Impianto FASSA, l’opposizione di Cori: “Dall’Amministrazione De Lillis nessuna opposizione efficace all’ampliamento”
Chieste le dimissioni dell’Assessore all’Ambiente Luca Zampi e della Delegata alle Attività Produttive Annamaria Tebaldi da parte dei consiglieri comunali d’opposizione Aristide Proietti, Germana Silvi e Evaristo Silvi
LA STORIA DELL’AUTORIZZAZIONE PER L’AMPLIAMENTO DELLA FASSA. “Tutto inizia con l’assenza del Comune di Cori nella Conferenza dei Servizi iniziata nel 2018 e, dopo circa 6 anni, conclusa con provvedimento favorevole del maggio 2023, all’ampliamento dello stabilimento di Artena al confine con i Comuni di Cori e Rocca Massima ed a due passi dal Monumento Naturale del Lago di Giulianello.
Durante i sei anni della Conferenza dei Servizi, il Comune di Cori, regolarmente invitato, non si è mai presentato agli incontri, ha prodotto uno striminzito documento di dissenso all’ampliamento privo di fondate argomentazioni, e una mail scritta dall’Assessore all’Ambiente Zampi, che non aveva nessun titolo per partecipare alla Conferenza dei Servizi.
Leggi anche:
AMPLIAMENTO FASSA BORTOLO, PALAZZO SPADA: NO ALLA REVOCA DELLA SENTENZA CHE DÀ IL VIA LIBERA ALL’IMPIANTO
Quando la notizia emerge sui social nel luglio 2023, due mesi dopo l’emissione del PAUR – provvedimento che autorizzava l’ampliamento –, si scatena la rivolta della popolazione. I cittadini di tutte le città dell’areale interessate dagli impatti ambientali si costituiscono in Comitati per opporsi alla decisione, e così anche l’Amministrazione De Lillis è costretta a prendere posizione con azioni legali.
Il primo ricorso davanti al TAR trova accoglimento, ma la FASSA propone opposizione al Consiglio di Stato e ne esce vincente.
Il Comune di Cori propone ulteriore ricorso per la revocazione della Sentenza del Consiglio di Stato, ma l’esito lascia emergere, sul piano politico, l’assenza di una linea amministrativa chiara e determinata nel contrastare l’ampliamento della FASSA di Artena”.
RICORSO PER REVOCAZIONE: GLI ERRORI DEL COMUNE DI CORI. “Lasciano, infatti, molte perplessità le motivazioni del pronunciamento del Consiglio di Stato sulla richiesta del Comune di Cori per la revocazione della sentenza dell’ampliamento dello stabilimento FASSA di Artena.
L’Ente comunale aveva presentato tre motivi ed i Giudici Amministrativi ne hanno ritenuto ammissibili ben due che, proprio a detta dei Giudici stessi, avrebbero potuto bloccare l’ampliamento dello stabilimento.
Ma la revocazione non è stata ritenuta praticabile perché “infondata nel merito”, vale a dire che non sono stati presentati elementi e fatti suffragati da prove valide che ne consentissero l’accoglimento.
Il primo motivo ammesso era la presenza dei gravami di uso civico che non sarebbe stata presa in considerazione nei giudizi precedenti. Nonostante la preannunciata volontà di notificare i motivi aggiunti avverso l’autorizzazione, l’Ente non ha formalizzato nessuna opposizione nei tempi dovuti. Non solo, successivamente, nonostante avesse “ribadito la propria intenzione di notificare motivi aggiunti durante la camera di consiglio, innanzi al Presidente, ma di tale circostanza non v’è traccia nel verbale d’udienza”.
Il secondo motivo considerato ammissibile riguardava “tutti i motivi su cui il T.A.R. aveva omesso di pronunciarsi in primo grado”. “Si tratta anche di errore revocatorio rilevante, in quanto l’eventuale accoglimento del motivo avrebbe potuto condurre all’annullamento del P.A.U.R., precludendo la realizzazione dell’intervento”, come si legge nella sentenza.
Ma anche in questo caso il Comune di Cori ha “dimenticato” di corredare la richiesta con “una esposizione chiara e soprattutto autosufficiente della doglianza”.
Comportamenti a dir poco superficiali che hanno influenzato in modo irrevocabile l’esito del procedimento, con il rigetto della richiesta di revoca e la conferma dell’autorizzazione all’ampliamento dello stabilimento.
Il sindaco De Lillis, nella sua comunicazione social, afferma, riferendosi alla decisione espressa dal Consiglio di Stato: “pensiamo sinceramente che questo era l’obiettivo principale della sentenza: non cambiare il contesto già deciso”.
Alla luce degli atti e delle condotte processuali, si può ritenere che l’azione del Comune di Cori non abbia offerto alcun contributo significativo per modificare il quadro già definito nei precedenti passaggi amministrativi”.
LA VOLONTÀ POLITICA DI NON CONTRASTARE L’AMPLIAMENTO. “Il peccato originale di tutta questa vicenda sta proprio nella mancata informazione e partecipazione che ha contraddistinto i comportamenti dell’Amministrazione De Lillis fin dall’inizio.
Gli assessori di competenza, Luca Zampi all’ambiente nonché al Monumento Naturale del Lago di Giulianello e la delegata, all’epoca, alle attività produttive Annamaria Tebaldi, sebbene in tutti questi anni fossero a conoscenza del progetto di ampliamento dello stabilimento Fassa, non risulta abbiano informato adeguatamente la cittadinanza né gli altri organi istituzionali dell’Ente.
Il Comune di Cori è stato talmente assente che si è mosso al limite del tempo massimo per impugnare davanti al TAR il provvedimento autorizzativo, un’azione che, per tempistiche e modalità, è stata percepita da parte della cittadinanza come tardiva e poco incisiva.
Tali comportamenti, valutati nel loro insieme, suggeriscono una sostanziale convergenza politica con le posizioni dell’Amministrazione di Artena e non evidenziano una volontà amministrativa coerente e incisiva tale da contrastare fattivamente l’ampliamento dello stabilimento. Anzi, alcune scelte processuali appaiono non orientate a rafforzare la richiesta di revoca dell’autorizzazione”.
LE DIMISSIONI DEGLI ASSESSORI COMPETENTI. “Di fronte a tutte queste responsabilità politiche, nel Consiglio Comunale del 23 dicembre scorso, le minoranze hanno presentato la mozione consiliare per la revoca delle deleghe all’assessore Zampi e alla delegata Tebaldi.
Ovviamente, la consigliera Tebaldi, che ricopre anche la carica di Presidente del Consiglio Comunale, non l’ha inserita nell’ordine del giorno.
Ma la mozione verrà riproposta nel consiglio straordinario promesso dal Sindaco De Lillis per questo mese di gennaio.
In compenso De Lillis ha annunciato un altro specchietto per le allodole: il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Non solo, ha annunciato anche l’avvio, dopo 3 anni, di una fattiva collaborazione con i Comitati, che però non sembra esistere.
Indicativo anche il silenzio assordante dei consiglieri di maggioranza, che, in assenza di una posizione in merito, finiscono per avallare l’impostazione politica del Sindaco.
Intanto i lavori nel sito produttivo procedono con alacrità e le opere sono arrivate quasi a totale compimento”.
