Un atto intimidatorio si è verificato la notte scorsa, con danni ingenti al campo sportivo “Falasche” di Anzio, dove erano appena terminati i lavori di messa in sicurezza. Quasi certamente con l’utilizzo di un martello pneumatico è stato demolito il tramezzo realizzato all’ingresso degli spogliatoi e danneggiati gli spazi comuni. I lavori si erano appena conclusi.
“È un fatto gravissimo – dice il sindaco, Aurelio Lo Fazio – ma chi lo ha compiuto e i mandanti di questo gesto sappiano che non ci faremo intimidire. Quella struttura è stata, fra le altre, al centro dello scioglimento per condizionamento della criminalità del nostro Comune, la Commissione straordinaria ha deciso di tornare in possesso dell’impianto che poi è stata utilizzata e occupata abusivamente, con grave pericolo per la cittadinanza. Abbiamo deciso – aggiunge – di chiudere gli accessi, nelle more della definizione di un bando pubblico e trasparente, al contrario di quanto avvenuto in passato”.
Il sindaco ha sporto denuncia per l’accaduto e sono in corso gli accertamenti della Polizia di Stato con la Polizia locale. “C’è chi ha insinuato sulla necessità dell’assessore alla sicurezza e legalità – dice ancora il sindaco – questo episodio è la palese dimostrazione che ristabilire le regole dà evidentemente fastidio. Ripeto, non ci faremo intimidire e anzi agiremo con sempre maggiore determinazione. Questa città ha bisogno del ripristino della legalità, piaccia o meno a chi in passato ha potuto trarre vantaggi dal mancato rispetto delle regole”.
A scoprire quanto accaduto, la mattina di lunedì 19 gennaio, sono stati gli operai della ditta che stava ultimando i lavori sull’impianto ma in base a una prima ricostruzione il raid è stato compiuto nella notte fra sabato e domenica. Gli autori sono entrati tagliando la rete esterna e con i martelli pneumatici hanno demolito il tramezzo all’ingresso degli spogliatoi e distrutto gli spazi della struttura.
Anni fa il Comune aveva dato la struttura in gestione ad un’associazione sportiva dilettantistica che subito aveva maturato un consistente debito ma, per evitare la revoca dell’affidamento, si era fusa con una società sportiva per assumere una nuova denominazione. Un dirigente della struttura era vicina alla cosca dei Peronaci e compagno di una consigliera comunale di centrodestra che frequentava spesso l’impianto. Dopo il commissariamento per mafia, a febbraio 2023 la struttura è finta in amministrazione straordinaria.
“Apprendiamo con sconcerto e tristezza del grave atto intimidatorio avvenuto ad Anzio presso l’impianto sportivo di Falasche, un ulteriore sfregio ad un territorio che ormai da decenni è preda e ostaggio di mafie, criminalità e malagestione. Un atto grave che ha voluto colpire un bene pubblico, quindi di tutta la comunità, tornato da poco in possesso del comune di Anzio e che doveva essere resitutito alla collettività dopo i lavori di messa in sicurezza conclusi di recente.
Come associazione “Reti di Giustizia – il sociale contro le mafie” da anni ci battiamo anche affinché i beni pubblici vengano valorizzati e resi fruibili, perché crediamo fermamente che la democrazia, la cultura, il contrasto alle mafie e alla criminalità passino anche per una gestione sana, equa, possibilmente collettiva e volta alla libera fruizione dei beni comuni. È di tutta evidenza come, nonostante le indagini e i processi, ad Anzio esistano ancora forze occulte che non vogliono un pieno ritorno ad una vita pubblica trasparente. Noi continueremo a vigilare, insieme a tutte quelle realtà e quelle persone che come noi credono in un riscatto sociale di questo territorio”. Così scrive “Reti di Giustizia – Il sociale contro le mafie APS”.
