Azienda Speciale di Terracina. Una decisione inevitabile, arrivata dopo il muro di silenzio eretto dal Comune e dai vertici dell’Ente di fronte alle legittime preoccupazioni dei lavoratori.
La Crisi si è sviluppata tra sentenze e silenzi Istituzionali inammissibili: al centro della protesta, gli effetti della recente sentenza del Giudice del Lavoro di Latina (n. 24 del 07/01/2026), che getta un’ombra inquietante sul futuro contrattuale dei dipendenti e sulla tenuta dei servizi essenziali ai cittadini in ambiti socio-assistenziali, scolastici e digitali.
Nonostante la delicatezza del momento, l’Amministrazione Comunale e la Presidenza dell’Azienda hanno scelto la strada dell’indifferenza, ignorando le ripetute richieste di confronto.
“Abbiamo dimostrato un senso di responsabilità infinito, garantendo servizi vitali alle fasce più fragili della città”, dichiarano Vittorio Simeone e Ida De Masi. “Ma non permetteremo a nessuno di giocare con la pelle dei lavoratori e il futuro delle loro famiglie. Il tempo delle attese è scaduto”.
Le Organizzazioni Sindacali hanno formalmente investito della questione la Prefetta di Latina, chiedendo l’immediata attivazione delle procedure di conciliazione e raffreddamento previste dalla legge.
Ma la battaglia non si fermerà nelle stanze istituzionali. La protesta scende in strada: i sindacati annunciano fin da ora che, a breve, verrà indetta una grande Assemblea con Sit-in proprio sotto le finestre del Comune di Terracina e faremo sentire la nostra voce.
Le rivendicazioni sono chiare: salvaguardia dell’occupazione e dei servizi pubblici e lotta alla privatizzazione. “Il Comune deve rispondere ai suoi dipendenti e alla città. Se pensano che resteremo a guardare mentre il futuro dell’Azienda Speciale viene messo a rischio, si sbagliano di grosso. Siamo pronti a tutto per difendere la dignità del lavoro”.
