Asili nido e scuole materne comunali di Latina, FP Cgil: il Comune fa muro, le lavoratrici ed i lavoratori si mobilitano
Nonostante le formali e ripetute richieste avanzate dalla FP CGIL alla Sindaca e all’Assessore alla Pubblica Istruzione per aprire un confronto sul cambio di appalto degli asili nido e delle scuole materne comunali, dall’Amministrazione non è giunta alcuna risposta.
“Un silenzio grave – spiega il segretario generale Fp Cgil, Vittorio Simeone – che segnala un atteggiamento di assoluta indifferenza verso i servizi educativi, verso chi vi lavora ogni giorno e verso le famiglie della città di Latina”.
“Il nuovo appalto che il Comune si appresta a predisporre rischia infatti di svendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, mettendo in discussione il CCNL delle Cooperative Sociali sottoscritto da CGIL, CISL e UIL, unico contratto realmente rappresentativo e in grado di garantire tutele, dignità salariale e continuità occupazionale. Al suo posto si profila il ricorso a contratti pirata o pseudo-pirata, funzionali esclusivamente a ridurre il costo del lavoro”.
“Le conseguenze sono evidenti e inaccettabili: meno diritti per chi lavora; salari già bassissimi ulteriormente penalizzati, per lavoratrici e lavoratori che percepiscono poco più o poco meno di 1.000 euro al mese; peggioramento della qualità dei servizi educativi offerti ai bambini e alle bambine di Latina.
Indebolire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative – una categoria già fragile – significa colpire direttamente il servizio educativo pubblico, ridimensionarlo e impoverirlo, scaricando sui più deboli il prezzo di scelte politiche sbagliate e miope. Su tutto questo la CGIL non può tacere e non tacerà”.
“Per questo, nei prossimi giorni, sarà convocata una grande assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori sotto la Torre Comunale, per portare questa vertenza alla luce del sole, davanti all’opinione pubblica e alla cittadinanza. Sarà un momento di partecipazione, dignità e forza collettiva, – conclude Simeone – per affermare con chiarezza che i diritti non si svendono e che sui servizi educativi e sul futuro dei giovani di Latina non si risparmia”.
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