AURORA LIVOLI, LA PRIMA VITTIMA NELLA METRO: “VALDEZ MI DICEVA: “STAI ZITTA, MORIRAI”

Aurora Livoli
Aurora Livoli

Ha ammesso di essere l’uomo che ha tentato di rapinare la 19enne peruviana, poco prima l’omicidio di Aurora Livoli. Il 57enne peruviano, indagato per la ragazza trovata morta in un condominio di Milano, Emilio Gabriel Valdez Velazco, ha reso dichiarazioni spontanee sull’aggressione precedente contro una coetanea della vittima, per cui è finito in carcere. Per l’omicidio di Aurora, invece, verrà interrogato il prossimo 8 febbraio.

Il 57enne era stato arrestato prima di essere indagato per la morte di Aurora Livoli, per una tentata rapina avvenuta la stessa sera del 28 dicembre alla stazione della metropolitana milanese di Cimiano.

Velazco è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza della banchina della metro mentre provava a sottrarre il telefonino a una 19enne, stringendole il braccio attorno al collo e tappandole la bocca con l’altra mano. La ragazza era riuscita a liberarsi e a riappropriarsi del cellulare, ricevendo l’aiuto dei passeggeri del convoglio appena arrivato, costringendo così l’aggressore alla fuga.

L’uomo era riuscito a scappare confondendosi tra la folla, poco prima di essere immortalato mentre camminava dietro ad Aurora Livoli, trovata morta nel cortile di un palazzo della zona, in via privata Paruta, la mattina del 29 dicembre.

Immagini che hanno portato gli inquirenti ad accusarlo anche dell’omicidio della ragazza, che, secondo le ipotesi formulate finora, avrebbe strangolato dopo un tentato o avvenuto abuso sessuale.

Fermato per la tentata rapina, Velazco non ha risposto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, Nora Lisa Passoni, nell’interrogatorio di convalida, ma ha ammesso tramite dichiarazioni spontanee di essere l’uomo ripreso nella metropolitana.

Il 57enne di origine peruviane, già noto alle forze dell’ordine per accuse e una condanna per violenza sessuale e irregolare sul territorio italiano, ha aggiunto inoltre di essere stato quella sera “sotto l’effetto di sostanze stupefacenti“. L’uomo è difeso dall’avvocato Massimiliano Migliara. I precedenti per le violenze sono relativi al 2019, al 2024 e al 2025, ma il 57enne ha scontato il carcere a Pavia solo per la violenza sessuale commessa nel 2019. Espulso due volte dall’Italia, nella sua fedina penale ci sono reati di rapina aggravata, violenza sessuale e immigrazione clandestina.

La stessa 19enne aggredita sulla banchina della metropolitana ha sporto denuncia raccontando quanto subito. Il giorno dopo, la ragazza si è presentata in caserma dei Carabinieri a Pioltello per sporgere denuncia. Di ritorno da una serata al cinema, la giovane si era recata a Cimiano per prendere il treno della M2 per Gessate, perdendolo per poco. È così che era rimasta da sola sulla banchina: “All’improvviso qualcuno mi ha afferrato violentemente alle spalle: era un uomo, che mi stringeva il collo con un braccio. In spagnolo, mi ha detto di consegnargli il cellulare e io ho fatto come diceva. Poi mi ha ordinato di alzarmi e ha iniziato a spingermi verso i binari: ho pensato che volesse uccidermi. Io ho puntato i piedi facendo forza e lui ha cambiato direzione, portandomi verso le scale”. Lungo il tragitto, Valdez continuava a ripetere: “Stai zitta, ora morirai”. Dopo poco, è arrivato un convoglio: “Pure lui l’ha sentito, si è spaventato e mi ha messo l’altra mano sulla bocca. Mi sono tornate le forze in qualche modo, sono riuscita a divincolarmi, a riprendermi lo smartphone e a gridare “Aiuto, aiuto”.

Valdez Velazco, sorpreso dalla reazione della 19, avrebbe alzato le mani, dicendo ai passeggeri che incrociava: “È mia moglie, è mia moglie”. È a quel punto che la 19 ha chiama il 112, ma ormai il cinquantasettenne è già sparito nel nulla. La 19enne è stata presa in carico dall’ospedale San Raffaele da cui è stata dimessa con 7 giorni di prognosi. Quando i militari l’hanno chiamano per visionare filmati e foto, lei non ha esitato: “È lui, lo riconosco”, dice indicando il volto schedato del connazionale, preso il pomeriggio del 30 vicino allo stabile di Cologno in cui viveva con la compagna.

Articolo precedente

LINEE D’INDIRIZZO PER CASE DI COMUNITÀ: “NUOVE STRUTTURE, UNA RISPOSTA AI BISOGNI”

Articolo successivo

CISTERNA-VALMONTONE, IL SINDACO DI VELLETRI RINGRAZIA SALVINI: “È UN VOLANO DI SVILUPPO”

Ultime da Cronaca