ARPALO, PER MAIETTA CALA LA SCURE DELLA PRESCRIZIONE SU ALCUNI REATI

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Pasquale Maietta
Pasquale Maietta

Arpalo: la prescrizione si porta via un pezzo del processo in cui è imputato l’ex Presidente del Latina Calcio e ex deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta

A inizio udienza, il Pubblico Ministero Giuseppe Buontempo ha dato conto delle sue verifiche sui termini di prescrizione rispetto a due capi d’imputazione compresi nel processo. Secondo i calcoli del Pm, le due sospensioni che ha subito il processo, una delle quali per Covid, non hanno più incidenza sul fatto che i reati contestati in due capi d’imputazione – riciclaggio per Maietta, intestazione fittizia di beni per il co-imputato Fabrizio Colletti – hanno maturato la prescrizione.

Per quanto riguarda il sequestro finalizzato alla confisca compreso nei due capi di imputazione, il Pm Bontempo si è detto favorevole al dissequestro, ma solo per l’altra co-imputata Paola Cavicchi e per il figlio Fabrizio Colletti, che si videro porre i sigilli a quote societarie, soldi e beni immobili. La pubblica accusa, invece, era di avviso diverso per Pasquale Maietta, il cui sequestro è intervenuto anche per altri reati contestati non nei capi d’imputazione 38 e 40.

Come noto, ad essere giudicati nel processo, oltreché a Pasquale Maietta, la sua ex co-presidente del Latina Calcio all’epoca dei fatti, Paola Cavicchi, l’avvocato Fabrizio Colletti, l’imprenditore Fabio Allegretti, il commercialista Pietro Palombi e gli ex collaboratori dell’ex parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni FanciulliPaola Neroni e Roberto Noce. Il processo contesta agli imputati, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato dalla transnazionalità, il trasferimento fraudolento di valori, la bancarotta fraudolenta, e vari reati tributari e societari.

L’esecuzione di arresti e sequestri, per una inchiesta svolta da Guardia di Finanza e Polizia di Stato di Latina, avvenne nell’aprile del 2018. Nella scorsa udienza di fine maggio, gli avvocati difensori hanno avanzato al Tribunale diverse richieste di proscioglimento.

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Il processo, come noto, contesta agli imputati, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato dalla transnazionalità, il trasferimento fraudolento di valori, la bancarotta fraudolenta, e vari reati tributari e societari. Ad essere giudicati, oltreché a Pasquale Maietta, la sua ex co-presidente del Latina Calcio all’epoca dei fatti, Paola Cavicchi, il figlio di quest’ultima, l’avvocato Fabrizio Colletti, l’imprenditore Fabio Allegretti, il commercialista Pietro Palombi e gli ex collaboratori dell’ex parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni FanciulliPaola Neroni e Roberto Noce.

Gli avvocati, nella scorsa udienza, hanno chiesto la prescrizione per l’ipotesi di reato formulata dalla Procura di Latina al capo 40 nel quale Maietta, Colletti, Cavicchi e Allegretti sono accusati di aver agito in concorso fra loro per consumare il reato di riciclaggio e reimpiego di beni immobili, eludendo le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale. In realtà a Colletti e Cavicchi è contestato solo il reato di intestazione fittizia di beni.

Al centro dell’episodio la società CRF House s.r.l. Secondo l’accusa, Fabio Allegretti, come persona di fiducia di Cavicchi e Colletti, realizzava l’intestazione fittizia delle quote di partecipazione al capitale sociale della CRF House s.r.l. in favore della HDG S.p.A., tramite la cessione della partecipazione al capitale sociale della CRF House s.r.l. (proprietaria di un compendia immobiliare del valore di circa 1.500.000 euro) da parte della ROFAINVESTMENTS SA in favore della detta società per azioni, che l’acquistava fittiziamente in data 19 febbraio 2014 per il corrispettivo di 100.000 euro

Al di là dei passaggi societari piuttosto complessi, sono le date a contare ai fini della prescrizione che, dai calcoli degli avvocati difensori, è già maturata.

Così come sarebbe maturata al capo 38 per cui Maietta, in qualità di reale titolare delle quote della società J&M Investments s.r.l., e Palombi, in veste di collaboratore, avrebbero realizzato l’intestazione fittizia di beni in capo a Pierluigi Sperduti.

Ebbene, alla fine di una camera di consiglio durata circa 30 minuti, la Presidente del collegio del Tribunale, Caterina Chiaravallotti – a latere i giudici Trapuzzano e Paolini – ha dichiarato per Maietta, Colletti e Palombi prescritti i reati ai capo 38 e 40 e disposto il dissequestro dei beni interessati da queste accuse.

Una circostanza sicuramente spartiacque per il processo in corso che vede in sé altre accuse che potrebbero finire prescritte in tempi non troppo lunghi. Dopo la decisione del Tribunale, si è seduto sul banco dei testimoni, interrogato dal Pm Bontempo, il curatore fallimentare della Tre Assi, una delle società che, con l’US Latina Calcio, sono parti civili di questo processo.

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