ARES 118. I SINDACATI CHIEDONO DI CORREGGERE LA ROTTA DELL’INTERNALIZZAZIONE

Ares 118
Foto di Stefano Di Nino

Fu il concorso per 138 posti da autista di ambulanze indetto da Ares nel novembre 2019 ad alimentare molte delle incertezze e dei malumori dei dipendenti delle società private operative nel trasporto d’emergenza sanitaria.

Quel bando avrebbe dovuto rappresentare il primo passo di quel processo di internalizzazione dei servizi e delle risorse umane del 118 sancito nel precedente giugno dall’accordo tra Regione e Azienda pubblica, da una parte, e Cgil, Cisl e Uil, dall’altra. Quella selezione, contrariamente alle aspettative dei lavoratori che operavano nel settore da anni, oltre ad escludere dalla partecipazione operatori con tutta l’esperienza e le capacità necessarie per intervenire nel soccorso sanitario perché remunerati da organizzazioni di volontariato, presentava requisiti di ammissione così vaghi da poter allargare le maglie ad autisti che non avevano mai guidato un’ambulanza in vita propria.

Paure per il futuro che le divise rosse hanno manifestato tutte lo scorso 22 settembre a Roma in Piazza Esedra. In questo contesto si inserisce il veloce “botta e risposta” a cui si è assistito recentemente durante la trasmissione de La 7 “L’aria che tira” tra l’assessore alla sanità Alessio D’Amato e il sindacalista di Confail Vinicio Amici.

Quest’ultimo poneva il punto sulla necessità di procedere sì a concorso pubblico per l’internalizzazione delle risorse umane in Ares, ma al tempo stesso sull’opportunità di inserire criteri idonei a valorizzare e premiare tutti coloro che hanno mostrato titoli e capacità sul campo.

Una ricetta sul come procedere ad una corretta internalizzazione dell’Azienda era già stata enunciata lo scorso giugno da Cgil all’indomani dell’acquisto da parte della Regione di 33 automezzi per il trasporto d’urgenza.

In quell’occasione il segretario generale Fp Cgil Gianfranco Cenciarelli ebbe a spiegare “Ricordiamo che per internalizzare tutte le postazioni della rete di emergenza regionale è necessario assumere direttamente in Ares circa 1500 lavoratori ripartiti tra autisti, infermieri e barellieri. Per la rete di emergenza, devono essere individuati percorsi assunzionali che prevedano la possibilità di accedere alle selezioni, nella legalità, da parte di chi, in questi anni, ha garantito il servizio, operando per soggetti privati in appalto, come già stato fatto, in parte, per gli autisti ora vanno costruiti percorsi per le altre due figure professionali.  Lavorare nell’emergenza richiede una formazione specifica che questo personale già ha acquisito, oggi l’impegno deve essere di non disperdere questo patrimonio“.

Sui numeri e sui criteri di reclutamento delle figure professionali di cui l’azienda Ares ha bisogno le diverse sigle sindacali suonano all’unisono.

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