Auroro Livoli: la ragazza 19enne di Monte San Biagio è stata strangolata. È questa l’ipotesi dei Carabinieri e della Procura di Milano
Un omicidio che si sarebbe consumato in circa 45 minuti. Dopo aver molestato una ragazza peruviana sulla metro, il peruviano di 57 anni, Emilio Gabriel Valdez Velazco, avrebbe fermato Aurora Livoli con cui si sarebbe introdotto nel condominio di Via Paruta, a Milano.
Valdez Velazco, irregolare e con un precedente penale per violenza sessuale datato 4 agosto 2019, è stato fermato dai carabinieri per la tentata rapina in metropolitana e indagato per omicidio nell’inchiesta aperta dal pm Antonio Pansa sulla morte della diciannovenne sparita da Monte San Biagio lo scorso 4 novembre. Come tristemente noto, la 19enne è stata ritrovata senza vita a fine dicembre.
Secondo quanto trapela, i primi esiti dell’autopsia, eseguita ieri dopo il riconoscimento da parte dei genitori adottivi, dicono che la ragazza sarebbe stata strangolata. Ci sarà da attendere i risultati dei test istologici per capire se sia stata anche violentata.
La ricostruzione dei carabinieri inizia alle ore 22 del 28 dicembre, quando Valdez Velazco, in Italia da una decina d’anni e con un domicilio a Cologno Monzese (dove viveva da un paio d’anni con una donna), aggredisce la connazionale di 19 anni sulla banchina della fermata Cimiano della M2: l’uomo la sorprende alle spalle, le stringe un braccio attorno al collo per strapparle lo smartphone e le mette l’altra mano sulla bocca per impedirle di urlare. Valdez Velazco trascina la diciannovenne sulle scale e le dice in spagnolo: “Adesso ti ammazzo, ti spezzo il collo”.
Lei vede arrivare un convoglio della M2 e trova la forza di divincolarsi e di chiedere aiuto ai passeggeri appena scesi. Il cinquantasettenne scappa, girando al contrario il giubbotto double face che indossa. Poco dopo, incontra Aurora, visto che la fermata Cimiano dista poche centinaia di metri da via Paruta. Gli inquirenti non escludono che i due si conoscessero già.
Alle 22.45, una delle telecamere del super condominio ai civici 74-76 li immortala insieme: lei davanti e lui subito dietro. Attorno all’1 di notte, lo stesso occhio elettronico certifica la prima uscita di Valdez Velazco dal cancello: con ogni probabilità, in quel momento Aurora è già morta. Poco dopo, l’uomo rientra nel complesso residenziale, per andarsene definitivamente alle 3.30 in direzione Cascina Gobba.
Alle 8.30, il custode dello stabile scopre il corpo di Aurora e chiama il 112. Nelle stesse ore, la 19enne peruviana aggredita la sera prima va in caserma a Pioltello per sporgere denuncia: il volto del rapinatore ripreso dalle telecamere, inserito nel software per il riconoscimento facciale, rimanda un’altissima compatibilità con quello schedato di Valdez Velazco. La ragazza riconosce i suoi lineamenti in un album fotografico, dopodiché il 57enne viene rintracciato il pomeriggio successivo a Cologno Monzese.
Prima della morte, Aurora Livoli aveva fatto perdere praticamente le sue tracce ai genitori e alla famiglia. Sin dal 26 novembre, giorno della telefonata ai genitori in cui dice loro che stava bene. Da quel momento, il cellulare della ragazza non aggancia più celle telefoniche. Il 10 dicembre i genitori denunciano la scomparsa, pur con allontanamento volontario di Aurora. La ragazza, però, prima di morire, era stata identificata in due occasioni dalla Polizia di Stato.
La mattina dello scorso primo dicembre, un egiziano minaccia con un taglierino il custode di uno stabile di Rho, a Milano. Il portinaio, che non lo ha mai visto prima, chiama il 112. Il nordafricano non è da solo: con lui c’è anche una diciannovenne, che viene solo identificata dagli agenti delle Volanti perché non coinvolta nel raid a mano armata. Gli archivi delle forze dell’ordine dicono che si tratta di Aurora Livoli, che circa un mese prima si è allontanata dall’abitazione in cui viveva con i genitori adottivi a Monte San Biagio.
Il 28 dicembre, intorno alle 16, la ragazza viene nuovamente controllata in strada dalla polizia stradale. Stavolta si trova in piazza Duca d’Aosta, davanti alla aazione Centrale di Milano, insieme ad alcuni ragazzi. Sono le sue ultime ore. Alle 22.45, una telecamera la immortala sul marciapiedi di via Paruta, in zona Cimiano: secondo le indagini dei carabinieri della Compagnia Monforte e del Nucleo investigativo guidati dal colonnello Antonio Coppola e dal tenente colonnello Fabio Rufino, in quel momento è in compagnia del cinquantasettenne peruviano Emilio Gabriel Valdez Velazco.
Perché si dirige insieme al peruviano dentro lo stabile di Via Paruta, ad oggi rimane un mistero. Quello che è certo, la ragazza non aveva con sé soldi in quei quasi due mesi. A dirlo sono i genitori e lo zio che spiegano di come la ragazza sia andata via senza un euro. È probabile che abbia vissuto di espedienti e di ciò che trovava per strada, comprese le cattive compagnie.
