AVEVA INTESTATO IL LOCALE A TUE TESTE DI LEGNO: SEQUESTRATO “LA LUCCIOLA”

Latina, sequestrato il locale sul lungomare di Latina “La Lucciola”: il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri

Oggi, su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, presso il capoluogo pontino, il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, diretto dal tenente colonnello Antonio De Lise, coadiuvato nella fase esecutiva dai Carabinieri competenti per territorio, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, Giuseppe Molfese.

Il provvedimento scaturisce dalla richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un 46enne pontino, fortemente indiziato di aver intestato l’intero capitale sociale a degli interposti pur restando egli di fatto il vero dominus dell’intera compagine societaria. Il reato ipotizzato è intestazione fittizia di beni.

Gli accertamenti dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, sotto la direzione del sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Miliano, sono stati sviluppati a seguito di un’attività di contrasto a reati contro il patrimonio e l’economia che hanno consentito di riscontrare una sospetta operazione commerciale oggetto dell’odierno sequestro.

Le indagini hanno consentito di dimostrare che il 46enne, Ivan Raponi, per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale, ha intestato fittiziamente le quote societarie a due interposti.

Il 46enne, menzionato anche dai collaboratori di giustizia Agostino Riccardo e Renato Pugliese, come amico e persona vicina a personaggi del clan Travali, pur non essendo mai stato indagato per vicende connesse alle attività criminali del sodalizio, aveva quindi intestato senza alcuna ragione apparente il proprio locale a due persone. Un fatto che ha attirato l’attenzione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Procura. Oggi, il sequestro di un locale conosciuto da tutti nel capoluogo di provincia.

Al momento, il 46enne figura come dipendente del locale, ma in passato era uno dei soci del locale sul lungomare di Latina. Secondo i Carabinieri, invece, l’uomo sarebbe il titolare di fatto della società che gestisce il locale. Fino al 2019, la società che gestiva il locale era “La Lucciola srl”, poi è subentrata la “Fabbrik srls”, intestata fino all’autunno scorso a un cameriere del locale.

Questi passaggi hanno insospettivo gli investigatori dei Carabinieri, convinti che il titolare, che ha precedenti per droga, volesse così evitare indagini a suo carico. Peraltro nel locale ha lavorato anche Giancluca Campoli, cognato del leader del sodalizio Travali, Angelo “Palletta” Travali, soggetto con cui il 46enne parrebbe aver intrattenuto un legame piuttosto solido.

Infine, ad avvalorare l’ipotesi dei Carabinieri, c’è una circostanza avvenuta nella scorsa primavera quando il 46enne, nel corso di un controllo del Nucleo Ispettorato del Lavoro, si interfacciò in prima persona pur non figurando come titolare del locale, invece del titolare formale, in realtà suo socio.

“Raponi – scrive il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese nel decreto di sequestro del ristorante – avrebbe acquisito informazioni dal clan Travali-Di Silvio su un possibile suo coinvolgimento nell’attività investigativa condotta dalla procura pontina”. È stato il collaboratore di giustizia, Renato Pugliese, a riferire di essere stato lui stesso, su precisa disposizione di Angelo Travali, ad avvisare Raponi di un’indagine che avrebbe portato a un’operazione delle forze dell’ordine.

Da qui i timori di essere coinvolto in qualche inchiesta con il possibile sequestro di beni. Ecco perché “in ragione delle notizie riservate acquisite e dei procedimenti penali pendenti a suo carico fa presumere – spiega il Gip Molfese – che abbia deciso di liberarsi delle quote de La Lucciola srl per poi costituire la Fabbrik srls intestandola formalmente a dei prestanome”.

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