Arpalo 2: “nuovo inizio” per il processo che vede al centro il fallimento del Latina Calcio in epoca Maietta
In considerazione del trasferimento del giudice Gian Luca Soana a Rieti come Presidente del Tribunale, non vi è più incompatibilità del primo collegio, presieduto ora dal giudice Eugenia Sinigallia. Ecco perché il processo “Arpalo 2” è stato trasferito dal terzo al primo collegio. Oggi, quindi, dopo diverse udienze al terzo collegio dove non vi è stata ancora una udienza vera e propria di istruttoria, il processo è ripartito davanti al primo collegio composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi.
Il processo è stato rinviato ulteriormente al 25 settembre per ascoltare un Capitano della Guardia di Finanza che ha partecipato alle indagini.
Erano 53 i capi di imputazione nel processo che per sintesi può essere riferito al fallimento del Latina Calcio in epoca Maiettopoli. “Erano” perché, dopo l’udienza di un anno fa, ad aprile 2025, una quindicina di capi di imputazione, riferibili a reati tributari, sono stati potati dalla prescrizione, così come invocato, in particolare, dall’avvocato Fiorella, a cui si sono associati diversi colleghi. A beneficiare della prescrizione per alcune accuse alcuni degli imputati eccellenti del processo, ossia la seconda parte del procedimento cosiddetto Arpalo. Si tratta di Pasquale Maietta, Fabrizio Colletti, Antonio Aprile, Max Spiess e altri. La prescrizione, ovviamente, è il prodromo all’istanza di dissequestro che gli avvocati difensori produrranno in riferimento ad alcuni beni posti sotto sigillo dagli inquirenti.
Il processo, come noto, vede alla sbarra diversi protagonisti della vicenda del Latina Calcio ai tempi di Maiettopoli quando l’ex deputato di Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta, stava per incorrere in tutti i guai giudiziari che gli sono piovuti addosso dal 2016 in poi. Il principale “gemello”, Arpalo 1, è incardinato presso il Tribunale di Latina ed è ancora nella fase delle testimonianze dell’accusa, considerando che si parla di fatti datati anche oltre dieci anni fa.
Sono 37 gli imputati del secondo filone dell’inchiesta Arpalo condotta della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Latina, coordinati dai sostituti procuratori di Latina Claudio De Lazzaro (non più in servizio alla Procura di Latina) e Giuseppe Bontempo. Al centro del procedimento il Latina Calcio (anche nel primo filone ci sono episodi contestati in merito alla società calcistica), per ipotesi di associazione per delinquere finalizzata a bancarotta fraudolenta, riciclaggio e corruzione. L’attuale dirigenza del Latina Calcio è completamente estranea all’indagine e al processo, mentre quel Latina Calcio è imputato nel processo odierno e la curatela fallimentare è parte civile insieme alle curatele della Tre Assi srl e Emme srl, assistite dall’avvocato Cardarello. Il collegio difensivo composto dagli avvocati Dinacci, Giudetti, Vasaturo, Palombi, Maestri, Ciotti, Fiorella, Petrucciano, Tognozzi, Zeppieri, Diddi, Censi, Marino, Frisetti, Magnarelli, Napoleone, Lucchetti, Farau, Calabrese, Massi, Amadei, Vitelli, Corella, Santamaria, Santangelo, Laurora, Mora, Cellini, Vita, Di Tommaso e Cannizzo.
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Alcune ipotesi di reato contestate ad alcuni indagati erano state già dichiarate estinte per intervenuta prescrizione. Al centro del secondo troncone d’indagine, i tre imprenditori che rilevarono la società calcistica prima che fallisse, in circostanze che apparirono inusuali: Benedetto Mancini e Angelo Ferullo, entrambi di Anzio, e Regina Daniela Wainstein originaria della Finlandia.
Alla sbarra, oltreché Pasquale Maietta, anche l’imprenditore di Sermoneta, ex candidato sindaco ed ex dirigente del Latina Calcio, Antonio Aprile. A processo la stessa imprenditrice ed ex Presidente del Latina Calcio Paola Cavicchi, i figli di lei, Fabrizio e Roberta Colletti, e professionisti, imprenditori, più l’ex braccio destro di Maietta e team manager del Latina Calcio, Pierluigi Sperduti (alla sbarra anche nel processo principale di Arpalo). E ancora: Augusto Bizzini, Max Spiess, Fabio e Ivano Allegretti, Giovanni Fanciulli, Pietro Palombi, Roberto Noce, Paola Neroni, il commercialista Salvatore Di Raimo (già condannato in primo grado, col rito abbreviato, a 4 anni per il processo Arpalo), Giovanni Fanciulli, Sergio Dari, Massimiliano Mancini, Dario Antonucci, Giampiero e Stefano Zampieri, Davide Zinicola, Marco De Cupiis, Simone Allegretti, Sossio Laricci e Christof Marek, oltreché ai tre finanzieri, all’epoca dei fatti in servizio presso il Comando provinciale di Latina, Riccardo Tomei, Claudio Arpaia e Ciro Pirone.
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