Era il 16 gennaio del 2017 quando il Giudice Monocratico del Tribunale di Latina escludeva dalla escussione di un testimone e dalla discussione l’Avvocato Pasquale Cardillo Cupo, difensore di un settantenne pontino, chiedendo al difensore di autenticare la nomina come difensore di fiducia dell’imputato.
L’avvocato Cardillo Cupo si rifiutava di procedere con l’autentica della firma, evidenziando al Magistrato come in realtà trattandosi di una semplice nomina, e non di una procura speciale, l’autentica fosse per legge superflua e quindi si rifiutava di aderire alla richiesta del Giudice, il quale a questo punto procedeva a escludere l’avvocato Cupo dall’aula, nominava per l’imputato un difensore di ufficio e proseguiva l’udienza. All’esito della discussione l’uomo veniva condannato per maltrattamenti in famiglia alla pena di un 1 anno e 5 mesi di reclusione.
L’avvocato Cardillo Cupo a questo punto predisponeva atto di appello in favore dell’imputato, evidenziando la grave violazione di legge e di procedura operata dal Giudice, chiedendo alla Corte di Appello di Roma che la Sentenza venisse dichiarata nulla, quindi giuridicamente inesistente, per la grave violazione dei diritti della difesa.
Oggi si è celebrato il giudizio di Appello innanzi alla terza Sezione della Corte di Appello di Roma, dove l’uomo assistito dall’Avvocato Pasquale Cardillo Cupo e dall’Avvocato Marialibera De Santis, ha visto accogliere le doglianze della difesa e dichiarare la nullità della Sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Latina, nonostante la ferma opposizione del Procuratore Generale che riteneva viceversa corretto l’operato del Giudice di primo grado.
Adesso gli atti torneranno indietro a Latina e dovrà celebrarsi da capo tutto il processo davanti a un nuovo Giudice. Soddisfatto l’avvocato Cardillo Cupo, che ha commentato come “la legge sia uguale per tutti, anche per i Giudici che la applicano”.
